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lunedì 21 dicembre 2020

Mercati emergenti e materie prime nelle scelte di Credit Suisse

 Virgilio Chelli

Mercati emergenti e materie prime nelle scelte di Credit Suisse
Mercati emergenti e materie prime nelle scelte di Credit Suisse

Il Comitato d’Investimento della banca svizzera ha deciso di mantenere un sovrappeso nelle azioni e nelle obbligazioni dei mercati emergenti, oltre che nelle materie prime

Credit Suisse mantiene un approccio di investimento pro-ciclico, con allocazioni di portafoglio sovrappesate nelle azioni dei mercati emergenti, nelle obbligazioni Investment Grade e Emergenti in valuta forte, oltre che nelle materie prime. Il continuo forte supporto della politica monetaria da parte della Federal Reserve USA e di altre primarie banche centrali è considerato infatti una caratteristica importante destinata a restare nel quadro di mercato alle soglie del 2021, che dovrebbe limitare i rischi.

DOLLARO POCO ATTRAENTE

Walter Edelmann, Chief Global Strategist, riferisce che nella sua ultima riunione dell’anno, il Comitato d’Investimento di Credit Suisse ha deciso di mantenere ‘la mano ferma’, vale a dire di mantenere in sovrappeso le azioni dei mercati emergenti e quelle dei mercati sviluppati a livelli strategici in termini di allocazioni, implicando la conferma delle posizioni azionarie complessivamente sovrappesate. Nel reddito fisso, Credit Suisse ribadisce il sottopeso dei titoli di Stato, mentre preferisce posizioni sovrappesate sui mercati del credito attraverso obbligazioni Investment Grade e dei Mercati Emergenti in valuta forte, continuando inoltre a considerare il dollaro poco attraente rispetto ad altre valute come l’euro.

NOTIZIE POSITIVE SUL FRONTE DEI VACCINI

Il Comitato d’Investimento considera favorevole il flusso di notizie dal fronte dei vaccini per le prospettive economiche e di mercato a medio termine, nella previsione che il rollout nel corso del prossimo anno consentirà una normalizzazione dell’attività economica anche nei settori più colpiti dalla pandemia. Gli USA dovrebbero essere i primi a vaccinare una parte significativa della popolazione, che potrebbe permettere una normalizzazione dell’attività già nel secondo trimestre, anche se per il raggiungimento della piena immunità di gregge ci vorrà più tempo. Nel più breve termine, il brusco incremento dei contagi da COVID-19 e dei ricoveri negli USA è destinato invece a danneggiare l’attività.

RISCHI CONTENUTI GRAZIE ALLE BANCHE CENTRALI

Anche in Europa, un numero di contagi ancora elevato continuerà a frenare le economie, ma nella prospettiva di vaccinazioni diffuse, i mercati lungimiranti dovrebbero essere in grado di resistere alle ripercussioni dei lockdown nei mesi invernali. Il continuo forte supporto della politica monetaria della Federal Reserve USA e di altri primari istituti centrali, impegnati a mantenere i tassi a livelli eccezionalmente bassi per periodi di tempo prolungati, resterà secondo Credit Suisse una caratteristica importante del contesto di mercato alle soglie del 2021, che dovrebbe contenere i rischi.

PREOCCUPA IL CONSENSO RIALZISTA

Per queste ragioni Credit Suisse mantiene un approccio pro-ciclico, con allocazioni sovrappesate nelle azioni dei mercati emergenti, nelle obbligazioni Investment Grade e Emergenti in valuta forte, oltre che nelle materie prime, astenendosi però dall’aumentare ulteriormente il rischio di portafoglio in questo momento. Oltre alla debolezza economica prevista a breve termine, gli indicatori contrarian tattici quali i flussi di fondi, le posizioni sui mercati di opzioni e i dati delle indagini suggeriscono infatti che dopo i forti progressi nelle ultime settimane, il rischio di consolidamento è aumentato, e il Comitato d’Investimento nota il crescente consensus rialzista con un po’ di preoccupazione.

STAGIONE IMPEGNATIVA DEGLI UTILI

Inoltre, la stagione degli utili del quarto trimestre si preannuncia più impegnativa, e i multipli di prezzo già elevati rispetto alle medie storiche potrebbero indurre a prese di profitto, anche se la domanda d’investimento repressa e il continuo supporto politico globale sostiene ancora i mercati. Il dollaro USA in questo contesto è risultato ulteriormente penalizzato nell’ultimo mese, portando a circa l’8% le perdite contro euro quest’anno, confermando il parere espresso a suo tempo da Credit Suisse e avvicinandosi a quello considerato il fair value. Credit Suisse ritiene che questa dinamica sia destinata a permanere nel breve termine, con i rendimenti reali USA che rimarranno probabilmente depressi.

http://www.financialounge.com/

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