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lunedì 2 novembre 2020

Per AllianzGI è possibile il ritorno in campo degli investitori ‘in panchina’

 

Per AllianzGI è possibile il ritorno in campo degli investitori ‘in panchina’
Per AllianzGI è possibile il ritorno in campo degli investitori ‘in panchina’

L’atteggiamento attendista sugli asset a rischio, dovuto alle molte incertezze all’orizzonte, potrebbe cambiare segno dopo le presidenziali americane, che di solito sono seguite da flussi sull’azionario

L’approccio sugli asset a rischio di molti investitori resta attendista, come segnala ad esempio il posizionamento sul mercato americano delle opzioni, a causa delle numerose incertezze nell’orizzonte più immediato, dal ritorno del virus che ha investito l’Europa, alle presidenziali USA ormai imminenti, fino al nodo ancora irrisolto dell’accordo tra Londra e Bruxelles sulla Brexit. Ma secondo AllianzGI è possibile una smobilitazione delle risorse in panchina, con una rapida inversione di tendenza. In passato infatti gli asset a rischio come le azioni hanno spesso registrato afflussi netti dopo le presidenziali USA. Una conferma di questo possibile movimento viene anche dalla American Association of Individual Investors che il mese scorso ha registrato una percentuale di ‘tori’ tra gli investitori statunitensi che va dal 25% al 36%.

VOLATILITÀ IN AUMENTO

Il commento settimanale di AllianzGI, a cura di Stefan Scheurer, Global Capital Markets & Thematic Research, dal titolo “Sotto i riflettori”, parte da un’economia globale che deve fare i conti con l’aumento dei casi di Covid-19 e con il conseguente inasprimento delle restrizioni, soprattutto in Europa, che pesano sui mercati finanziari internazionali. Infatti l’indice VIX che misura la volatilità dell’S&P 500 ha registrato un rialzo superiore al 30%, mentre una stagione delle trimestrali sinora migliore del previsto è passata in secondo piano. In Europa gli indicatori anticipatori e del sentiment hanno perso slancio e negli USA numerosi dati macro restano ben sotto i livelli pre-Covid, indicando il rischio di un considerevole rallentamento della crescita, non solo in USA, nell’ultimo trimestre del 2020.

CON I DEM POSSIBILI PIU’ STIMOLI

Sul fronte delle elezioni presidenziali americane, i sondaggi dicono che i Democratici potrebbero fare un “en plein” e conquistare anche entrambe le camere del Congresso. Uno scenario che i mercati finanziari sembrano scontare e che accrescerebbe le probabilità di stimoli fiscali superiori al previsto, che secondo alcuni potrebbero arrivare a 7.000 mld di dollari. Una prospettiva che ha fatto salire i rendimenti dei Treasury di quasi 30 punti base dai minimi di agosto e spinto al ribasso il dollaro.

OCCHI SU USA, EUROPA E CINA

Ma non ci sono solo gli USA sotto i riflettori. In Europa i negoziati sulla Brexit sono entrati nella fase conclusiva e in Cina l’attenzione è catalizzata dal 14esimo piano quinquennale di cui però stanno per uscire solo le linee guida, mentre i dettagli saranno noti marzo. Ora il focus è sui dati in arrivo, sia dall’America, con il PMI manifatturiero e dei servizi e con i numeri del mercato del lavoro, sia dall’Europa, con le vendite al dettaglio che potrebbero fare chiarezza sull’entità dell’impatto del Covid-19 sui consumi.

Virgilio Chelli



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