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lunedì 14 settembre 2020

3 titoli da dividendo con ricchi rendimenti (ed alti rischi)

 

Per gli investitori in cerca di titoli ad alto rendimento per spingere le entrate fisse, un grosso ostacolo è rappresentato dal fatto che compagnie simili potrebbero presto tagliare i payout con il downturn economico che continua a mettere in difficoltà le loro attività.

Ma, per coloro che non sono avversi ad un rischio più alto, un segmento sempre sicuramente disponibile per avere dei rendimenti maggiori sono le compagnie che stanno per implementare un’inversione di rotta. Queste compagnie spesso offrono rendimenti allettanti.

Ma questo, ovviamente, spiega anche perché ci sono dei rischi aggiunti. In una situazione di inversione di rotta tipica, le compagnie cercano di ridurre i loro massicci debiti o tentano di affrontare una situazione in cui i rivoluzionari mettono a rischio la loro partecipazione di mercato.

Per gli investitori interessati a tentare la fortuna in quest’area del mercato potenzialmente pericolosa, ecco le nostre tre scelte da prendere in considerazione:

1. AT&T

Il più grande operatore di telecomunicazioni d’America, AT&T (NYSE:T), è una scommessa ad alta ricompensa, seppur molto rischiosa. Con un rendimento annuo ora superiore al 7% offre uno dei ritorni migliori disponibili da parte di un titolo blue-chip che è solito pagare i dividendi.

T Weekly TTM
T Weekly TTM

Grafico settimanale T sui 12 mesi precedenti (TTM)

Il titolo della compagnia con sede a Dallas è crollato di quasi il 30% dall’inizio dell’anno, chiudendo venerdì a 29 dollari.

Aleggia una considerevole incertezza sul solido ritorno di AT&T. Le operazioni core di questo iconico marchio faticano a produrre crescita e la compagnia ha accumulato un debito enorme.

Sotto la guida del nuovo amministratore delegato John Stankey, che ha preso il timone a luglio, AT&T sta cercando di ridurre la sua dimensione dopo anni di espansioni tramite acquisizioni. Il Wall Street Journal ha riportato di recente che la compagnia sta cercando di vendere agli investitori private equity la maggior parte della sua divisione di TV satellitare DirecTV. Questa cessione aiuterebbe AT&T a liberarsi di un forte peso sulle sue attività.

L’anno scorso, Elliott Management Corp., un hedge fund attivista e con una partecipazione di 3,2 miliardi di dollari in AT&T, ha criticato la compagnia per le sue acquisizioni di pezzi grossi, compreso l’accordo da 85 miliardi di dollari per l’acquisto degli asset di Time Warner, che comprendono HBO, CNN e Warner Brothers Studio. L’hedge fund sta spingendo AT&T a vendere la divisione DirecTV, in perdita, e le operazioni wireless in Messico.

Per gli investitori, il rischio a questo punto è se AT&T riuscirà a trasformare la sua attività e potrà competere con rivoluzionari del settore dell’intrattenimento come Netflix (NASDAQ:NASDAQ:NFLX) ed Amazon (NASDAQ:NASDAQ:AMZN), e se un simile successo salverà il suo payout trimestrale di 0,52 dollari ad azione.

2. Exxon Mobil (NYSE:XOM)

Exxon Mobil (NYSE:NYSE:XOM), uno dei “supercolossi” del greggio in America, al momento presenta un rapporto rischio-ricompensa interessante.

La compagnia ha una portata enorme, dalle trivellazioni, alla raffinazione, all’accesso alla regione dello scisto USA, ma si trova sotto un’immensa pressione in quanto la domanda dei suoi prodotti è collassata per la pandemia.

Sebbene il titolo difficilmente produrrà massicci guadagni per gli investitori, resta uno dei migliori da comprare per i tori degli energetici a lungo termine.

XOM Weekly TTM
XOM Weekly TTM

Grafico settimanale XOM sui 12 mesi precedenti (TTM)

Il titolo, che venerdì ha chiuso a 36,90 dollari, è crollato di oltre il 40% quest’anno, portando il rendimento del dividendo sopra il 9%.

Il colosso multinazionale del petrolio e del gas finora ha resistito al taglio del suo sacro dividendo trimestrale da 0,87 dollari ad azione. Gli analisti, tuttavia, sono divisi circa la capacità della compagnia di sostenere qualunque payout quando i suoi profitti sono stati spazzati via.

Il gigante dell’energia con sede ad Irving, Texas, ha infatti registrato perdite trimestrali consecutive, la più recente a luglio, per la prima volta questo secolo. Ha infatti riportato un deficit di 1,1 miliardi di dollari, rispetto al profitto di 3,1 miliardi di dollari dello stesso periodo di un anno fa. Exxon ha inoltre detto agli investitori che rinvierà il suo ambizioso piano di espansione per preservare denaro.

Ma comprare il titolo per il suo succoso payout significa anche scommettere sul fatto che il futuro delle grandi compagnie petrolifere sia sicuro e che Exxon continuerà a produrre denaro sufficiente per coprire il suo generoso dividendo.

3. IBM

Il gigante secolare del tech, International Business Machines (NYSE:NYSE:IBM), oscilla vicino ad un crocevia da molti anni. La Big Blue, come viene a volte affettuosamente chiamata, si trova in difficoltà, con la tecnologia e le preferenze dei consumatori in rapida evoluzione, che privano questa compagnia storica del settore tech delle sue principali fonti di entrate.

Le vendite hanno raggiunto il picco nel 2011 ed i flussi di cassa disponibili hanno fatto lo stesso un anno dopo. La spinta della compagnia per focalizzarsi sulle ultime tecnologie, come il cloud e l’intelligenza artificiale, ha dato risultati misti finora.

Durante questo periodo, IBM è uscita da alcuni mercati, ha investito sui centri dati cloud ed ha acquisito una serie di compagnie per spingere le vendite, migliorare l’offerta tecnologica ed aggiungere raccolte di dati per l’allenamento degli algoritmi di intelligenza artificiale (IA).

Sebbene IBM finora sia stata lenta nell’accaparrarsi un’importante partecipazione di mercato in queste nuove aree dell’economia digitale, il suo sano bilancio, il debito gestibile ed i flussi di cassa ricorrenti rendono il suo dividendo una scommessa relativamente sicura per gli investitori orientati alle entrate.

IBM Weekly TTM
IBM Weekly TTM

Grafico settimanale IBM sui 12 mesi precedenti (TTM)

Il titolo, che venerdì ha chiuso a 121,46 dollari, rende il 5,41%, pagando 1,63 dollari ad azione ogni trimestre.

Il titolo resta circa il 44% al di sotto del massimo storico di 215,80 dollari del 2013, mettendo alla prova la pazienza dei suoi investitori buy and hold. Il prezzo obiettivo medio degli analisti su questo titolo è 135,19 dollari per i prossimi 12 mesi.

Morale della favola

Investire su situazioni di inversione di rotta può produrre enormi ritorni nel tempo. Ma queste compagnie comportano anche dei rischi aggiunti. Di conseguenza gli investitori dovrebbero essere estremamente cauti su quali titoli ad alto rendimento scegliere.

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