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lunedì 12 ottobre 2020

Bankitalia e Upb concordi, "rischi" sui conti pubblici se la pandemia riparte

 

close-up view of financial graphs, bar, circle and line charts (3d render) (Photo: lucadp via Getty Images)

Eventuali nuove strette anti-Covid potrebbero avere “effetti non trascurabili” sull’economia. Le misure di sostegno all’economia potranno essere efficaci solo se arriveranno rapidamente e se non ci saranno sprechi. Potrebbe essere sintetizzata con queste due frasi la valutazione di Bankitalia e dell’Ufficio parlamentare di bilancio sulla nota di aggiornamento al Def.

“L’entità dell’effetto macroeconomico delle misure programmate dipenderà, oltre che dalle risorse mobilitate e dalla ripartizione fra le voci del bilancio, anche dai tempi di attuazione dei progetti e dalla loro efficacia nel sostenere il potenziale di crescita”, ha detto Eugenio Gaiotti, Capo del Dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia, nell’audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Da Bankitalia viene poi sottolineato che “andrà posta attenzione alla fase esecutiva dei progetti, per garantirne efficacia e rapidità” e che “con interventi mirati attuati senza sprechi e tempestivamente, l’effetto sulla crescita potrebbe essere anche più accentuato” di quanto indicato nella Nadef.

Quanto alla caduta del Pil, inevitabile a causa del lockdown, la Banca d’Italia ritiene di poter confermare le stime fatte a luglio. Il problema, però, sono le prospettive. Che restano “molto incerte” per il “rischio rilevante” che l’evoluzione della pandemia “continui a ripercuotersi sulla fiducia di famiglie e imprese o resti debole la domanda globale”. “Nel complesso - è stato detto nel corso dell’audizione - considerando anche la revisione al ribasso della stima del secondo trimestre effettuata dall’Istat, valutiamo che resti valida la proiezione che abbiamo pubblicato in luglio, che indicava una caduta del Pil attorno al 9,5 per cento”. Resta il problema dei prossimi mesi . Per Bankitalia è “plausibile” l’impatto per quasi un punto percentuale sulla crescita delle “ampie misure espansive” previste con la manovra.

Uno sguardo ai prossimi anni: “Nel quadro macroeconomico programmatico della Nota - ha detto Gaiotti - le ampie misure espansive, che risultano dalla manovra di bilancio incluso l’utilizzo delle risorse del programma Next Generation EU, forniscono una spinta macroeconomica considerevole, innalzando la crescita di 0,9 punti nel 2021, 0,8 nel 2022, 0,7 nel 2023”. E ancora: “Secondo le nostre valutazioni, il moltiplicatore fiscale implicito in queste valutazioni appare plausibile; è di un ordine di grandezza coerente con una composizione degli interventi in cui abbiano ampio spazio gli investimenti pubblici, che hanno una capacità elevata di attivazione della domanda”, ha aggiunto.

Un riferimento poi al Recovery Fund. “L’azione del governo si muove lungo
priorità condivisibili, sulle quali la Banca d’Italia si è espressa più volte”, ha detto Eugenio Gaiotti, Capo del Dipartimento Economia e statistica della Banca d’Italia, spiegando che “una valutazione completa dell’impatto macroeconomico sarà possibile sulla base dei dettagli dei provvedimenti”. Il programma Ngeu ”è un passo avanti di portata storica e che rappresenta un’occasione da non perdere”, ha sottolineato, ribadendo che “l’efficacia degli interventi da finanziare con i nuovi fondi europei è decisiva per sostenere la crescita nel medio termine. Le misure introdotte nel corso del 2020 si sono concentrate sulla necessità di affrontare l’emergenza sanitaria e di contenerne i danni economici nel breve periodo: è un sostegno che ha permesso di evitare scenari peggiori e che resta necessario, ma, come illustrato in diverse occasioni, la possibilità di rilanciare la crescita dipende dalla definizione e attuazione anche di misure in grado di elevare il potenziale produttivo e di rendere l’economia italiana più resiliente”.

Le linee guida del Pnnr italiano “sembrano muoversi nella direzione delle priorità sulle quali la Banca d’Italia si è espressa in varie sedi, che includono il miglioramento della qualità e dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione, la realizzazione di infrastrutture in settori ad alta innovazione, la salvaguardia del patrimonio naturale e storico-artistico”.

 I rischi per l’economia italiana sono tutt’altro che azzerati: “L’evoluzione di breve e di medio termine dell’economia italiana appare soggetta a rischi ancora molto ampi, nel complesso orientati al ribasso”, a partire da quelli di una “recrudescenza della pandemia”, ha precisato l’Upb nell’audizione. In Italia “nelle ultime settimane si è registrata una crescente diffusione dei casi, cha ha anche comportato un maggiore ricorso alle strutture ospedaliere. Al momento non si prefigurano nuovi lockdown generalizzati, ma se si rendessero necessarie restrizioni mirate alle attività produttive e agli spostamenti ne deriverebbero comunque conseguenze non trascurabili sia sul ciclo economico sia sulla struttura produttiva, già colpita dalla passata recessione”.

L’Upb, dopo aver validato le stime 2020 “ha deciso di validare anche lo scenario programmatico Nadef sul 2021, in quanto appare all’interno di un accettabile intervallo di valutazione, ne abbiamo dato comunicazione stamattina al ministero dell’Economia”, ha detto il presidente dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, Giuseppe Pisauro, in audizione sulla nota di aggiornamento al Def. Per il futuro, però, non mancano problemi e incertezza. Il quadro programmatico sul 2022-23, che non è oggetto di validazione, “conferma e amplifica gli elementi di perplessità già presenti in riferimento al quadro tendenziale” perché le stime “appaiono ottimistiche”.

 

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Federica Olivo
Giornalista, Huffpost

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