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lunedì 2 novembre 2020

Attese e mercati, la corsa dei videogame è destinata a durare

 

Attese e mercati, la corsa dei videogame è destinata a durare
Attese e mercati, la corsa dei videogame è destinata a durare

Movimenti sul forex, yuan forte e Turchia a picco. Grandi manovre nella ristorazione Usa nonostante il virus. La corsa dei video-game destinata a durare

MONETE IN MOVIMENTO, YUAN FORTE E LIRA TURCA A PICCO

Il 4 e 5 novembre si riunisce il FOMC della Federal Reserve per la penultima volta del 2020 ma nessuno si aspetta assolutamente niente, praticamente un non-evento messo completamente in ombra dalle elezioni americane due giorni prima, con la possibilità che non se ne conoscano ancora i risultati. Intanto il dollaro ha rallentato il movimento al ribasso che lo aveva portato in vista di quota 1,20 contro euro ad agosto, mentre continua ad essere debole rispetto allo yuan cinese, rispetto al quale ha perso il 7% da maggio. A sostenere la moneta di Pechino ci sono diversi fattori, dalla forza della ripartenza post virus dell’economia fino alla prospettiva di una presidenza Biden, che dovrebbe allentare le tensioni commerciali con gli Usa facendo ulteriormente indebolire il cambio del dollaro. Lo yuan resta relativamente forte anche nei confronti dell’euro mentre è stabile contro yen, che mantiene il ruolo di moneta-rifugio globale insieme al franco svizzero. Cosa che non si può certo dire della lira turca. Anche se assente dalle prime pagine, come invece accadde in occasione del crollo dell’estate del 2018, la moneta di Ankara solo a ottobre è affondata del 30% su dollaro affondata dalla stessa miscela velenosa di alta inflazione e conti con l’estero in rosso, aggravata dalla crisi del Covid che ha prosciugato gli afflussi di valuta del turismo.

RISTORAZIONE USA IN MOVIMENTO NONOSTANTE IL VIRUS

L’industria della ristorazione ai tempi del virus non è fatta solo di bar e ristoranti a rischio chiusura per i lockdown. In America, Inspire Brands, holding di franchising del settore, si prepara a conquistare Dunkin’, catena di caffetterie fortissima in Asia e Sud America oltre che negli Usa, con un’offerta da 8,8 mld, in una delle più grandi operazioni in questo campo da almeno 10 anni. Dunkin’ è riuscita a navigare le acque tempestose della pandemia grazie ai punti di drive-in, mettendo a segno un +1% delle vendite nel terzo trimestre. Mentre la ristorazione italiana e di altri paesi europei è fatta di micro imprese la cui sopravvivenza è legata alle entrate settimanali o al massimo mensili, in America il settore è dominato da grandi gruppi che possono permettersi di guardare al futuro e investire miliardi di dollari nella ripartenza quando il virus sarà passato. Con l’acquisto di Dunkin’ a 106,5 dollari per azione tutti cash, pari a un premio sul prezzo di Borsa del 20%, Inspire vuol mettere a segno la quarta acquisizione dal 2018 quando è nata dalla fusione tra Arby’s e Buffalo Wild Wings, e arrivare ad avere 32.000 ristoranti, con 27 mld di dollari di fatturato e 600.000 posti di lavoro tra dipendenti diretti e franchising. Il CEO di Inspire Paul Brown ha dichiarato al WSJ di essere fiducioso sul ritorno dei clienti dopo la pandemia, puntando anche sulla formula del drive-in.

LA CORSA DEI VIDEOGAME ANCHE OLTRE LA PANDEMIA

Non solo Amazon e Netflix. Tra i vincitori indiscussi dei lockdown e del mutamento di comportamenti indotti dal virus spicca l’industria dei video-game, spinta non solo dal desiderio di impiegare il tempo divertendosi nel maggior numero di ore passate a casa, ma anche ad esempio dall’ambiente ‘protetto’ che offre ai più piccoli, che proprio grazie ai video-game possono continuare a relazionarsi in modo sicuro con i coetanei anche senza contatti fisici ed evitando le insidie che altre modalità web potrebbero nascondere. Uno dei risultati è che in America il settore è stato investito da una vera e propria ondata di fusioni, acquisizioni e buy-out, che da inizio anno hanno totalizzato oltre 10 mld di dollari, cui vanno aggiunti altri 1,7 mld di investimenti del private equity, in forte accelerazione rispetto ai 7,8 mld del 2019. Il trend era già in atto, ma come per l’e-commerce e il video-intrattenimento la pandemia lo ha accelerato. A inizio 2020 la spesa globale dei consumatori in video-game era prevista a poco meno di 160 mld di dollari per fine anno, ora la stima è di 175 mld. E il mondo dello spettacolo, dello sport, e anche della politica guarda sempre più ai video-game come a una piattaforma che può offrire visibilità e attenzione. I big tech americani stanno scommettendo sulla prosecuzione del trend anche oltre la pandemia. Come Microsoft, che si prepara a investire 7,5 mld di dollari per comprarsi la società che ha il franchise di Doom. O come Facebook e Amazon, che stanno investendo in nuove tecnologie, come il ‘cloud-gaming’.

Virgilio Chelli

http://www.financialounge.com/

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