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venerdì 4 dicembre 2020

Vontobel positiva sulle azioni europee, ma solo sul breve termine

 

Vontobel positiva sulle azioni europee, ma solo sul breve termine
Vontobel positiva sulle azioni europee, ma solo sul breve termine

Nel lungo termine restano favoriti i titoli growth che cavalcano il trend del digitale. Secondo Vontobel Asset Management i corporate bond sono il nuovo bene rifugio, in Europa attraenti quelli dei campioni della finanza e dell’industria

In una prospettiva di breve termine, di 2-3 mesi, l’azionario europeo è attraente nel quadro di un posizionamento tattico pro-ciclico, in quanto il vecchio continente, rimasto indietro rispetto alle altre grandi aree, dovrebbe beneficiare di una ripresa più accelerata. Ma nel lungo termine le azioni europee non sono interessanti soprattutto per la composizione di questa asset class mentre i titoli growth dei big tech USA continueranno a godere di elevata redditività. Le obbligazioni corporate europee rappresentano invece un’alternativa valida, soprattutto quelle con rating doppia o tripla B, perché offrono comunque un rendimento superiore con prezzi che hanno spazio per crescere, grazie alla prospettiva di tassi molto bassi e molto a lungo, spread in restringimento e prevedibile scarsità dell’offerta nel 2021. Scenario base andamento Pil nelle principali aree (trimestre 4 2019 = 100)

CASH ACCUMULATO PER TIMORE DEL FUTURO

Sono alcune delle interessanti indicazioni emerse dall'evento digitale Winter Outlook 2020 di Vontobel Asset Management dedicato all'attuale situazione economica e agli outlook relativi a risparmi e investimenti per l'anno che verrà con interventi di Matteo Villani, Head of Asset Management Italy, Frank Häusler, Chief Strategist, e Mondher Bettaieb, Head of Corporate Bonds, tutti di Vontobel. In apertura Villani ha sottolineato il drammatico aumento dei risparmi degli italiani, saliti al 20% del reddito disponibile, con 1.600 mld parcheggiati nei conti correnti a causa dell’incertezza sul futuro. Secondo Villani, la lezione del 2020 è quanto sia difficile l’esercizio del market timing, data la brusca alternanza di fasi di panico ma anche di euforia seguita da ritracciamento e infine dal novembre record.

EUROPA INDIETRO, ACCELERERÀ DI PIÙ

Frank Häusler ha sottolineato che da inizio anno tutte le asset class globali registrano un saldo positivo, con l’esclusione dell’azionario UK, delle commodity e in misura minore dell’equity dell’Eurozona. L’esperto di Vontobel per spiegare la situazione attuale ha usato la metafora del ‘boarding’ in aereo prima del decollo: ci si prepara a un volo tranquillo sulle ali del vaccino in arrivo e del nuovo corso della politica americana con destinazione una ripresa sostenuta delle principali economie. La ripartenza sarà comunque a velocità diverse, l’aereo cinese è già decollato accompagnato da Corea e Taiwan, l’America ha tenuto meglio e va incontro a una crescita tutto sommato modesta nei prossimi trimestri, mentre l’Europa avrà un’accelerazione maggiore, essendo rimasta molto indietro, e avrà una parabola più decisa. I due pilastri su cui si basa l’ottimismo degli investitori globali sono naturalmente l’arrivo del vaccino, ma anche la nuova amministrazione che Biden inaugurerà il 20 gennaio, che sarà più multilarale, avrà toni più moderati con la Cina, anche se la rivalità tra le due superpotenze è un trend di lungo termine, e soprattutto potrà contare sull’accoppiata Yellen-Powell alla guida del Tesoro e della Fed.

POSITIVITÀ MA SOLO A BREVE

Anche l’azionario europeo viene contagiato dal clima positivo, che nelle attese degli investitori dovrebbe favorire gli asset più legati al ciclo, molto presenti nei listini europei. Häusler concorda, ma solo in una visione di breve termine, di qui a 2-3 mesi, ma non si esprime a favore dell’azionario europeo nel lungo termine, per la sua composizione non attraente, con un settore finanziario che soffre della competizione dei big USA, anche se può far senso posizionarsi su industriali e materiali. Molto diversa la prospettiva di lungo termine dei tecnologici americani, altamente redditizi a differenza della bolla di fine anni 90.

QUADRO A FAVORE DEI CORPORATE BOND

Mondher Bettaieb ha sottolineato la validità dell’investimento in corporate bond, anche se sono reduci da un anno molto buono ma anche anno anormale. Ora ci si avvia verso la normalità con la ripresa guidata dai fattori vaccino e Biden. Il supporto fiscale e monetario comunque continuerà, e supporterà i corporate bond, con prospettive definite molto buone per le emissioni con rating BBB e BB. Giocano a favore anche fattori tecnici, perché nel 2021 i bond immessi sul mercato caleranno drammaticamente. L’uscita dalla pandemia inoltre aiuterà gli emittenti più colpiti nel 2020, come le aziende dei viaggi, dell’auto, e in generale dei trasporti.

INTERESSANTI I CAMPIONI NAZIONALI

Il ciclo economico e del credito resta positivo, dopo una seconda metà del 2020 speso per riparare i danni della crisi da pandemia, ora macchina può riprendere a andare potendo contare su un ulteriore restringimento degli spread favorito dalle banche centrali. Secondo Bettaieb i corporate restano un’alternativa senz’altro molto migliore di cash e bond governativi, soprattutto se si guarda ai rating BB, e ai subordinati di campioni nazionali bancari e industriali, come Enel o Edf, ma anche VW o Fca. Proprio in quanto offrono un ritorno positivo con rischi bassissimi, argomenta l’esperto di Vontobel, i coporate costituiscono il nuovo ‘safe asset’.

BANCHE, MEGLIO I BOND DELLE AZIONI

Bettaieb si è soffermato in particolare sul settore bancario, per rilevare che dal punto dell’investitore i bond holder sono alla fine favoriti rispetto agli azionisti di questa asset class, anche qui soprattutto nel segmento dei subordinati e anche dei CoCo. L’esperto di Vontobel sottolinea che le banche europee molto ben capitalizzate, hanno più capitale di quanto abbiano bisogno, e prevede che nel 2021 non ci sarà più bisogno di bloccare dividendi, le banche potranno tornare a pagare cedole, anche se con valutazioni caso per caso. Ma, ha concluso, i bond holder continueranno comunque a essere favoriti rispetto agli azionisti.

Virgilio Chelli

http://www.financialounge.com/

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