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giovedì 29 ottobre 2020

2 elementi che pesano sui prezzi del greggio e cosa aspettarsi in futuro

 

La versione originale di questo articolo, in inglese, è stata pubblicata il giorno 29.10.2020

Le elezioni presidenziali statunitensi, i nuovi lockdown in Europa ed altre imminenti notizie significano che la prossima settimana potrebbe essere critica per determinare la direzione dell’economia globale e della domanda di greggio.

Due importanti questioni hanno spinto giù il greggio questa settimana. Di seguito, esamineremo questi due fattori e vedremo cosa aspettarci in futuro:

2 fattori che pesano sul prezzo del WTI

1. Volatilità per le elezioni

La prima importante questione che pesa sui prezzi del greggio: la possibilità che nessuno dei due candidati alla Presidenza ottenga una vittoria decisiva alle elezioni di martedì 3 novembre. Gli investitori stanno ritirando soldi dai mercati dei titoli azionari e delle materie prime per prepararsi a quella che potrebbe essere un’elezione contesa.

L’ultima elezione presidenziale contestata era avvenuta nel 2000, quando servirono settimane di riconteggi e cause in tribunale per determinare il vincitore. Considerati i sentimenti politici particolarmente accesi al momento negli Stati Uniti, è possibile che queste elezioni possano essere contese per giorni dopo il voto. Come abbiamo scritto la scorsa settimana, ai mercati non piace questo tipo di incertezza.

2. Lockdown in Europa

Le restrizioni per il coronavirus appena annunciate in due delle maggiori economie europee, Francia e Germania, hanno contribuito a pesare sui prezzi del greggio questa settimana. Per via dell’aumento di casi di COVID-19, il Presidente Macron e la Cancelliera Merkel hanno introdotto nuove misure di lockdown, che faranno scendere la domanda di greggio nei rispettivi paesi. Altri paesi europei potrebbero seguire a ruota il loro esempio.

Il danno per la domanda di greggio causato da queste misure non sarà evidente fino a quando non vedremo come reagirà la gente. Ma i dati di Bloomberg sui dettagli sull’uso di autostrade in Francia, Spagna ed Italia e sull’utilizzo complessivo di strade nel Regno Unito mostrano un calo tra l’11 e il 25 ottobre. Le serrate imposte dai governi, anche se non hanno interessato le scuole primarie e secondarie, peseranno sui consumi di benzina ancora di più.

Cosa aspettarsi dopo

1. Gli effetti degli uragani Delta e Zeta

L’impatto dell’uragano Delta, a inizio ottobre, si sta ancora facendo sentire nei report settimanali dell’EIA sulla situazione petrolifera. I dati pubblicati ieri (mercoledì 28 ottobre) indicano un aumento di 4,3 milioni di barili delle scorte di greggio, che viene attribuito agli ordini inevasi nella raffinazione a causa delle chiusure degli impianti per l’uragano Delta.

Nel frattempo, l’uragano Zeta sta attraversando il Golfo del Messico e, al momento della scrittura, ha toccato terra vicino New Orleans, Louisiana, arrivando in Tennessee. Al contrario delle due tempeste precedenti che hanno colpito la Louisiana quest’anno, Zeta non dovrebbe avvicinarsi agli impianti di raffinazione ed alle strutture petrolchimiche situate al confine tra Louisiana e Texas.

Tuttavia, secondo il Bureau of Environmental Enforcement (BSEE), circa il 67% della produzione petrolifera attuale nel Golfo del Messico è stata sospesa per via della tempesta. Si tratta di circa 1,2 milioni di barili al giorno di produzione petrolifera. I trader dovrebbero aspettarsi di vedere l’impatto di queste serrate nel report settimanale dell’EIA sulla situazione del greggio della prossima settimana.

2. Nuove sanzioni in Iran

Il Dipartimento per il Tesoro USA lunedì ha annunciato nuove sanzioni contro il Ministero del Petrolio iraniano, la National Iranian Oil Company, la sua compagnia di petroliere ed il ministro del petrolio iraniano Bijan Zangeneh.

Queste nuove sanzioni difficilmente cambieranno i trend di produzione o di esportazione di greggio dell’Iran. Secondo TankerTrackers.com, l’Iran continua ad esportare greggio (in qualche modo) furtivamente, in contravvenzione alle sanzioni statunitensi. A settembre ha esportato quasi 1,3 milioni di barili al giorno di greggio e si avvia ad esportare una quantità simile ad ottobre.

Se Biden dovesse vincere le elezioni, potrebbe cambiare la politica delle sanzioni statunitensi, ma non prima dell’assunzione formale dell’incarico, il 20 gennaio. Non sappiamo quanto altro greggio l’Iran porterà sul mercato se Biden dovesse vincere e se dovesse cambiare la politica. Gli analisti stimano che potrebbe trattarsi di 1,8-2,5 milioni di barili al giorno nel 2021, se le sanzioni dovessero essere eliminate.

Tuttavia, i trader non dovrebbero fare troppo affidamento su questi dati, perché non c’è nulla di certo. Se Biden dovesse vincere e dovesse allentare le sanzioni, è comunque possibile che l’Iran possa approfittare di un governo apparentemente compiacente ed espandere le sue esportazioni (piuttosto) clandestine nelle aspettative che, con un governo Biden, non ci saranno ripercussioni.

È anche possibile che un governo Biden possa continuare ad applicare sanzioni fino al raggiungimento di un nuovo accordo o alla reintroduzione dell’accordo JCPOA stretto nell’era Obama. Il team di Biden non ha fornito molte informazioni ai trader riguardo ai piani sull’Iran.

3. I piani dell’OPEC+

Aumentano i segnali del fatto che l’OPEC+ possa decidere di non alzare la produzione come previsto a gennaio. Ieri, il capo della divisione commerciale di Saudi Aramco (SE:2222) ha affermato che, poiché le raffinerie al di fuori dell’Asia hanno tagliato la quantità di greggio che processano, secondo lui sarà molto difficile per il mercato assorbire il greggio derivante da una maggiore produzione.

Molte raffinerie non asiatiche hanno infatti ridotto la propria capacità ed alcune stanno chiudendo per i margini bassi. Tuttavia, l’OPEC+ potrebbe ritrovarsi con un altro milione di barili al giorno sul mercato anche se dovesse decidere di non aumentare la produzione di 2 milioni di barili al giorno a gennaio. Le esportazioni di greggio libiche dovrebbero infatti raggiungere un milione di barili al giorno nel mese prossimo, sulla scia della recente tregua nel conflitto interno del paese.

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