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venerdì 19 marzo 2021

La corsa delle aziende ad impatto zero è guidata dall’Europa

 Leo Campagna

La corsa delle aziende ad impatto zero è guidata dall’Europa
La corsa delle aziende ad impatto zero è guidata dall’Europa

Secondo l’annuale Analyst Survey di Fidelity International il 30% delle aziende europee e il 23% di quelle asiatiche saranno a emissioni zero entro la fine di questo decennio

Il 24% di tutte le aziende sarà a emissioni zero entro la fine di questo decennio, con le aziende europee in vantaggio in questo processo (30%) mentre quelle asiatiche (23%) stanno recuperando terreno. A rivelarlo è l’annuale Analyst Survey di Fidelity International che analizza le opinioni dei suoi analisti in tutto il mondo, aggrega le informazioni frutto degli oltre 15.000 meeting con le singole aziende e individua le tendenze chiave nel panorama aziendale.

CAMBIAMENTO CLIMATICO, UNA DELLA MAGGIORI MINACCE

“Il cambiamento climatico rappresenta una delle maggiori minacce per la società, i business e la redditività a lungo termine di aziende e mercati”, commenta Jenn-Hui Tan, Global Head of Stewardship and Sustainable Investing at Fidelity International. “È incoraggiante constatare come nell’agenda delle priorità le questioni di sostenibilità guadagnino posizioni anno dopo anno, in tutti i settori e in tutte le aree geografiche con un’accelerazione dovuta alla pandemia. Quest'anno per la prima volta più della metà (54%) degli analisti di Fidelity riferisce che la maggior parte delle aziende ora discute regolarmente di questioni di sostenibilità: era il 46% nel 2020 e solo il 13% nel 2017”.

CINA, L’AMBIZIOSO OBIETTIVO “ZERO EMISSIONI” ENTRO IL 2060

Un trend inarrestabile che riguarda anche Pechino: il 25% degli analisti di Fidelity che coprono la Cina riferisce che nella maggior parte delle aziende da loro seguite aumenta l’interesse sulla sostenibilità, rispetto a circa il 15% dei tre anni precedenti. "In base alle previsioni le emissioni di carbonio cinesi dovrebbero raggiungere il picco intorno al 2030: al paese restano meno di 30 anni per tagliare le emissioni dal loro massimo per poter raggiungere l’ambizioso obiettivo per il 2060”, ha specificato Flora Wang, Director, Sustainable Investing e Assistant Portfolio Manager di Fidelity International. A questo proposito, va ricordato che in Europa le emissioni di carbonio hanno raggiunto il picco all'inizio degli anni '90 e a un livello di intensità molto inferiore. "Sulla base delle conversazioni con le aziende sul campo e analizzando i costanti progressi su tutta la linea registrati nel nostro recente China Stewardship Report sono fiduciosa che saranno in grado di raccogliere la sfida”, ha aggiunto Wang.

CINA IN VANTAGGIO SU EUROPA E STATI UNITI

Guardando al 2021, l’Analyst Survey ha rilevato che i gestori sono ottimisti sulle prospettive economiche annuali alla luce dei bassi tassi di interesse, dei rendimenti reali negativi e della politica fiscale di sostegno: un ambiente favorevole per una ripresa della crescita globale da quest’anno in poi. Certo, ammette, Terry Raven, Director, European Equities di Fidelity International, il ritmo della ripresa sarà diverso a seconda dei paesi e dei settori e in funzione dell’andamento delle campagne vaccinali e del potenziale impatto delle nuove varianti Covid. Il vantaggio della Cina (primo paese ad essere entrato nella pandemia e il primo ad esserne uscito) dovrebbe proseguire fino al 2021, mentre Europa e Stati Uniti si riprenderanno gradualmente man mano che verranno effettuati i vaccini e le economie riapriranno, con il potenziale per una grande ripresa nella seconda metà dell’anno.

ENERGIA E TECNOLOGIA GUIDANO LA FIDUCIA

“Anche per i settori il quadro è tendenzialmente positivo ma disomogeneo. I CEO delle società energetiche sono molto più fiduciosi di quanto non lo fossero per il 2020. Lo stesso vale per quelli che gestiscono aziende operanti nel settore dei consumi discrezionali sebbene la loro fiducia sia minore rispetto a quelli che sono risultati i 'vincitori' durante la pandemia, come il settore tecnologico. Comunque, i settori che hanno sofferto di più durante i lockdown dovrebbero beneficiare ulteriormente da un'eventuale riapertura", conclude Raven.

http://www.financialounge.com/

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