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lunedì 26 ottobre 2020

Mercati discontinui, i tre fattori che AllianzGI consiglia di monitorare

 

Mercati discontinui, i tre fattori che AllianzGI consiglia di monitorare

Mentre si attendono il voto negli Stati Uniti, le decisioni della Bce e i dati sulla crescita in Europa e USA, bisogna guardare in prospettiva al fattore debito, alla difficile normalizzazione monetaria e alla politica

Mentre il conto alla rovescia per la corsa alla Casa Bianca è ai giri finali e sono arrivo i dati sulla crescita del terzo trimestre in America e Europa, conditi dalla riunione della Bce che potrebbe estendere acquisti e stimolo monetario, i mercati finanziari sono discontinui e volatili. L’azionario europeo non ha recuperato appieno dopo la recente correzione, ma potrebbe beneficiare del mix di liquidità elevata e trend stagionali favorevoli. Le commodity sono in ripresa dopo un modesto consolidamento, grazie al momentum positivo dei prodotti agricoli, mentre il dollaro USA non è riuscito a rompere i livelli di resistenza e sta perdendo nuovamente terreno, soprattutto rispetto alle valute asiatiche.

I DEBITI ANDRANNO RIPAGATI

A fronte di questo quadro a luci e ombre, il commento settimanale di Allianz Global Investors, a cura di Greg Meier, Senior Economist Director, sottolinea che l’investitore in questa fase deve guardare soprattutto a tre fattori. Il primo è l’ampio ricorso allo stimolo finanziato con il debito di molti governi. Anche se al momento potrebbe non risultare così evidente, secondo l’esperto di AllianzGI nei prossimi anni i debiti andranno ripagati, magari dirottando fondi destinati ad altre priorità, come istruzione, pensioni, infrastrutture e ambiente.

DIFFICILE RITORNO ALLA NORMALITÀ MONETARIA

Poi ci sono le Banche centrali, che hanno adottato misure monetarie senza precedenti, con tassi sempre più bassi a fronte di ingenti iniezioni di liquidità, costi di finanziamento irrisori e acquisti estesi di asset. Interventi che hanno sortito l’effetto di far tornare a livelli pre-pandemia il rischio di una crisi globale del credito. Ma Meier nota che potrebbe non essere facile tornare nel tempo alla normalità monetaria, come già accaduto dopo la crisi del 2008 con le difficoltà a riportare i tassi ai livelli precedenti la recessione.

VERSO IL VOTO TRA SODDISFAZIONE E DELUSIONE

Il terzo fattore è quello politico. I provvedimenti dei governi per contenere il virus e riaprire le economie hanno avuto sorti alterne, mentre gli americani si preparano a recarsi alle urne in un mix di soddisfazione e delusione per gli ultimi 4 anni, timori per la sicurezza, preoccupazioni per il lavoro, disparità e ripresa insufficiente. Meier nota anche che la fascia di elettori più anziani, che aveva sostenuto Trump nel 2016, potrebbero aver cambiato idea alle soglie della terza ondata epidemica.

LA BCE E IL POLSO DELLA RIPRESA IN UE E USA

La settimana prossima porterà molti elementi di valutazione per tastare il polso della ripresa nei paesi più duramente colpiti dal coronavirus, con l’indice tedesco Ifo, le decisioni della Banca centrale europea, i dati su disoccupazione e inflazione in Germania, sulla fiducia dei consumatori e sul lavoro in Italia, e sulla fiducia nell’economia nella Ue. Ma soprattutto usciranno dati preliminari sul PIL del terzo trimestre di Francia, Germania, Italia e Unione europea e negli USA.

Virgilio Chelli

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