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giovedì 15 ottobre 2020

Oro: trattative sullo stimolo o no, il dollaro rovina la festa al metallo prezioso

 

La giornata di lunedì è stata fenomenale per i titoli azionari, con in testa il settore tech, che ha segnato la giornata migliore da luglio. Sebbene la performance superiore sull’indice NASDAQ e di grandi nomi come Apple (NASDAQ:AAPL), Amazon (NASDAQ:AMZN) e Facebook (NASDAQ:FB) abbia comportato dei colpi di scena a livello di settore, la giornata era cominciata con una promessa per i mercati del rischio: che le trattative sullo stimolo per il COVID-19 continueranno.

In effetti, il piano da 1,8 mila miliardi di dollari per offrire sollievo a milioni di americani disoccupati ed impedire a decine di migliaia di lavoratori delle compagnie aeree di unirsi a loro, dovrebbe fare meraviglie anche per l’oro, ammesso che, ovviamente, un simile stimolo venga approvato. In teoria, qualunque piano fiscale che finisce per emettere più denaro dovrebbe spingere l’oro, che rappresenta un rifugio dalla svalutazione monetaria.

Gold Daily
Gold Daily

Grafico giornaliero oro

 

L’opinione diffusa negli ultimi giorni è che le fazioni dei Repubblicani e Democratici, ideologicamente in guerra, a Capitol Hill potrebbero arrivare ad un compromesso su un’idea di stimolo nelle prossime settimane, sebbene le probabilità che un pacchetto venga approvato prima delle elezioni del 3 novembre siano pari a zero.

Il giochetto di Trump su Twitter non aiuta

Questo martedì, il Presidente Donald Trump ha tentato di spingere il Senato all’approvazione di un piano di aiuti per il coronavirus twittando che:

“I Repubblicani dovrebbero essere fortemente focalizzati sul completamento di un meraviglioso pacchetto di stimoli per gli americani!”.

Gli alleati di Trump a Capitol Hill erano, nel frattempo, fortemente focalizzati su qualcos’altro: il processo di conferma della sua candidata alla Corte Suprema Amy Coney Barrett.

Tuttavia, il mercato azionario è schizzato, sullo sfondo delle trattative sullo stimolo che hanno alimentato l’ottimismo.

L’oro però non è riuscito ad approfittare dello stesso sfondo per i suoi scambi, ed ha chiuso la giornata al ribasso. È rimasto sulla difensiva negli scambi asiatici di questo martedì, con il contratto di riferimento dei future dell’oro COMEX, con consegna a dicembre, giù di 9,45 dollari, o dello 0,5%, a 1.919,45 dollari l’oncia alle 2:00 ET (06:00 GMT).

Il principale motivo per il calo dell’oro: un dollaro più forte.

Il dollaro: una valuta che è passata da un rialzo all’altro dai primi di agosto, nonostante l’aumento del deficit fiscale USA per le spese legate alla pandemia, la recessione da record, migliaia di chiusure di attività, disoccupazione a livelli storici ed altri malesseri economici.

La forza del dollaro continua a sfidare ogni logica

Tempi strani spesso comportano circostanze ancora più strane. Nessuno nega che, tra il COVID-19 e la società americana politicamente divisa in vista delle elezioni 2020, il paese non stia affrontando le sfide peggiori dall’11 settembre e dalla Grande Recessione. Ciononostante, la logica dovrebbe prevalere. Ciò che è successo all’oro e al dollaro negli ultimi due mesi ha sfidato la maggior parte dei parametri logici di finanza ed asset rifugio.

L’indice del dollaro, che replica l’andamento del biglietto verde contro sei principali valute, sale per il secondo giorno di fila oggi. È rimbalzato dal minimo di tre settimane con gli operatori dei mercati che l’hanno ricomprato, soprattutto contro i rivali più rischiosi, dal momento che le autorità cinesi sembrano stare tentando di frenare i recenti rialzi dello yuan.

Secondo Reuters, il dollaro è stato spinto anche dal miglioramento della propensione al rischio nelle aspettative che l’ex vice Presidente Joe Biden batterà il Presidente Donald Trump alle elezioni presidenziali ed implementerà un grande stimolo per sostenere l’economia colpita dalla pandemia.

Afferma Masaru Ishibashi, direttore generale di Sumitomo Mitsui Bank:

“Gli scambi legati a Biden sono andati alla grande negli ultimi giorni, con le persone che hanno venduto il dollaro, in particolare contro valute che hanno sofferto sotto Trump, come yuan, peso messicano o dollaro canadese”.

“Se pensate che Pechino stia lanciando un messaggio per limitare la forza dello yuan, allora potrebbe avere senso ridurre questi scambi per ora”.

Che Biden insisterà per delle grandi spese per aiutare la sua presidenza ha del tutto senso.

Quello che non ha senso è perché sia il dollaro che dovrebbe trarre vantaggio da una tale svalutazione del rischio e della valuta e non un metallo prezioso che dovrebbe essere un rifugio naturale in circostanze simili: l’oro. Tuttavia, l’insensato calo del metallo giallo a spese del dollaro continua.

Gli esperti di strategie della OCBC Bank di Singapore questa mattina hanno spiegato che scommettono sul fatto che l’oro torni ai massimi di agosto di oltre 2.000 dollari, solo “se il dollaro continuerà ad indebolirsi”.

L’esperto di grafici sull’oro Omkar Godbole ha scritto su un blog su FX Street che il calo dell’oro di dicembre dai massimi di tre settimane di ieri sopra 1.939 dollari al minimo della seduta di oggi di 1.915 dollari potrebbe esporre il metallo giallo al rischio di un ulteriore selloff.

Spiega Godbole:

“Un breakdown della flag sposterebbe il rischio a favore di un calo al supporto psicologico di 1.900 dollari”.

“Un breakout implicherebbe una ripresa del rally dal minimo dell’8 ottobre di 1.881 dollari ed aprirebbe la strada a 1.980 dollari”.

Nota: Barani Krishnan non possiede e non ha una posizione su nessuna delle materie prime o asset di cui scrive.

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