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giovedì 17 settembre 2020

J.P. Morgan cambia rotta sul dollaro, da negativa a neutrale

 

J.P. Morgan cambia rotta sul dollaro, da negativa a neutrale

Considerato l’indebolimento del biglietto verde in un arco di tempo relativamente breve, la grande casa passa dal giudizio negativo a un orientamento più neutrale per motivi tattici

Per ragioni tattiche, J. P. Morgan AM ha modificato il suo giudizio sul dollaro statunitense passando da un sottopeso rispetto alle valute del G10 a una posizione neutra. Ma, nella convinzione che l’orientamento espansivo della politica monetaria e fiscale possa avere conseguenze nel medio-lungo termine, non decide in questa fase di passare a una posizione decisamente rialzista. Alla luce della svolta della Fed sull’inflazione e considerato il miglioramento dei dati macro USA, la grande casa d’investimento ritiene che almeno nel breve termine ci sia la possibilità che il dollaro recuperi in parte il terreno perduto, soprattutto se gli operatori cominciano a scontare la possibilità di far convergere le condizioni finanziarie e la politica monetaria.

BCE PREOCCUPATA PER L’EURO FORTE

Sono le conclusioni cui giunge il Bond Bulletin Settimanale a cura del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management, spiegando che il nuovo orientamento sul dollaro si basa su tre fattori fondamentali: l’inasprimento delle condizioni finanziarie in Europa dovuto alla forza dell’euro, i contagi da virus si stanno riducendo in USA mentre salgono in tutta Europa, le altre banche centrali potrebbero seguire la strada della Fed in direzione di un ulteriore allentamento. Il Team di J. P. Morgan AM cita al proposito Banca d’Inghilterra e la Reserve Bank of Australia, mentre osserva che il ritorno della deflazione nell’Eurozona sta inducendo la Bce a cominciare a preoccuparsi della forza dell’euro.

VERSO UN RECUPERO PARZIALE

Ma nel più lungo termine il Team di J. P. Morgan AM ritiene che vi siano motivi per mantenersi prudenti sul dollaro, anche se data la portata e la velocità del recente arretramento del biglietto verde fa pensare a un recupero, anche se parziale, nel breve termine. Per contestualizzare le dinamiche di quest’anno, il Team di J. P. Morgan AM cita l’Indice DXY che misura il valore del dollaro rispetto a un paniere di valute utilizzate da importanti partner commerciali degli USA, che ha perso più del 10% dal massimo di marzo al minimo di fine agosto, mentre il cambio con l’euro è passato dal minimo di 1,07 a marzo a 1,18 l’8 settembre.

ATTESO ANCHE UN RIPOSIZIONAMENTO DEL MERCATO

I dati sui futures della Commodity Futures Trading Commission e indagini proprietarie di J. P. Morgan AM indicano che attualmente, prevedendo che la debolezza del biglietto verde prosegua, il mercato detiene la posizione più ribassista sul dollaro statunitense dal 2018. Ma anche se il sottopeso del dollaro rispecchia la posizione prevalente, il Team di J. P. Morgan AM ritiene che ci siano maggiori possibilità che nelle prossime settimane queste sottoesposizioni si riducano.

Virgilio Chelli

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