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giovedì 19 novembre 2020

Dopo le pessime vendite al dettaglio, preoccupa l'economia USA

 

L'euforia dettata dai vaccini di Pfizer (NYSE:PFE) e Moderna ha subito un duro contraccolpo dopo la lettura delle vendite al dettaglio dagli Stati Uniti. Dati che hanno evidenziato quali saranno le sfide a breve termine che i politici dovranno affrontare prima che si possa tornare alla normalità. Stiamo parlando di dati che hanno fatto registrare la crescita più lenta da aprile, dati preoccupanti che ci dicono che senza un supporto fiscale adeguato i consumatori statunitensi potrebbero ridurre ulteriormente la loro spesa.

Sebbene ci fossero già stati segnali evidenti di un rallentamento dell'economia USA, questa probabilmente è stata la prima prova provata che la mancanza di uno stimolo fiscale adeguato e l'aumento dei casi di Covid-19 sta iniziando ad avere un impatto reale sull'economia.

Il presidente della Fed Jerome Powell ha ribadito anche ieri la necessità che il Congresso si dia da fare, ma considerando che è improbabile che il Senato controllato dai repubblicani approvi un pacchetto superiore a $ 500 miliardi, tutto lascia presagire che spetterà alla Fed fornire un'altra ancora di salvezza all'economia (almeno fino a quando non verranno lanciati programmi di vaccinazione di massa).

A questo punto le aspettative che la Fed accresca lo stimolo monetario già dicembre stanno crescendo, trascinando i rendimenti obbligazionari al ribasso. I responsabili politici hanno minimizzato i vantaggi immediati di un vaccino e Powell si è affrettato a sottolinearlo, dicendo "i prossimi mesi potrebbero essere molto impegnativi".

Anche se le notizie del vaccino non guidano più il rally, in questo momento ci sono dei supporti importanti e tutto lascia pensare che possa verificarsi ulteriori accelerazioni al rialzo. Anche le difficoltà dei tecnologici degli ultimi 10 giorni non sono sufficienti per innescare un'importante correzione del mercato azionario, anche perché come detto gli operatori possono contare su protagonisti del calibro della Fed e della BCE.

A giudicare dalla reazione nei mercati obbligazionari, è la prospettiva economica degli Stati Uniti che preoccupa maggiormente. Tra l'altro dopo le pessime vendite al dettaglio anche dollaro ha subito il colpo e non riesce ancora a riprendersi, soprattutto contro il kiwi, l'euro e la sterlina.

Il rendimento del decennale americano sta facendo registrare un minimo da oltre una settimana, pesando notevolmente sul dollaro USA. Anche i rendimenti tedeschi e giapponesi sono diminuiti, ma in misura leggermente minore, consentendo all'euro e allo yen di reggere il confronto con il biglietto verde.

I dollari australiani, canadesi e neozelandesi (legati alle materie prime) stanno approfittando della debolezza del biglietto verde, con il kiwi che è salito a un massimo di 20 mesi.

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