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lunedì 30 novembre 2020

Una più contenuta volatilità all’orizzonte suggerisce più rischio in portafoglio

 

Una più contenuta volatilità all’orizzonte suggerisce più rischio in portafoglio
Una più contenuta volatilità all’orizzonte suggerisce più rischio in portafoglio

Le banche centrali non faranno mancare il loro supporto anche nel 2021 calmierando la volatilità dei mercati. Spazio al credito e ai BTP con un occhio ai prodotti ESG sempre più su misura dell’investitore

UNA MAGGIORE ESPOSIZIONE AL RISCHIO

La conclusione delle elezioni presidenziali americane e le notizie incoraggianti sul fronte dei vaccini sembrano indicare un punto di svolta per quanto riguarda diversi fattori di incertezza. Nell’articolo “Morgan Stanley: più esposizione al rischio dopo le elezioni americane” Andrew Harmstone e Manfred Hui, responsabili del team Global Balanced Risk Control (GBaR) di Morgan Stanley Investment Management, e Laura Biancato, Portfolio Specialist, analizzano la situazione attuale, incluso l’impatto che la presidenza di Biden potrebbe avere su mercati ed economia. Il team formula l’aspettativa di una minore volatilità dei mercati, con l’opportunità di rivedere al rialzo il livello di rischio dei portafogli. L’analisi parte dalla considerazione che una presidenza democratica sembra puntare a un approccio cooperativo e non di scontro, il che rappresenta un elemento positivo per i titoli rischiosi: il probabile miglioramento delle relazioni internazionali dovrebbe avere ripercussioni positive sui mercati. Sulla base di quest’analisi, i responsabili del team GBaR di Morgan Stanley IM prevedono un calo della volatilità sui mercati e nutrono maggiore ottimismo per i titoli rischiosi, sui quali il team di gestione ha iniziato ad aumentare l’esposizione nei portafogli a partire dal 6 novembre. L’amministrazione Biden dovrebbe portare politiche più chiare, credibili e coerenti, anche nella strategia anti-Covid, il tutto con effetti positivi sui mercati, mentre un Senato che restasse repubblicano dovrebbe essere positivo per le aziende in chiave tributaria. In conclusione, secondo Morgan Stanley IM, una presidenza democratica con un Congresso diviso sarebbe positiva per i mercati.

SPAZIO AI BTP

Guardando poi alle valutazioni della asset class, secondo AllianzGi emerge un quadro misto che è il risultato dello stimolo monetario. Le azioni Usa, per esempio, appaiono di nuovo onerose dopo il sell-off di marzo mentre su altri mercati azionari i prezzi sono più ragionevoli e i mercati emergenti sono stati una sorpresa positiva. Se le obbligazioni governative si confermano “decisamente costose”, AllianzGI è però positiva sui Btp italiani. A spiegare i motivi nell’articolo “Allianz: perché non sarà una ripresa a forma di V” è Massimiliano Maxia, Senior Fixed Income Product Specialist, che vede spazio per una riduzione degli spread grazie al sostegno garantito dalle banche centrali. Soffermandosi poi sull’andamento dell’economia italiana, lo stesso Maxia spiega come, dopo una ripresa rapida, ora alcuni indicatori – come il PMI e la produzione industriale – stiano segnando un rallentamento. “L’andamento nel 2021 dell’economia italiana dipenderà dall’efficacia delle misure di stimolo e dal loro impatto, perché finora l’Italia è stato un classico esempio di andamento divergente tra mercati finanziari ed economia reale”, ha commentato Maxia.

