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lunedì 17 maggio 2021

Inflazione Usa "in transito" verso livelli più alti

 Virgilio Chelli


Inflazione Usa
Inflazione Usa

Mark Dowding, CIO di BlueBay, non prevede che i rendimenti dei Treasury Usa possano andare in rally nel breve termine, ma l’inflazione sta comunque dirigendosi verso un livello più alto di quanto molti pensassero

La comunicazione della Fed su inflazione e tassi di interesse potrebbe risultare problematica nei prossimi giorni, poiché più la banca centrale si sbilancia verso una retorica da colomba, più i mercati potrebbero preoccuparsi di politiche troppo accomodanti troppo a lungo. In questo contesto, risulterebbe difficile pensare che i tassi dei Treasury possano andare in rally nel breve termine, a meno che non si verifichi un evento esogeno, ma resta il fatto che le pressioni inflazionistiche saranno transitorie fino a quando non lo saranno più. In questo caso, la compiacenza degli investitori sarà esposta.

PIÙ CHE TRANSITORIA "IN TRANSITO"

Lo sottolinea nella sua "settimana dei mercati" Mark Dowding, CIO di BlueBay, secondo cui più che "transitoria" ci sono buone possibilità che l’inflazione sia "in transito" verso un livello di outcome più elevato di quanto molti ritenessero probabile. L’ampiezza dell’aumento di aprile ha superato le aspettative, ma gli "effetti base" ci saranno anche a maggio, quindi i prezzi al consumo non dovrebbero aver ancora raggiunto i massimi. Intanto gli indici PMI, i prezzi degli input e delle commodity sembrano suggerire che la combinazione di domanda in ripresa e limitazioni a breve termine sull’offerta implichi un aumento dei prezzi più duraturo di quanto molti si aspettino.

CAMBIATO LO SCENARIO DI FONDO

Dowding ha la sensazione che anche i salari stiano aumentando. Comunque finora i mercati hanno accettato la narrativa della Fed di un aumento temporaneo e sembrano convinti che i trend dell’ultimo decennio proseguano per altri dieci anni. Ma, osserva Dowding, il contesto macro e delle politiche è invece fondamentalmente diverso: il Covid che ha accelerato la deglobalizzazione, un aumento dell’inflazione è diventato più attraente per la politica, sia per erodere il debito elevato che per contribuire alla ridistribuzione della ricchezza ai più giovani e indebitati, e infine le banche centrali sono molto meno inclini a contrastare preventivamente l’inflazione.

ATTESE PIÙ ALTE DEL CONSENSO

Per queste ragioni, BlueBay ha aspettative d’inflazione più elevate rispetto a quelle del consensus già da fine 2020 e vede i prezzi core USA continueranno a crescere fino al 3% via via che ci avviciniamo al 2022: l’outlook per la crescita sembra solido e l’annuncio del tapering da parte della Fed è prevedibile a settembre, dopo il simposio di Jackson Hole ad agosto. Ma il consenso sulle politiche accomodanti in seno alla Fed potrebbe venir meno anche prima. Di conseguenza, BlueBay si aspetta che i rendimenti USA a 10 anni supereranno il 2% prima della fine dell’estate.

TIMORI ESTESI AI MERCATI GLOBALI

Le preoccupazioni per l’inflazione si sono estese a diversi mercati globali: in Europa, i rendimenti dei Bund a 10 anni sono saliti ai massimi da oltre due anni, i mercati prezzano più alti nel Regno Unito nel 2022, Bank of Canada ha ridotto gli acquisti del QE, e anche negli Emergenti ci potrebbero essere preoccupazioni persistenti su un’impennata dell’inflazione USA. Il tutto mette pressione anche sui mercati azionari, anche se l’outlook degli utili resta relativamente positivo. BlueBay ritiene comunque improbabile un allontanamento dall’azionario, mentre nel credito vede qualsiasi allargamento sostanziale degli spread come un’opportunità di acquisto.

TORNARE SUI BTP SE LO SPREAD VA A 130

In Europa, un elevato livello di emissioni più avanti nell’anno e la prospettiva di un minore supporto della BCE potrebbero portare a un ampliamento degli spread, ma quota 130 punti base è visto come un livello che potrebbe rappresentare un’interessante opportunità per tornare sui BTP italiani. Guardando avanti, BlueBay vede una seconda metà del mese più tranquilla sul fronte macro, con poche notizie in grado di influenzare i mercati. Ma i mercati potrebbero mettere in dubbio la natura transitoria dell’inflazione.

LA FED GUARDA ALL’OCCUPAZIONE

BlueBay ritiene comunque che alla Fed importi principalmente raggiungere l’obiettivo della piena occupazione, senza troppa preoccupazione su un’inflazione che d’ora in poi potrebbe attestarsi in media intorno al 3% invece che al 2%. Se l’inflazione dovesse normalizzarsi vicino al 3% nel medio termine, le ripercussioni sul livello del tasso "naturale" e quindi per l’equilibrio dei rendimenti obbligazionari sarebbero notevoli da qui in avanti.

IL SENTIMENT GIRA SUL BITCOIN

L’analisi di Dowding chiude con una riflessione sui timori ESG sull’impatto ambientale dell’estrazione di Bitcoin, dopo la decisione di Tesla di porre fine all’accettazione di pagamenti in Bitcoin per le proprie auto e dopo che Elon Musk ha pubblicamente sconfessato anche il Dogecoin: il sentiment sta iniziando a girare, e “forse è arrivato il momento di guardare in faccia la realtà e detenere asset reali”.

http://www.financialounge.com/

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