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venerdì 4 settembre 2020

Superbonus, ecco cosa serve

 Tra asseverazioni, visti di conformità, visure, autocertificazioni, contratti d’appalto e comunicazioni all’Enea, sono ben 24 i diversi documenti da presentare per poter ottenere il superbonus del 110% per i lavori di miglioramento energetico degli edifici. Lo ricorda laleggepertutti.it. 

Si comincia, ovviamente, dall’autorizzazione a mettere mano all’edificio, quindi permesso di costruire, Scia o Cila che sia. Serve subito anche la dichiarazione firmata dal cliente e dall’impresa o da un tecnico in cui si attesti la maturazione del bonus fiscale, il miglioramento delle due classi energetiche previste dalla norma e l’iscrizione all’albo del tecnico. 

La cartelletta dei documenti aumenta, poi, con la visura catastale da cui risulti la proprietà dell’unità immobiliare, l’autorizzazione ai lavori firmata dal proprietario, il contratto d’appalto (o la lettera d’incarico), il verbale dell’assemblea se si tratta di un condominio, l’autocertificazione in cui il beneficiario dichiara di non beneficiare del superbonus per più di due immobili e che quello oggetto dell’agevolazione non è usato per professione o impresa e la dichiarazione sulla conformità dei documenti consegnati. E siamo solo all’inizio. 

Avviati i lavori, ci vorrà il prestito ponte nel caso si voglia ricorrere agli stati di avanzamento. Poi vanno trasmesse le fatture e le ricevute dei vari bonifici parlanti. Senza dimenticare il modulo firmato dall’impresa. 

Arriva il momento della cessione del credito, quindi servono: visto di conformità sulla maturazione del credito, dichiarazione in cui il tecnico afferma di essere abilitato e di avere la polizza di responsabilità civile professionale e comunicazione all’Agenzia delle Entrate sull’esercizio dell’opzione di cessione. 

Poi: l’asseverazione tecnica rilasciata, la ricevuta di presentazione all’Enea dell’asseverazione, la dichiarazione di conformità dei documenti. E, se si fa un intervento antisismico, l’asseverazione da parte dei professionisti incaricati dell’efficacia degli interventi realizzati. Occorre anche l’attestazione sulla congruità delle spese sostenute. 

Non è finita. Alla conclusione dei lavori, va fatto un secondo visto di con la dichiarazione sull’abilitazione, la polizza di responsabilità civile, la comunicazione all’Agenzia delle Entrate dell’opzione, l’asseverazione tecnica per l’efficientamento, la ricevuta di presentazione all’Enea o l’asseverazione relativa agli interventi antisismici. Infine, la dichiarazione di conformità. 

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