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  Federico Dalla Bona mar 30 novembre 2021, 8:31 PM I  prezzi del petrolio greggio quotato in dollari al Nymex  hanno ripreso oggi a scender...

venerdì 22 ottobre 2021

Capital Group vede valore nei bond governativi europei e cinesi

 Virgilio Chelli

Capital Group vede valore nei bond governativi europei e cinesi
Capital Group vede valore nei bond governativi europei e cinesi

Opportunità selettive anche nelle obbligazioni corporate e nel reddito fisso dei mercati emergenti, mentre la tendenza all’appiattimento della curva dei rendimenti Usa rende meno ottimisti sulle scadenze brevi

Capital Group fa il punto sulle prospettive degli investimenti obbligazionari globali con un commento a cura di Andrew Cormack, gestore di portafogli obbligazionari di Capital Group, che evidenzia cinque temi da considerare nei mercati i globali del reddito fisso: l’evoluzione della curva dei rendimenti USA, le prospettive del debito sovrano europeo, l’opportunità di diversificazione offerta dal debito della Cina, la necessità di un approccio più cauto all’universo delle obbligazioni corporate e le fonti di rendimento nell’area dei mercati emergenti in una fase di rialzo dei prezzi delle materie prime.

TREASURY SEMPRE RICHIESTI NONOSTANTE LA FED

La Fed si prepara a ridimensionare la politica accomodante, rendendo Capital Group meno ottimista sul tratto a breve della curva dei rendimenti dei Treasury, ma riduce la probabilità di una spirale inflazionistica, il che offre un supporto ai tassi a lungo termine e fa ipotizzare un appiattimento della curva nel medio periodo. I Treasury continuano ad essere favoriti dal differenziale dei tassi rispetto a Europa e Giappone, per la domanda di fondi pensione e dall’estero dovrebbe restare solida.

LA FINE DEL PEPP PUÒ IMPATTARE L’ITALIA

Per Capital Group il debito sovrano europeo può offrire valore nonostante i rendimenti negativi, anche se questi hanno penalizzato il sistema bancario e di conseguenza il flusso di credito. Per quanto riguarda i mercati non-core in Europa, Capital Group è più prudente, perché la riduzione graduale del PEPP della Bce inizierà a spingere al rialzo i rendimenti in alcuni Paesi come l’Italia, il cui alto rapporto debito/PIL è sostenibile solo se i rendimenti rimarranno molto ridotti. Forse non è motivo di preoccupazione nei prossimi 6-12 mesi, ma è una situazione che Cormack sta monitorando da vicino.

DEBITO CINESE ALLA STREGUA DEI MERCATI SVILUPPATI

Il debito cinese invece offre rendimento e diversificazione di portafoglio, e sta divenendo una parte importante del reddito fisso e dei portafogli obbligazionari globali di Capital Group. Il debito cinese ha attirato un ampio spettro di investitori, incrementando la profondità e la liquidità del mercato, e Capital Group considera ormai le obbligazioni cinesi alla stregua del debito dei mercati sviluppati. Inoltre, Pechino intende promuovere la stabilità del renminbi. La Cina sta facendo meno affidamento sulle esportazioni e più sulla domanda interna, ed il governo è incentivato a non monetizzare il debito come sta avvenendo in USA Europa e Giappone. Il debito cinese è anche un buon elemento di diversificazione, per la sua bassa correlazione con i titoli di Stato dei mercati sviluppati.

MENO ESPOSIZIONE AGLI HIGH YIELD

Secondo Capital Group, le obbligazioni corporate forniscono opportunità selettive anche in un contesto di spread contratti. La qualità dell’investment grade è oggi inferiore al passato, ma c’è molta liquidità e un’insaziabile ricerca del rendimento. Le valutazioni inducono alla prudenza, ma Capital Group preferisce non essere sottopesata sulle obbligazioni corporate, ma resta molto focalizzata sulla selezione. Cormack continua ad apprezzare alcuni segmenti dell’energia negli USA, mentre vede nel credito asiatico un ragionevole vantaggio di rendimento, anche nel segmento high yield sono presenti opportunità, ma le valutazioni sono a un livello che induce a ridurre, più che incrementare, l’esposizione alla maggior parte dei titoli di questo mercato.

CONTESTO FAVOREVOLE AL DEBITO EMERGENTE

Infine i mercati emergenti, che sono una fonte di rendimento nella fase di rialzo delle materie prime che Cormack continua ad apprezzare. In un contesto di recupero della crescita globale, gli economisti di Capital Group prevedono un dollaro relativamente stabile, che può rappresentare un contesto positivo per le valute emergenti. Molte economie e valute sono destinate a beneficiare del rialzo del ciclo delle materie prime. I mercati asiatici, che presentano rendimenti inferiori ma tendono ad essere anche meno volatili, sono un’altra area di interesse.

http://www.financialounge.com/

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