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lunedì 14 dicembre 2020

Outlook Schroders sull’azionario 2021: valutazioni alte ma ragionevoli

 

Outlook Schroders sull’azionario 2021: valutazioni alte ma ragionevoli
Outlook Schroders sull’azionario 2021: valutazioni alte ma ragionevoli

Secondo la storica casa londinese non c’è nessuna bolla come nel 1999 ma sull’onda della ripresa l’investitore dovrà allargare l’orizzonte a una gamma di settori più vasta come energia, materiali e industria

L’azionario globale non è economico oggi, ma le valutazioni sono ragionevoli. Considerando la portata della pandemia, le azioni hanno performato sorprendentemente bene nel 2020 e continueranno a farlo nel 2021. Ma la ripresa riguarderà una gamma di settori più vasta, rispetto agli ultimi 12 mesi che hanno visto il dominio dei titoli tech, aiutati anche dai lockdown. Le mega-cap del web rappresentano un quarto dell'intera capitalizzazione dell'S&P 500, con una concentrazione che ha innescato il paragone con la "bolla internet" del 1999, ma è un parallelismo errato.

CONCENTRAZIONE NON INSOLITA

Lo sottolinea Alex Tedder, Head of Global and Thematic Equities di Schroders, nel suo outlook azionario globale e tematico per il 2021 in cui invita a non guardare solo al tech, anche se non c’è nessuna bolla come quella del 1999. Questo perché, spiega Tedder, allora il mercato era guidato dall'esuberanza degli investitori per tutto ciò che aveva a che fare con internet indipendentemente dai profitti, mentre il settore tecnologico nel 2020 ha prodotto una crescita eccezionale di ricavi e utili che continuerà probabilmente anche nel 2021 e oltre. Inoltre, l'attuale concentrazione del mercato azionario non è insolita, già negli anni '60 e '70 l'S&P500 era dominato da un numero ridotto di società molto grandi come AT&T, Exxon, GE e GM.

NUOVI COMPORTAMENTI DI AZIENDE E CONSUMATORI

Tedder ricorda che il Covid ha accelerato e-commerce e telelavoro insieme a cambiamenti nel comportamento di aziende e consumatori, che continueranno probabilmente anche dopo la pandemia, e ritiene che la tecnologia continuerà a rappresentare un terreno fertile per gli investitori, con il rischio maggiore che verrà probabilmente dalla regolamentazione più che da un calo della crescita. Ma gli annunci sui vaccini spingono a pensare alla "normalizzazione" e alla ripresa nel 2021 e nel 2022 e gli investitori hanno iniziato a guardare al potenziale di molte aree poco battute che hanno sofferto durante la pandemia.

RIPARTENZA DI CHI È STATO PIU’ COLPITO

Le più evidenti, secondo Tedder, sono quelle che sono state effettivamente chiuse, come alberghi, ristoranti, tempo libero e viaggi, tutte attività che quando la ripresa prenderà piede dovrebbero vedere un forte rimbalzo. Inoltre, le aspettative in settori ciclici come energia, materiali o industria sono basse e secondo Tedder meritano attenzione, anche se le grandi sfide strutturali, come la transizione energetica, continueranno a influenzare in modo significativo molte aziende in questi settori anche in futuro.

NON TUTTI HANNO UN BUON RAPPORTO DI PREZZO Q

Quindi Schroders si aspetta un notevole ampliamento del mercato nel 2021, anche se avverte che non tutte le società petrolifere, di materie prime o industriali scambiate a livelli attraenti offrono un buon rapporto qualità-prezzo, come nemmeno tutte le banche o le assicurazioni, e prevede una sostanziale dispersione che renderà importante una accurata selezione. A livello regionale, Schroders si aspetta che saranno Europa e Giappone a vedere gli utili crescere maggiormente nel 2021 e forse anche nel 2022, mentre l’economia cinese è già in fase di ripresa e sta guidando una potente dinamica di ripresa in tutta l’Asia.

CAPITALI DIRETTI NON SOLO IN USA

Il mercato azionario USA resterà altamente difensivo, ma Schroders ritiene che via via che la ripresa si consoliderà il trend potrebbe invertirsi e i capitali potrebbero iniziare a spostarsi altrove, anche perché gli investimenti tematici saranno ancora più importanti nel post-Covid. Alcuni temi non sono nuovi, come il cambiamento climatico, l’innovazione sanitaria, l’urbanizzazione, l’automazione e la digitalizzazione, ma altri, come sostenibilità, fornitura di acqua e cibo e cambiamento degli stili di vita, stanno emergendo come aree di cambiamento importanti e urgenti.

DENOMINATORI COMUNI AI MEGATREND

Secondo Schroders i denominatori comuni a tutti i megatrend sono due: il consumo incontrollato di risorse e la conseguente accelerazione dell’innovazione, che sta guidando una trasformazione tecnologica praticamente in ogni settore e gruppo industriale. Proprio in questa dinamica Schroders vede una forte motivazione per un approccio tematico agli investimenti, e ritiene che l'esposizione ad almeno uno di essi potrebbe essere altamente incrementale rispetto ad un portafoglio azionario più tradizionale basato sugli indici, migliorando anche il profilo di rischio/rendimento.

Virgilio Chelli

http://www.financialounge.com/

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