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mercoledì 23 settembre 2020

Pil, un rimbalzo del 6% nel 2021

 

The Italian Minister of Economy Roberto Gualtieri at the Senate reading finance documents during the discussion and vote for the updating of the budget document for 2020. Rome (Italy), July 29th 2020 (Photo by Samantha Zucchi/Insidefoto/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)

È qualcosa di più che un semplice numero. Perché è il numero che tutti si aspettano di conoscere. Perché, a cascata, quel numero misura la capacità dell’Italia di rialzarsi in piedi dopo essere stata presa a pugni in faccia dal Covid. E da questa capacità dipende una miriade di altri fattori, sintetizzabili in uno: la fiducia nei confronti del Paese. Eccolo il numero, comparso nelle valutazioni che sono state fatte nel pomeriggio al ministero dell’Economia: +6 per cento. È il rimbalzo del Pil che il Governo si aspetta il prossimo anno. E che sarà contenuto nella Nota di aggiornamento al Def, la cornice dei conti pubblici che sarà riaggiornata la prossima settimana. 

La quantificazione del rimbalzo è emersa come media di più scenari che sono stati presi in considerazione e che sono al vaglio dei tecnici e della squadra politica del Tesoro. Un’indicazione questo numero la dà già e cioè che il Governo ritiene che ci siano gli elementi per essere più ottimisti rispetto ad aprile, quando il rimbalzo del 2021 fu quantificato in +4,7 per cento. E nel documento che sarà approvato dal Consiglio dei ministri del 28 o del 29 settembre sarà indicato anche un altro numero che impatta sul 2021, quello del rapporto deficit/Pil. L’orientamento di via XX settembre è di fissarlo al 6 per cento, in netta discesa dopo la fiammata del 10,4% di quest’anno (la stima contenuta nelle previsioni di aprile), quella imposta dai 100 miliardi spesi per i decreti anti Covid. 

Ma oltre a indicare dentro i numeri di Pil, deficit e debito, il Governo punta a fare della Nota di aggiornamento al Def un documento programmatico su un tema chiave, quello del taglio delle tasse. L’obiettivo è di quantificare già in questo documento la portata del taglio che riguarderà il cuneo fiscale, proseguendo il lavoro che ha già portato ad alleggerire le buste paga dei lavoratori dal peso delle imposte. Anche di questo si è parlato alla riunione, dove è emersa la necessità di arrivare quanto prima a una quantificazione dei costi dell’intera riforma fiscale. Spetterà poi alle valutazioni politiche se e in che misura giocare la carta del taglio delle tasse. 

 

Giuseppe Colombo
Business editor L'Huffington Post

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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