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martedì 30 novembre 2021

Occhio alle bollette luce e gas sbagliate, come verificare e cosa fare

 Redazione

Occhio alle bollette luce e gas sbagliate, come verificare e cosa fare
Occhio alle bollette luce e gas sbagliate, come verificare e cosa fare

Nel caso si ricevesse una bolletta con un importo troppo alto, si può presentare un reclamo oppure un tentativo di conciliazione. Come ultima possibilità resta la causa civile. Ma attenzione alle spese

Con gli aumenti di luce e gas delle ultime settimane, la lettura della bolletta diventa un momento ancora più importante. Si controllano voci e importi, con il rischio di non capirci molto, considerata la complessità. Ma se ci si accorgesse di un errore, che fare? Si può procedere a inoltrare un reclamo scritto, oppure optare per un tentativo di conciliazione.

IN CASO DI GUASTO

Se la bolletta è un salasso, non sempre è colpa dell’utente. Il conto potrebbe lievitare anche a causa di un guasto a un elettrodomestico, oppure un tubo che perde potrebbe essere il responsabile della bolletta dell’acqua troppo alta. Si può trattare, più semplicemente, di un errore di fatturazione, oppure di un malfunzionamento del contatore. L’intestatario delle utenze, a questo punto, dovrebbe dimostrare l’errore. Ecco come fare.

COSA FARE

Per prima cosa è bene ricordare che si può sempre contestare una bolletta fatturata. Se un utente si vede recapitare una bolletta della luce con troppi zeri, allora può contestarla, facendo leva sull’irragionevolezza dell’importo, comparandolo con i consumi calcolati nello stesso periodo degli anni precedenti. Da tenere in considerazione anche lo storico legato ai mesi di utilizzo: una casa al mare difficilmente avrà un consumo di luce e gas eccessivo nei mesi invernali.

I PARAMETRI DA CONSIDERARE

La prima cosa da fare, quindi, è controllare i parametri dell’immobile: i consumi sono gli stessi dei periodo dell’anno precedente corrispondente? Quante sono le persone che occupano l’appartamento? Qual è la destinazione dell’appartamento: ufficio o casa privata? La Cassazione dice che, a seguito di una contestazione da parte dell’utente, il gestore del servizio idrico deve dimostrare che il consumo elevato non è causato da un’anomalia del contatore. Spetta quindi alla società dimostrare che tutto funzioni correttamente. L’utente dovrà dimostrare di aver utilizzato nella maniera consona l’impianto.

COSA DICE LA CASSAZIONE

Come conferma la Cassazione, “in tema di contratti di somministrazione, la rilevazione dei consumi mediante contatore è assistita da una presunzione semplice di veridicità; sicché, in caso di contestazione, grava sul somministrante l’onere di provare che il contatore era perfettamente funzionante, mentre l’utente deve dimostrare che l’eccessività dei consumi è dovuta a fattori esterni al suo controllo e che non avrebbe potuto evitare con un’attenta custodia dell’impianto, ovvero di aver diligentemente vigilato affinché eventuali intrusioni di terzi non potessero alterare il normale funzionamento del misuratore o determinare un incremento dei consumi”.

INVIARE UN RECLAMO

Il primo passo da compiere, in caso di bolletta errata di luce, gas o acqua, è inoltrare un reclamo. Bisognerà inviarlo in forma scritta, con raccomandata a/r o con posta elettronica certificata alla società che fornisce il servizio. Nel reclamo occorre indicare le generalità dell’intestatario della fornitura, il numero di contratto e la bolletta che si segnala come errata, con tanto di ragioni a supporto.

LA TEMPISTICA

È utile precisare anche se si è già provveduto o meno al pagamento dell’importo, in caso affermativo, si può chiedere il riaccredito della somma corrisposta. Il fornitore di servizi ha 40 giorni di tempo dalla ricezione per decidere. In caso il reclamo venisse accettato, la società dovrà entro 90 giorni dal ricevimento riaccreditare la somma in eccesso, eventualmente già pagata dall’utente, diversamente dovrà prevedere uno storno sulla fattura successiva. Ai consumatori non possono essere richieste somme relative a periodi antecedenti ai 2 anni dalla data di emissione della fattura.

IL TENTATIVO DI CONCILIAZIONE

E se il reclamo non venisse accettato? Allora si può procedere con un tentativo di conciliazione presso l'AEEG, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Si può avviare la procedura per via telematica, senza l’assistenza di un avvocato. Bisognerà presentare copia del reclamo rifiutato e chiedere un incontro online per trovare una soluzione bonaria con la controparte. Il ricorso può essere inoltrato via mail (sportello@acquirenteunico.it) oppure via fax o per posta. Come ultima possibilità, in caso anche il tentativo di conciliazione non dovesse aver successo, l’utente può decidere di avviare una causa civile.

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