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martedì 20 ottobre 2020

I solidi utili delle banche potrebbero rendere interessante questo ETF

 

La stagione degli utili USA in corso
è cominciata con i risultati di numerose delle più grandi banche globali.

L’incremento dei livelli di trading per via della volatilità ed il gran numero di IPO hanno contribuito a delle solide entrate dall’investment-banking.

Oggi prenderemo in esame i fattori che influenzano gli utili bancari, i risultati del terzo trimestre e, infine, presenteremo un ETF dei servizi finanziari che vale la pena prendere in considerazione:

Fattori influenti

Gli istituti finanziari, come le banche, offrono ai clienti una gamma di prodotti e servizi. Per le banche commerciali, i prestiti che danno ai clienti rappresentano la maggior parte degli asset, mentre i depositi, disponibili per depositanti o creditori su richiesta, rappresentano una grande fetta delle passività. I prestiti che le banche forniscono, di solito, hanno scadenze più lunghe delle passività. Di conseguenza, gli utili bancari sono maggiori quando vengono prestati soldi ad un tasso più alto rispetto all’interesse che pagano ai depositanti. Quando si valutano gli utili di una banca, si possono ottenere i proventi netti da interesse sottraendo l’interesse pagato dal totale dell’interesse guadagnato.

Tuttavia, molte banche utilizzano un modello ibrido, cioè generano alcune entrate da attività che non prevedono interesse. Queste entrate comprendono le commissioni dalle operazioni sui mercati del capitale, servizi di investimento ed intermediazione, profitti e perdite da trading, commissioni su servizi bancari, commissioni su carte di credito, attività legate ai mutui e commissioni per le operazioni di internet banking.

Di conseguenza, le entrate di una banca si dividono in proventi netti da interesse e proventi non da interesse. Le varie banche hanno esposizioni diverse a queste attività, che influenzano le loro entrate come è emerso dai report della scorsa settimana delle banche USA.

Utili bancari del 3° trimestre

I risultati di Citigroup (NYSE:C), Goldman Sachs (NYSE:GS)JPMorgan Chase (NYSE:JPM) e Morgan Stanley (NYSE:MShanno rivelato solide operazioni per quanto riguarda il trading di titoli ed i mercati del capitale, in particolare fixed income e gestione di asset.

Invece, i dati di Wells Fargo (NYSE:WFC) hanno deluso le aspettative. Gli attuali tassi di interesse bassi hanno influito negativamente sulle entrate da interesse delle banche.

L’amministratore delegato di Wells Fargo Charlie Scharf ha spiegato:

“I nostri risultati del terzo trimestre rispecchiano l’impatto dell’aggressivo stimolo monetario e fiscale sull’economia statunitense. Le forti commissioni dei mutui, i mercati azionari al rialzo ed il calo degli storni sequenziali hanno avuto un impatto positivo sui nostri risultati, mentre i tassi di interesse a livelli storicamente bassi hanno ridotto i nostri proventi netti da interesse e le nostre spese continuano a restare elevate”.

Infine, i dati di Bank of America (NYSE:BAC), grande sia a livello commerciale che di investment banking, rappresentano una via di mezzo. L’amministratore delegato Brian Moynihan ha dichiarato:

“Con l’economia che ha continuato a riprendersi, abbiamo generato quasi 15 miliardi di dollari di utili questo trimestre, rispecchiando la diversità del nostro business model”.

Abbiamo preso in esame i fattori che influenzano le performance delle banche e presentiamo un ETF dei servizi finanziari che vale la pena considerare:

iShares Global Financials ETF

  • Prezzo attuale: 54,74 dollari
  • Range su 52 settimane: 40,26 - 69,57 dollari
  • Rendimento dividendo: 3,03%
  • Percentuale di spesa: 0,46%

L’iShares Global Financials ETF (NYSE:IXGoffre esposizione ad aziende che forniscono servizi finanziari a clienti commerciali e retail, come banche, fondi di investimento e compagnie assicurative. Il fondo è scambiato dal 2001.

IXG, che ha 191 possedimenti, replica l’indice S&P Global 1200 Financials Sector Index. I primi 10 nomi dell’ETF comprendono circa il 28% degli asset netti, pari a circa 245 milioni di dollari.

Berkshire Hathaway (NYSE:BRKa) (NYSE:BRKb), JPMorgan Chase Bank of America sono tra questi. Quasi metà delle compagnie del fondo hanno sede negli USA. Seguono Canada (7,78%), Regno Unito (5,41%), Australia (5,23%) e Giappone (4,83%).

Dall’inizio dell’anno, il fondo è crollato di circa il 20%. Gli investitori incoraggiati dagli ultimi risultati sugli utili e che credono che il peggio degli effetti economici della pandemia sia ormai passato, potrebbero prendere in considerazione l’idea di comprare sul calo.

Morale della favola


Lo stato dell’economia è il fattore più importante a pesare sugli utili di una banca. I risultati del terzo trimestre delle principali banche statunitensi non lanciano molti campanelli di allarme e, nonostante le incertezze legate alle imminenti elezioni USA, al pacchetto di stimoli finanziari ed alle implicazioni della pandemia, i consumatori statunitensi potrebbero stare molto meglio di quanto non si pensasse all’inizio dell’anno.

Gli investitori interessati a banche con un respiro regionale negli Stati Uniti potrebbero considerare un altro ETF: l’SPDR® S&P Regional Banking ETF (NYSE:KRE). Il fondo, che ha debuttato in borsa nel 2006, ha 126 possedimenti. Sull’anno in corso, KRE è crollato di circa il 32%, vicino ai 40 dollari. Il suo rendimento del dividendo è pari al 4,42%. Molte delle banche del fondo sono scambiate al di sotto del loro valore contabile. Gli investitori contrari potrebbero cominciare a trovare valore in questo ETF.

Nei prossimi mesi, proseguiremo la nostra discussione su questo importante settore dell’economia e parleremo di vari indicatori che gli investitori potrebbero considerare quando analizzano i titoli delle banche.

Nota dell’editore: Non tutti gli asset descritti sono necessariamente disponibili su tutti i mercati regionali. Consultate un broker accreditato o un consulente finanziario per trovare strumenti simili che possano essere adeguati alle vostre esigenze. Questo articolo è a solo scopo informativo. È opportuno condurre una due diligence prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

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