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lunedì 14 settembre 2020

La BCE confonde i mercati, Lagarde ottimista sull’economia ma non cauta sull’euro

 

Christine Lagarde ha passato otto anni a fare il tifo per l’economia globale quando era a capo del Fondo Monetario Internazionale. A quanto pare, è un’abitudine dura a morire.

Tutti quegli analisti ed operatori dei mercati che si aspettavano che il capo della Banca Centrale Europea frignasse e piagnucolasse per la forza dell’euro e si adoperasse per frenare la sua ascesa sono rimasti delusi giovedì, quando Lagarde ha invece promosso l’economia europea, catapultando su l’euro.

EUR/USD 60 Minute Chart
EUR/USD 60 Minute Chart

Grafico EUR/USD su 60 minuti

Altri membri del consiglio direttivo della BCE si sono affannati ad ammorbidire questa posizione venerdì.

Il capo economista Philip Lane, il membro del consiglio esecutivo Isabel Schnabel ed il governatore della banca centrale francese François Villeroy de Galhau hanno tutti sottolineato come i policymaker fossero in realtà preoccupati per l’impatto di un euro forte e non farebbero nulla per soffocare la ripresa inasprendo la politica monetaria.

Meno in linea con i segnali dai mercati

Mentre Lagarde ha espresso un’opinione ottimista su un’economia in forte ripresa ed ha suggerito solo che la banca centrale sta tenendo d’occhio il tasso di cambio, Lane e Villeroy de Galhau hanno avvertito che un euro forte potrebbe danneggiare l’economia.

Lane, ex capo della Banca Centrale d’Irlanda, ha affermato che l’assenza di inflazione rappresenta un rischio e non lascia spazio all’autocompiacimento. Ha suggerito che i dati dei prossimi mesi potrebbero spingere la BCE a modificare la sua politica ed ha alimentato le speculazioni che la banca possa espandere il suo programma di emergenza di acquisti di asset da 1,35 mila miliardi di dollari.

La decisione della Federal Reserve USA di abbandonare gli aumenti dei tassi preventivi e di incoraggiare un’inflazione che superi la soglia del 2% ha pesato sul dollaro, con una pressione rialzista sull’euro, in quanto gli USA sembrano intenzionati a mantenere i tassi di interesse bassi per un po’ di tempo. Gli operatori dei mercati si aspettavano delle rassicurazioni sul fatto che la BCE fosse almeno conscia dei pericoli che ciò comporterebbe e che avrebbe ribadito la sua posizione accomodante.

È sempre difficile sapere, quando parla il capo della BCE, fino a che punto rispecchi le opinioni medie del consiglio direttivo. E questo valeva per il predecessore di Lagarde, Mario Draghi, ma anche per lei. La differenza, nel caso di Lagarde, è che lei sembra ignorare i segnali dei mercati riguardo a quello che si aspettano di sentire.

Altri membri del consiglio sarebbero invece in linea con l’opinione positiva espressa da Lagarde e non sono davvero preoccupati per un euro che vale più di 1,20 dollari. La moneta unica si è attestata a circa 1,18 dollari venerdì, non troppo lontano dal livello segnato prima del vertice, dopo essere schizzata sopra 1,19 dollari.

Ma si tratta comunque di un’impennata dell’8% dal livello segnato all’inizio della pandemia di coronavirus a marzo. Gli investitori si aspettavano che la BCE fosse preoccupata che il tasso potesse scendere.

L’inflazione nella zona euro è scesa in territorio negativo ad agosto, con -0,2% rispetto all’aumento dello 0,4% di luglio. Ma Lagarde ha spiegato che la banca centrale prevede che l’inflazione salga all’1% l’anno prossimo da una media dello 0,3% di quest’anno, alzando le stime sul 2021 dallo 0,8% precedente.

Anche questo ha cozzato con le attese dei mercati. La lettura di agosto ha suggerito un tasso di inflazione più lento, un trend ulteriormente esacerbato dalla forza dell’euro, che dovrebbe pesare sugli aumenti dei prezzi sulle importazioni, rendendo le esportazioni meno costose.

A torto o a ragione, gli investitori hanno considerato l’ottimismo di Lagarde sull’economia e la sua decisione di attendere sull’accomodamento come interventista per la politica monetaria, contrariamente alla posizione cauta che si aspettavano. Alcuni economisti ora si aspettano che l’euro si diriga verso 1,20 dollari e testi questo livello.

Inoltre, il nuovo aumento dei contagi da COVID-19 ha sospeso le riaperture delle economie in numerosi paesi UE o ha comportato altre serrate, frenando la prevista ripresa del turismo e rallentando la ripresa economica in generale.

E questo fa sembrare alte le previsioni sull’inflazione della BCE, ma persino quel livello dell’1% è troppo basso per indicare una robusta ripresa, suggerendo che saranno necessari maggiori stimoli monetari, o tramite un ulteriore calo dei tassi di interesse di riferimento, o tramite un aumento degli acquisti di asset.

Ma non è questo il messaggio che è stato lanciato da Lagarde. Il suo è stato invece un “hip, hip, urrà” per una ripresa più forte del previsto, consentendo alla zona euro di abbassare le sue previsioni sulla contrazione di quest’anno dall’8,7% all’8%. E questo tipo di previsioni potrebbe ritorcerglisi contro.

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