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mercoledì 21 ottobre 2020

Un conto corrente in Cina per Trump

 

Un conto corrente in Cina per Trump

Secondo indiscrezioni della stampa americana, il deposito bancario è gestito dalla Trump International Hotels che ha pagato 190mila dollari di tasse alla Cina tra il 2013 e 2015

La campagna elettorale per le presidenziali Usa è più calda che mai, a due settimane dal voto per la Casa Bianca. Il New York Times ha rivelato che il presidente Donald Trump avrebbe un conto corrente in una banca cinese. A sostegno della tesi, il giornale americano ha ottenuto documenti tributari che mettono in luce come il conto sia gestito dalla Trump International Hotels Management, che ha versato tasse in Cina tra il 2013 e il 2015 per quasi 190mila dollari.

LE TASSE DI TRUMP

La questione fiscale, quindi, continua a restare al centro del dibattito politico. Nelle scorse settimane, infatti, prima dello scontro tv tra candidati, il quotidiano americano ha rivelato, dopo aver analizzato i documenti, che il presidente Trump ha versato 750 dollari di tasse federali nel 2016 e 2017. Le posizioni del presidente Usa nei confronti di Pechino sono sempre state molto dure, e hanno portato a una vera e propria guerra commerciale tra Stati Uniti e il colosso asiatico.

LE ACCUSE A BIDEN

Donald Trump, durante la campagna elettorale, ha più volte puntato il dito contro lo sfidante democratico, Joe Biden, accusandolo di essere fin troppo accomodante verso la Cina, mentre i repubblicani del Senato hanno redatto un rapporto in cui sostengono che il figlio di Biden, Hunter, avrebbe aperto un conto in una banca con un uomo d’affari cinese.

LA REPLICA DELLA TRUMP ORGANIZATION

Il leader della Trump Organization, Alan Garten, interpellato dal NY Times, ha ammesso che l’azienda “ha aperto un conto in una banca cinese con uffici negli Stati Uniti per pagare le tasse locali” associate alle iniziative imprenditoriali avviate nel Paese. “Non si è mai concretizzato alcun accordo, transazione o altra attività commerciale”, ha precisato Garten, aggiungendo che “sebbene il conto bancario rimanga aperto, non è mai stato utilizzato per altri scopi”.

GLI ULTIMI SONDAGGI

Secondo l’ultima rilevazione del Financial Times, condotta con la Peterson Foundation, in vista del voto del 3 novembre, il 46% degli americano ritiene che le politiche del presidente Trump abbiano danneggiato l’economia, mentre il 44% si ritiene convinto che abbiano sostenuto la ripresa del Paese, messo alle corde dalla pandemia di Covid-19. A marzo, prima del coronavirus e dei lockdown conseguenti, la maggioranza degli americani credeva che le politiche di Trump fossero di aiuto per l’economia statunitense, con uno scarto di 11 punti percentuali.

Fabrizio Arnhold

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