Mercato Trading e Segnali Operativi... La Fed dice addio alla curva di Phillips ed agli aumenti preventivi dei tassi | ...Mercato Trading e Segnali Operativi -

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

martedì 1 settembre 2020

La Fed dice addio alla curva di Phillips ed agli aumenti preventivi dei tassi

 

La Federal Reserve ha ufficialmente abbandonato la curva di Phillips consegnando gli anni Ottanta ai libri di storia giovedì, aprendo i rubinetti e promettendo soldi facili a perdita d’occhio.

Questo è stato il messaggio lanciato la scorsa settimana dal presidente della Fed Jerome Powell, quando ha spiegato i dettagli delle conclusioni a cui sono giunti i policymaker del Federal Open Market Committee nella loro revisione strategica della politica monetaria. Ha annunciato flessibilità nell’obiettivo di inflazione e la fine degli aumenti dei tassi preventivi, promettendo che i tassi saranno alzati solo quando l’inflazione reale comincerà a farsi sentire.

I mercati azionari avevano segnato massimi record in previsione del cambio di politica monetaria e si sono messi a correre quando è diventato ufficiale. L’indice S&P 500 giovedì è salito segnando una quinta chiusura da record consecutiva e venerdì ha chiuso al record di 3.508,01.

SPX Weekly 2017-2020
SPX Weekly 2017-2020


L’indice Dow Jones è salito giovedì e poi nuovamente venerdì, chiudendo a 28.653,87, cancellando le perdite sull’anno (sebbene si attesti ancora al 3,1% in meno dalla chiusura record del 12 febbraio).

Economia in evoluzione, politica monetaria più allentata

“Dal momento che l’economia è sempre in evoluzione, la strategia del FOMC per il raggiungimento degli obiettivi (il quadro di politica monetaria) deve adattarsi per affrontare le nuove sfide in arrivo”, ha affermato Powell durante il suo discorso al simposio virtuale di Jackson Hole.

Quarant’anni fa, ha spiegato Powell, il principale problema per l’economia era l’inflazione fuori controllo. L’allora presidente della Fed Paul Volcker l’aveva affrontata alzando i tassi di interesse a doppia cifra. Dopodiché, la Fed ha avuto il grilletto facile ed è stata pronta ad alzare i tassi anche quando l’inflazione era sotto controllo, in modo da contenerla, come è successo con l’imprudente serie di aumenti nel 2018 e all’inizio del 2019, quando Powell era da poco in carica.

La Fed è stata poi costretta a fare dietrofront ed i membri del FOMC si sono resi conto di aver bisogno di ripensare l’intera questione.

Perciò la Fed la scorsa settimana ha ammesso quello che per i partecipanti dei mercati era ovvio da oltre un decennio: la curva di Phillips che correlava la disoccupazione bassa con l’aumento dell’inflazione si è appiattita e non c’è un tasso naturale fisso di disoccupazione che richieda un’azione preventiva di inasprimento.

“In futuro, l’occupazione potrà essere pari o superiore alle stime in tempo reale sul livello massimo senza destare preoccupazione”, ha affermato Powell giovedì, per spiegare la nuova espressione che parla di “cali dell’occupazione dal suo livello massimo” anziché “deviazioni” da tale livello che potrebbero innescare un intervento sulla politica monetaria.

Sebbene la Fed sostenga ancora, almeno a parole, una soglia di inflazione del 2%, ha infine ammesso, dopo un decennio di tentativi senza successo di raggiungere questo livello, di poter ignorare essenzialmente l’inflazione per il momento.

Ufficialmente, la Fed ora non solo tollererà, ma insisterà, per avere un’inflazione superiore al livello del 2% al fine di impedire che le aspettative sull’inflazione crollino togliendo alla banca lo spazio di manovra necessario per intervenire sui tassi di interesse.

I mercati lo hanno interpretato, correttamente, come a significare che la politica monetaria sarà allentata fino a quando l’inflazione non mostrerà segni di movimento, un obiettivo che sembra praticamente impossibile da raggiungere al momento.

Powell ha sottolineato come “altre importanti economie” hanno imparato a proprie spese che, quando le dinamiche di aspettative di inflazione bassa infettano un’economia, è difficile poi liberarsene.

Powell ha anche promesso che la Fed continuerà ad usare la sua “intera gamma di strumenti” per stimolare l’economia. Anche se i miliardi di acquisti di bond della banca centrale fanno felici gli investitori, restano controversi come misura efficace di politica monetaria.

Ad ogni modo, per quanto si impegni, la Fed deve ancora trovare un modo per riportare l’inflazione vicina al 2%, figuriamoci al di sopra di questo livello. E probabilmente l’ultimo intervento difficilmente farà salire le aspettative sull’inflazione, che Powell descrive come “un importante fattore per l’inflazione vera”.

Forse tra altri 10 anni una nuova revisione strategica troverà la risposta a questo dilemma.

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.