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giovedì 29 ottobre 2020

Trump o Biden: 3 titoli che vinceranno in ogni caso

 

Quando manca meno di una settimana alle attesissime elezioni presidenziali statunitensi, il mercato potrebbe essere un po’ più volatile, soprattutto se l’esito non dovesse essere immediatamente chiaro.

A prescindere da chi vincerà, questi tre titoli si trovano in una forte posizione per registrare dei guadagni:

1. Rockwell Automation

Rockwell Automation (NYSE:ROK), che offre servizi di automazione industriale ed informazione, ha visto il suo titolo andare meglio rispetto al mercato quest’anno, con un balzo di circa il 17%. Fatto ancor più straordinario, il titolo è più che raddoppiato (+105%) dal minimo del mercato ribassista di metà marzo.

A prescindere dalla vittoria di Trump o Biden, il produttore di software ed attrezzature industriali con sede a Milwaukee, Wisconsin, probabilmente trarrà grande vantaggio da un piano di stimolo post-elettorale mirato a spingere l’attività economica sulla scia della pandemia di coronavirus in corso.

Il titolo di Rockwell ha chiuso a 236,88 dollari ieri, non lontano dal massimo storico di 251,95 dollari del 16 ottobre. Ha una capitalizzazione di mercato di circa 27,5 miliardi di dollari.

ROK Daily Chart
ROK Daily Chart

Grafico giornaliero ROK

La compagnia ha riportato solidi risultati del terzo trimestre fiscale a fine luglio, battendo le aspettative su utili e ricavi, malgrado il contesto economico incerto generato dalla pandemia di COVID-19.

Il fornitore di IT, che ha superato le stime su utili e ricavi per quattro trimestri di fila, pubblicherà i prossimi risultati finanziari prima dell’apertura dei mercati martedì 10 novembre.

Sebbene i dati sui risultati dovrebbero mostrare un netto calo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ci si aspetta comunque un miglioramento dal trimestre precedente, considerata la modesta ripresa economica.

Le stime indicano utili per azione di 1,75 dollari per il quarto trimestre fiscale, rispetto agli EPS di 1,27 dollari dello scorso trimestre. I ricavi dovrebbero ammontare a 1,58 miliardi di dollari, con un’impennata di quasi il 14% su base trimestrale da 1,39 miliardi di dollari. Questi dati vanno confrontati con gli utili per azione di 2,01 dollari di un anno fa ed i ricavi di 1,73 miliardi di dollari.

I partecipanti dei mercati si concentreranno anche sulle prospettive di Rockwell per il resto dell’anno ed oltre. Aveva alzato le previsioni sugli EPS per l’intero anno fiscale 2020 ad un range di 7,40-7,60 nello scorso trimestre, da un range precedente di 6,90-7,70 dollari.

2. Pfizer (NYSE:PFE)

Il colosso farmaceutico Pfizer (NYSE:PFE) è uno dei primi nella corsa ad un vaccino per il COVID-19. La compagnia sta lavorando insieme alla casa farmaceutica tedesca BioNTech (NASDAQ:BNTX) per sviluppare il suo vaccino, che al momento è nelle ultime fasi della sperimentazione negli USA.

La compagnia con sede a New York ieri ha riportato che quasi 36.000 persone hanno già effettuato la seconda vaccinazione nella fase 2/3 della sperimentazione clinica che conta 42.000 partecipanti.

Parlando agli azionisti durante la call sugli utili del terzo trimestre, l’amministratore delegato Albert Bourla ha sottolineato che i dati sul nuovo vaccino dovrebbero essere disponibili entro fine ottobre. Tuttavia, le informazioni non saranno rilasciate fino a quando la commissione di monitoraggio per la sicurezza e i dati di Pfizer non esaminerà il farmaco, molto probabilmente nella seconda metà di novembre.

Non importa chi vincerà le elezioni: l’arrivo di un programma di vaccinazione nazionale per garantire che le persone siano al sicuro dal coronavirus è un aspetto su cui entrambi i candidati concordano.

