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lunedì 12 ottobre 2020

Investire nell’industria del gaming non è un gioco, ma conviene

 Un conto è giocare utilizzando la console a cui più siamo affezionati, e un conto è investire nell’industria del gaming. In quest’ultimo caso si svestono i panni del gamer per vestire quelli dell’investitore alla ricerca di nuovi mercati attraverso cui far lievitare le proprie finanze. Per certi versi è una nuova e affascinante avventura da intraprendere, ma in questo caso si usano soldi, quelli veri.

La domanda vera che ti starai ponendo è se investire nel settore del gaming conviene oppure no. La risposta è sì conviene, perché secondo l’ISFE (Europe’s Video Games Industry) solo in Europa il mercato dei video game vale 20 miliardi di euro. Una cifra non da poco, che a livello globale si stima potrebbe essere di 90,07 miliardi di dollari nel 2020.

Tutto ciò, però, ha un inizio e un nome da cui i video giochi digitali hanno tratto “peso”, “forma” e valore economico.

L’avventura del come investire nell’industria del gaming ha inizio.

Atari, il padre del gaming

Nell’introdurti nel settore degli investimenti nei videogiochi, è fondamentale parlare di Atari SA. La società che prima al mondo ha partorito l’idea che dei giochi digitali potessero essere un business quando nessuno nemmeno pensava potesse essere possibile una cosa del genere. Era il 1972 e non vi erano personal computer, o console gioco, vi erano solo le sale gioco con i flipper. Furono queste sale gioco a fare da culla ai primi giochi digitali accogliendo i mastodontici marchingegni elettronici della Atari: fu un successo planetario.

In seguito la divisione Atari giapponese fu acquistata dalla Namco (1974), società nipponica produttrice di giochi sin dal 1955, che intuì in questo business il futuro: si rivelò la mossa giusta. Namco è la società che ha inventato Pac-Man nel 1980 ed ancora oggi esiste come società a responsabilità limitata incorporata in Bandai Namco Holdings.

Tutta la storia di Atari, per chi volesse approfondire la storia del successo, è raccontata da un avvincente film documentario – “Easy to Learn, Hard to Master – The Fate of Atari” – disponibile su varie piattaforme online e con sottotitoli in italiano.

Ed ora scopriamo come investire nell’industria del gaming.

Le opportunità di investimento nell’industria del gaming

Quali sono realmente le opportunità di investimento nell’industria del gaming?

Ebbene possiamo dividerle in alcune categorie principali, ma non esaustive.

  • Società di produzione giochi: sono le software house che producono effettivamente i video game. Tali società producono e distribuiscono da sole i videogiochi, oppure li sviluppano per terzi.
  • Piattaforme on-demand: sono le ultime arrivate e sfruttano la potenza del cloud computing. Google Stadia, preso Amazon Luna che integrerà Twitch, e poi Apple Arcade, e poi i servizi Microsoft (Xbox e Netflix for games).
  • Console gioco: le prime ad aver portato i video giochi tra le mura domestiche e ad aver introdotto nelle nuove generazioni il concetto di digitale.
  • Eventi eSports: quando il gioco diventa una competizione internazionale riconosciuta e regolamentata a livello internazionale. Gli eventi e le relative società che li organizzano sono un business emergente.
  • Chip e processori: non vanno dimenticate quelle società che producono componentistica per le console di gioco e per i data center su cui “girano” le piattaforme del gaming.

Le società del gaming quotate su cui investire

Abbiamo parlato degli albori del mondo del gaming e delle opportunità di investimento che offre, ora è venuto il momento di presentarti quelle che sono le società sulle quali puoi investire nell’immediato, poiché sono già quotate in Borsa. Ti basterà aprire un conto titoli per acquistare azioni e diventarne azionista oppure operare con strumenti finanziari derivati, per sfruttare le occasioni di guadagno che di volta in volta si creano nel settore gaming.

Ecco l’elenco non esaustivo delle società del gaming quotate in Borsa.

Segnaliamo qui anche quelle società che non sono direttamente quotate in un mercato finanziario, ma che fanno parte di società quotate. Un esempio è la Warner Bros Interactive, che fa parte della Warnermedia e a sua volta fa parte della AT&T, quest’ultima è quotata al NYSE. Anche la 2K Games è una sussidiaria di una società quotata al NASDAQ, è la Take Two Interactive (TTWO).

Ed ancora Twitch, piattaforma social dedicata ai gamer comprata da Amazon.com nel 2014.

Gli indici legati all’esports e al gaming

Oltre ai titoli azionari il comparto presenta anche una serie di indici su cui è ulteriormente possibile investire, così da espandere il proprio portafoglio finanziario per bilanciarlo al meglio.

Tra questi indici troviamo i MVIS Global Video Gaming & eSports Index (MVESPO e MVESPOTR), il cui obiettivo è quello di tracciare le performance globali del segmento di mercato gaming ed esport. In questo indice troviamo società il cui guadagno deriva dal segmento videogiochi per almeno il 50%, tra cui società di sviluppo software e/o hardware, servizi di streaming, e società dell’eSport.

STOXX Global Video Gaming & eSports (STXVGEU) è un altro indice che include quelle società che sono anche solo parzialmente coinvolte nel mondo del gaming, ma che sono quotate in un mercato azionario.

Oltre gli indici sono disponibili anche gli ETF come il Vaneck Video Gaming Esports Ucits ETF, quotato alla Borsa di Milano.

Le associazioni di categoria da conoscere

Per essere un investitore del gaming ben preparato e profondo conoscitore del settore, ti sarà utile leggere le notizie pubblicate dalle varie associazioni di settore.

Per iniziare potresti regolarmente visitare il sito dell’Associazione italiana dell’intrattenimento digitale (IDEA), che fa parte della ISFE l’associazione che a livello europeo raggruppa gran parte delle associazioni del gaming nazionali d’Europa.

Mentre le software house europee, quelle che i software li sviluppano, si riuniscono nella European Games Developer Federation (EGDF). La Federazione rappresenta società di sviluppo di 16 paesi ed impiegano 40mila persone. Sul piano globale la società di riferimento è la IGDA, International Game Developers Association (IGDA).

In particolare attraverso le associazioni e federazioni di sviluppatori, è possibile conoscere nuove società sulle quali investire direttamente, anche se non sono quotate nei mercati finanziari. Spesso le startup del settore avviano dei round di finanziamento, e chi ha dei capitali da investire può inserirsi.

Concludendo

Il settore dei video game è in forte crescita. Quest’anno gli indici e gli ETF sono cresciuti sensibilmente a partire dai mesi del lockdown. Non è detto che questa crescita esponenziale non possa vivere una correzione al ribasso anche robusta, ma è indubbio che con gli investimenti in digitalizzazione delle infrastrutture che molti paesi stanno preventivando per i prossimi anni, anche il settore dell’intrattenimento digitale ne beneficerà in termini di maggiore accesso.

Il gaming in cloud è la nuova frontiera, almeno per ora non dovrebbe sostituire le console gioco più famose. Tuttavia la potenza di calcolo dei computer che gestiscono tali piattaforme di gioco, non è paragonabile con nessuna console anche quella con il processore AMD Ryzen più potente.

Tocca a te ora scoprire quale sia il tuo modo migliore di investire nell’industria del gaming.

This article was originally posted on FX Empire

Fabio Carbone

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