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giovedì 15 ottobre 2020

2 titoli che rendono oltre il 7%, per maggiori entrate (ma con più rischi)

 

Quando un titolo da dividendo offre un rendimento di molto superiore alla media di mercato, solitamente è un segnale di pericolo.

Un rendimento più alto spesso indica che i payout rischiano di essere tagliati lungo la strada. Compagnie che si trovano nel bel mezzo di un’inversione di rotta, o che affrontano degli sconvolgimenti a breve termine, di solito rientrano in questa categoria. In una situazione di inversione di rotta tipica, le compagnie cercano di ridurre i loro massicci debiti o devono fare i conti con una situazione in cui i rivoluzionari mettono a rischio la loro partecipazione di mercato.

Per gli investitori interessati a tentare la fortuna in quest’area del mercato, però, ecco le nostre due scelte da prendere in considerazione:

1. AT&T

Il più grande operatore di telecomunicazioni d’America, AT&T (NYSE:T), è una scommessa ad alta ricompensa, seppur molto rischiosa, per i pensionati. Con un rendimento annuo del 7,39% offre uno dei ritorni migliori disponibili da parte di un titolo blue-chip che è solito pagare i dividendi.

Ma questo succoso ritorno comporta anche dei rischi. Il titolo della compagnia con sede a Dallas ha perso più di un quarto del suo valore dall’inizio dell’anno, con gli investitori che vedono una considerevole incertezza riguardo a questo marchio iconico in quanto le sue operazioni core faticano a produrre crescita e la compagnia sta accumulando un enorme debito. Il titolo si è attestato a 27,75 dollari alla chiusura di ieri.

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Grafico a 1 anno AT&T.

 

Dall’inizio della pandemia di COVID-19, l’operatore si trova sotto pressione, dal momento che molti clienti non pagano più le bollette, pesando sui flussi di cassa. A luglio, AT&T ha reso noto che 338.000 abbonati regolari di telefonia mobile hanno smesso di pagare per via della crisi del COVID-19.

La compagnia ha aggiunto che altri 159.000 clienti della banda larga e 91.000 abbonati al servizio TV hanno bloccato i pagamenti nel secondo trimestre. AT&T ed altri operatori hanno promesso di non interrompere il servizio per le persone colpite dalla crisi virale.

La deludente performance di AT&T negli ultimi cinque anni rispecchia inoltre la sua strategia di acquisizione carica di debiti, che finora non è riuscita a sbloccare valore. La sua divisione DirecTV ha perso milioni di abbonati negli ultimi anni, con gli spettatori che hanno preferito servizi di intrattenimento on-demand come Netflix (NASDAQ:NFLX).

La compagnia di servizi di comunicazione aveva acquisito la compagnia di TV satellitare per 49 miliardi di dollari nel 2015, un accordo che a malapena ne valeva 20, secondo il Wall Street Journal. Nel 2018, l’acquisizione da 80 miliardi di dollari di Time Warner ha aggiunto al portafoglio di AT&T HBO, gli studi cinematografici Warner Bros. e canali via cavo come la CNN.

Per gli investitori, la decisione a questo punto è capire se AT&T riuscirà a trasformare la sua attività e potrà competere con rivoluzionari del settore dell’intrattenimento come Netflix, e se un simile successo salverà il suo payout trimestrale di 0,52 dollari ad azione.

2. Enbridge

I servizi pubblici sono un’altra area dove è possibile trovare dividendi più alti ed un buon flusso di entrate se si investe sul lungo termine. Il principale operatore di oleodotti e gasdotti del Nord America, Enbridge (NYSE:ENB), potrebbe essere una buona scelta in questo settore, con il suo profondo fossato economico e la sua posizione di rilievo nei processi di produzione e distribuzione di energia del Nord America.

I flussi di cassa di Enbridge sono ben diversificati dal punto di vista delle attività e della geografia, il che aiuta la compagnia a sopportare il downturn economico meglio dei rivali.

Ad esempio, sebbene la pandemia stia pesando sui consumi di greggio in generale, le attività di Enbridge per la trasmissione, la distribuzione e l’immagazzinamento di gas, che rappresentano il 30% dei flussi di cassa, non dovrebbero subire un impatto forte dal COVID-19.

Mentre molte compagnie energetiche hanno riportato perdite nel secondo trimestre, Enbridge ha registrato una solida performance, con gli EBITDA rivisti saliti a 3,3 miliardi di dollari canadesi (2,5 miliardi di dollari USA) rispetto ai 3,2 miliardi di dollari canadesi (2,4 miliardi di dollari USA) di un anno fa. La compagnia si aspetta una crescita annua dei payout per azione compresa tra il 5% ed il 7% entro il 2022.

Enbridge 1-Year Chart.
Enbridge 1-Year Chart.

Grafico a 1 anno Enbridge.

 

Questa stabilità delle entrate rende Enbridge un buon titolo difensivo da possedere quando cominciano a soffiare i venti delle difficoltà economiche. La compagnia paga un dividendo trimestrale da 0,62 dollari ad azione con un rendimento annuo dell’8,37%.

Negli ultimi tre anni, Enbridge ha portato avanti un piano di ristrutturazione, vendendo asset, concentrandosi sui suoi punti di forza core e pagando i debiti. Queste misure probabilmente saranno un vantaggio per gli investitori a lungo termine il cui scopo è guadagnare entrate in regolare crescita.

Ma gli investitori non vedono molto valore nel possedere titoli energetici in questo contesto in cui la domanda di greggio è sottotono e la compagnia sta incontrando degli ostacoli nei suoi piani di espansione per via degli ambientalisti. Il titolo di Enbridge, crollato del 25% finora nel 2020, ha chiuso a 29,61 dollari ieri a New York.

Morale della favola

Investire su situazioni di inversione di rotta può produrre enormi ritorni nel tempo. Ma queste compagnie sicuramente portano con sé più rischi, perciò gli investitori dovranno essere molto cauti nel decidere quale titolo ad alto rendimento scegliere.

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