Il titolo, crollato del 4,5% nel 2020, si è attestato a 37,43 dollari ieri. La compagnia ha una capitalizzazione di mercato di quasi 208 miliardi di dollari.

PFE Daily Chart
PFE Daily Chart

Grafico giornaliero PFE

Pfizer ha riportato utili del terzo trimestre di 0,72 dollari, battendo le stime di un paio di centesimi. I ricavi, invece, sono crollati del 4% a 12,13 miliardi di dollari dall’anno prima, deludendo le stime di 12,31 miliardi di dollari, con la pandemia globale che ha pesato sulla domanda di alcuni farmaci.

L’azienda farmaceutica ora si aspetta utili per l’intero anno fiscale nel range di 2,88-2,93 dollari ad azione e ricavi tra 48,8 e 49,5 miliardi di dollari.

Commentando il panorama politico incerto, Bourla ha definito le elezioni una “pietra miliare artificiale”.

Ha affermato:

“Non sarà un vaccino Repubblicano né un vaccino Democratico, sarà un vaccino per i cittadini del mondo”.

3. NextEra Energy

NextEra Energy (NYSE:NEE), uno dei maggiori fornitori USA di energia rinnovabile, è andato alla grande quest’anno grazie alla crescente domanda di energia solare ed eolica.

Il colosso dei servizi pubblici con sede a Juno Beach, Florida, che ha approvato uno split azionario quattro a uno all’inizio del mese, si sta espandendo andando oltre i suoi clienti tradizionali. Sta installando fattorie eoliche e parchi solari per grosse aziende che vogliono alimentare gli impianti con energia pulita.

Di conseguenza, sembra destinata a continuare a beneficiare dall’attuale passaggio all’energia pulita, a prescindere dall’esito delle elezioni.

Il titolo di NEE è schizzato di circa il 25% quest’anno, andando meglio degli indici S&P 500 e Dow Jones Industrial Average nello stesso periodo. Il titolo, che ha segnato il massimo storico di 77,01 dollari il 12 ottobre, ha chiuso a 75,78 dollari ieri.

Raggiungendo un traguardo simbolico, la sua capitalizzazione di mercato, pari a 148,4 miliardi di dollari, ha superato i più grandi nomi storici dell’energia USA, come Exxon Mobil (NYSE:XOM) (NYSE:XOM), con 138,7 miliardi di dollari, e Chevron (NYSE:CVX), con 133,8 miliardi di dollari.

NEE Daily Chart
NEE Daily Chart

Grafico giornaliero NEE

La compagnia ha riportato risultati del terzo trimestre misti la scorsa settimana, con utili per azione schizzati dell’11% dallo stesso periodo dell’anno scorso a 2,66 dollari. I ricavi, invece, sono crollati del 14% su base annua a 4,79 miliardi di dollari. La stima sugli utili per azione era di 2,59 dollari, con ricavi di 5,44 miliardi di dollari.

Ma soprattutto NextEra Energy ha alzato le previsioni sui prossimi anni, parlando della forza dell’ambiente di sviluppo delle rinnovabili e della continua attività di tutte le sue operazioni.

“NextEra Energy ha visto solidi risultati del terzo trimestre e resta ben posizionata per raggiungere le nostre previsioni sulla crescita del 2020 e a più lungo termine”, ha affermato l’amministratore delegato Jim Robo in occasione della pubblicazione degli utili il 21 ottobre.

Il più grande generatore al mondo di elettricità eolica e solare ora si aspetta di guadagnare tra i 2,40 ed i 2,53 dollari ad azione nel 2021, in salita dalla stima precedente di 2,35-2,48 dollari. Ha inoltre dichiarato che la crescita degli EPS sarà pari al 6%-8% nel 2022 e nel 2023.

Riferendosi alle imminenti elezioni, la direzione ha affermato che la compagnia è ben posizionata per avere successo a prescindere dal risultato.

Se Trump dovesse vincere il secondo mandato, “ci aspettiamo di proseguire con il nostro forte slancio e con l’attenzione sulle strategie e la loro esecuzione”. Viceversa, “se sarà Biden il nuovo presidente, ha espresso chiaramente il suo supporto alle rinnovabili”.

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