PRODOTTI ESG SEMPRE PIU’ A MISURA DI INVESTITORE

Intanto il trend in ascesa degli investimenti sostenibili, che vanno sotto la sigla ESG (Environment, Social e Governance), è un fenomeno quasi unico, con una domanda estremamente ampia a fronte di acquisti effettivi ancora relativamente limitati. Ma nel tempo l’industria del risparmio si evolverà per rispondere alla nuova sfida e gli asset manager sapranno collaborare sempre di più con i consulenti per sviluppare prodotti su misura per la clientela. Proprio questa collaborazione potrebbe essere la chiave del successo, come lo è stata per i prodotti più tradizionali. Lo sottolinea nell’articolo “Gli investimenti ESG sono solo agli albori”, Anthony Pickering, Global Head of Sales di BlueBay Asset Management, secondo cui ci troviamo “ancora agli albori” dello sviluppo degli investimenti ESG, ma la cooperazione con il team che si interfaccia con i consulenti garantirà un maggiore successo nel creare prodotti che rispondano a esigenze così variegate da parte degli investitori, in grado di attirare anche maggiori flussi. L’esperto di BlueBay AM cita un recente studio secondo cui il numero di consulenti finanziari che parla di tematiche ESG con oltre metà dei propri clienti è nettamente aumentato negli ultimi 12 mesi, passando dal 29% al 44%.

DEBITO SOSTENIBILE GRAZIE AI TASSI BASSI

Toby Nangle, Responsabile globale Asset allocation di Columbia Threadneedle Investments, suggerisce di allungare lo sguardo alla valutazione degli impatti a lungo termine del Covid-19. L’esperto, come illustrato nell’articolo “Columbia Threadneedle: sui mercati il vaccino è già arrivato e funziona”, ritiene che la pandemia sia destinata a lasciare un profondo impatto sull’economia e sui mercati, perché senza non avremmo assistito al grave e improvviso indebolimento dell’economia reale che ha consentito alle grandi società quotate di accelerare la destabilizzazione della “old economy”, anche se solo il tempo dirà in che misura le possibili restrizioni normative o antitrust rallenteranno o invertiranno questo trend. Senza la crisi inoltre, sottolinea l’esperto di Columbia Threadneedle, non avremmo visto crollare i rendimenti a lungo termine e con essi i tassi di interesse utilizzati per valutare gli attivi a rischio, spingendo al rialzo il valore dei cash flow futuri. Senza Covid, infine, non avremmo avuto l’impennata del debito di imprese e governi, ponendo anche limiti al possibile aumento dei tassi prima che si proceda a un inasprimento monetario, il che vuol dire, a parità delle altre condizioni, tassi d’interesse di equilibrio probabilmente più bassi.

PERDITE DIFFICILI DA TOLLERARE

Ma attenzione, perché il 2021 potrebbe segnare una svolta per il mercato obbligazionario: i tassi dei bond governativi dei Paesi Sviluppati sono ai minimi storici e una ripresa globale potrebbe far scattare una "normalizzazione" dei rendimenti, nonostante politiche monetarie ancora molto espansive delle principali Banche Centrali. Ma per i risparmiatori, un aumento dei tassi della parte medio-lunga della curva potrebbe costituire un problema. Se il rendimento del decennale USA, per esempio, salisse fino all’1,5% entro il 2021, l’impatto negativo sui prezzi sarebbe di circa il 6%, solo parzialmente mitigato dalle cedole. Lo rileva nell’articolo “Se i tassi risalgono è un problema per i piccoli risparmiatori” Paolo Mauri Brusa, gestore del team Multi Asset Italia di GAM SGR, osservando che i tassi a breve estremamente bassi o negativi al momento non costituiscono certo una buona alternativa d’investimento, e un rialzo della parte intermedia porterebbe a discese dei prezzi non trascurabili. Perdite difficili da tollerare per un cliente conservativo, abituato alle performance positive del più lungo mercato toro obbligazionario della storia. Un aspetto che deve essere tenuto in considerazione soprattutto dalla clientela poco sofisticata, come un piccolo risparmiatore retail, che non ha a disposizione le contromisure di un investitore istituzionale.

Leo Campagna

https://it.finance.yahoo.com/

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