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martedì 22 settembre 2020

La seconda ondata del virus in Europa innesca un brusco selloff di valute e borse

 

Rassegna giornaliera sul mercato forex, 21 settembre 2020

Analisi realizzata alla chiusura del mercato statunitense a cura di Kathy Lien, Direttrice di FX Strategy per BK Asset Management.

Valute e titoli azionari sono andati in forte selloff questo lunedì, quando i casi di virus in Europa hanno raggiunto nuovi massimi storici. La più grande paura di tutti quest’estate era quella di una seconda ondata e, sfortunatamente, si è materializzata. La Spagna ha riportato 14.389 nuovi casi venerdì, mentre la Francia ha registrato quasi 13.498 nuovi casi sabato. Questi dati, che vanno ben oltre i picchi di marzo, hanno innescato una serie di restrizioni sociali più severe nella seconda e nella terza principale economia europea. Persino la Germania, che non ha segnato un aumento significativo dei casi di virus, ha inasprito le norme sulle mascherine e sui contatti nel tentativo di prevenire una diffusione più ampia a Monaco. Nel Regno Unito, i casi sono al di sotto del picco primaverile ma raddoppiano ogni giorno, spingendo il consulente scientifico del paese ad avvertire che si potrebbe arrivare a 50.000 nuovi casi al giorno entro metà ottobre se non si adotteranno subito delle ulteriori misure.

50 mila casi al giorno non rappresentano un rischio solo per il Regno Unito, ma tutti i paesi europei stanno registrando dei forti aumenti. Il problema è che, sebbene questi casi siano maggiori rispetto ai livelli di questa primavera, le misure adottate dai governi di Spagna, Francia e Regno Unito sono più localizzate e sorgono timori circa la loro efficacia. Vista la gravità della diffusione della pandemia in Europa, sono in arrivo ulteriori restrizioni per questi paesi. Considerato il peso economico causato dai lockdown di aprile e maggio, la seconda ondata rappresenta un grosso rischio per l’euro e la sterlina. Entrambe le valute sono crollate questo lunedì e pensiamo che seguiranno altre perdite, con il cambio EUR/USD verso 1,15 e la coppia GBP/USD verso 1,25. Anche la Presidente della BCE Lagarde è sembrata preoccupata quando ha parlato di una ripresa incerta ed irregolare, nonché della disponibilità di opzioni se dovessero essere necessari ulteriori stimoli. Il suo commento più significativo ha riguardato l’euro: precedentemente aveva invitato gli investitori a non reagire in modo esagerato al suo rialzo ma, oggi, ha affermato di essere “attenti all’apprezzamento dell’euro”, dando il via libera al calo della moneta unica. Per l’euro e la sterlina, oltre alle notizie sul virus, i riflettori saranno puntati sugli indici PMI. Se i report di questo mese mostreranno un peggioramento, vedremo ulteriori perdite di queste valute.

Il dollaro sale nonostante i problemi negli USA. Le elezioni si avvicinano e, con la morte del giudice Ruth Bader Ginsburg, i politici si preparano ad una dura battaglia a Washington. La posta in gioco è altissima e le conseguenze politiche saranno considerevoli. L’incertezza elettorale rappresenta un serio rischio per titoli azionari e valute. Anche nel 2016, quando i sondaggi mostravano in testa Hillary Clinton, le borse erano al ribasso nelle settimane precedenti le elezioni. Allo stesso tempo, avevamo assistito ad un selloff del cambio EUR/USD ed a scambi altalenanti della coppia USD/JPY. La storia della volatilità si ripeterà nel 2020 ma in modo più amplificato, considerate le forti opinioni circa l’intenzione di Trump di sostituire rapidamente il giudice. Dal momento che non sono previsti report economici statunitensi di rilievo questa settimana, i trader del dollaro dovrebbero seguire 3 cose: le notizie da Washington, le testimonianze del Presidente della Fed Powell e le borse, in quanto gli investitori probabilmente si faranno guidare dalla propensione al rischio.

In selloff anche le valute legate alle materie prime, trascinate giù dal dollaro neozelandese. Mentre l’Europa tenta disperatamente di impedire che la seconda ondata peggiori, la Nuova Zelanda ha messo fine a tutte le misure restrittive per la pandemia in tutto il paese tranne che nella città più grande, Auckland. Tuttavia, anziché salire, la sua valuta sta scendendo per via dell’avversione al rischio e dei timori per il vertice di questa settimana della Reserve Bank. Quando la RBNZ si è incontrata l’ultima volta, i policymaker erano aperti all’idea di tassi negativi ed i trader temono che, sebbene il paese sia riuscito a respingere il COVID-19 per la seconda volta, l’incertezza all’estero possa rendere questa opzione una possibilità. Per l’Australia, il principale problema è il peggioramento dei rapporti con la Cina. A quanto pare, l’Australia starebbe ritirando gli investimenti dalle compagnie cinesi dopo che la Cina ha perso l’accesso alla stazione di monitoraggio spaziale australiana. Giù anche il dollaro canadese, con il cambio USD/CAD in salita al livello più alto in oltre un mese

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