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mercoledì 5 agosto 2020

Il calo del dollaro crea un potente cocktail rialzista per le materie prime

Il calo del dollaro crea un potente cocktail rialzista per le materie prime

Questo articolo è stato scritto in esclusiva per Investing.com

  • Il dollaro USA scende sotto un importante supporto tecnico
  • I metalli tengono d’occhio il biglietto verde
  • Anche i prezzi degli energetici e delle materie prime agricole sono sensibili
  • Quanto successo nel 2008-2011 potrebbe indicare che un dollaro debole spingerà alle stelle i prezzi delle materie prime

Il dollaro USA è la valuta di riserva globale. Questo status viene assegnato allo strumento forex che il mondo percepisce come il più stabile da un punto di vista economico e politico. Le banche centrali possiedono valute riserva per il commercio internazionale e per ragioni legate alla bilancia commerciale.

In quanto principale strumento forex di riserva, il dollaro è anche il riferimento di prezzo internazionale per le materie prime. Un dollaro in salita tende a pesare sui prezzi delle materie prime, mentre un dollaro in calo spesso spinge i prezzi delle materie prime a salire.

L’indice del dollaro replica il valore dell’USD contro altri importanti strumenti forex di riserva. Dal momento che anche l’euro è una valuta riserva, l’indice ha un’esposizione di oltre il 57% alla moneta unica europea.

L’indice del dollaro aveva raggiunto il minimo di 88,15 nel febbraio 2018. È salito al massimo di 103,96 a fine marzo durante il clima di avversione al rischio innescato dalla pandemia di COVID-19.

Da allora, l’indice ha cominciato a scendere ed è sceso sotto importanti livelli di supporto tecnico. Il calo del dollaro USA è stato uno dei fattori che ha spinto su i prezzi di molte materie prime.

Il dollaro USA scende sotto un importante supporto tecnico

La scorsa settimana, l’indice del dollaro è sceso al di sotto di un livello che potrebbe aprire la strada al test del minimo del febbraio 2018.

DXY Monthly 2010-2020
DXY Monthly 2010-2020

Grafico mensile DXY 2010-2020

Fonte di tutti i grafici: CQG

Il grafico sopra mostra che il contratto dei future dell’indice del dollaro di settembre è sceso al minimo di 93,33 il 29 luglio, al di sotto del minimo del settembre 2018 di 93,395. Con questa infrazione al di sotto del supporto tecnico, l’obiettivo di ribasso ora si pone all’importante livello di resistenza di 88,15.

Gli indicatori sullo slancio di prezzo e sulla forza relativa sul grafico mensile sono in discesa e la volatilità storica è in aumento, in quanto i range di trading mensili si sono allargati. Le posizioni aperte, ossia il totale delle posizioni aperte long e short sul contratto dei future dell’indice del dollaro, sono in aumento da giugno, man mano che l’indice è sceso.

L’aumento delle posizioni aperte ed il prezzo in calo solitamente rappresentano una conferma tecnica di un trend ribassista sui mercati dei future. I segnali tecnici sull’indice del dollaro puntano in basso.

Dal momento che il dollaro è il riferimento di prezzo per molte materie prime, il calo del dollaro sta spingendo su i prezzi delle materie prime.

I metalli tengono d’occhio il biglietto verde

L’oro è sia una valuta che una materia prima. Le banche centrali in tutto il mondo possiedono il metallo prezioso come parte integrante delle proprie riserve di valuta estera.

Gold Quarterly 1988-2020
Gold Quarterly 1988-2020

Andamento trimestrale dell’oro 1988-2020

Il grafico trimestrale dei future dell’oro COMEX mostra che il metallo prezioso è salito ad un nuovo massimo la scorsa settimana. Il prezzo ha superato il picco del 2011 di 1920,70 e si è attestato sopra il livello di 1970 dollari venerdì scorso.

Silver Monthly 2008-2020
Silver Monthly 2008-2020

Grafico mensile argento 2008-2020

Il grafico mensile dei future dell’argento COMEX mostra che il metallo prezioso ed industriale è sceso sotto i 12 dollari l’oncia a marzo ed ha più che raddoppiato il proprio valore alla fine della scorsa settimana, con il prezzo sopra il livello di 24,60 dollari.

Copper Weekly
Copper Weekly

Grafico settimanale rame

Il rame, il metallo rosso non ferroso che viene considerato un barometro dello stato di salute e benessere dell’economia globale, si è ripreso dai meno di 2,06 dollari la libbra di metà marzo segnando oltre 2,85 dollari al 31 luglio.

Il calo del dollaro è stato un fattore di supporto per i prezzi dei metalli preziosi ed industriali.

Anche i prezzi degli energetici e delle materie prime agricole sono sensibili

Ad aprile, il prezzo dei future del greggio NYMEX è crollato in territorio negativo per la prima volta da quando i future della materia prima hanno cominciato gli scambi, all’inizio degli anni Ottanta.

Crude Oil Weekly
Crude Oil Weekly

Grafico settimanale greggio

Il grafico settimanale mostra una ripresa di oltre 80 dollari al barile, da -40,32 dollari a più di 40 dollari al barile alla fine della scorsa settimana. Sebbene le quote dei produttori ed il calo della produzione abbiano contribuito a bilanciare l’equazione dei fondamentali sul mercato del greggio, il dollaro debole è stato un altro fattore che ha spinto il prezzo della materia prima energetica.

Soybeans Weekly
Soybeans Weekly

Grafico settimanale soia

Anche i future della soia sono in salita da aprile. E i future di granturco e frumento hanno registrato delle riprese.

Sugar Weekly
Sugar Weekly

Grafico settimanale zucchero

I future dello zucchero ICE sono saliti dal minimo di 9,05 centesimi la libbra di aprile, il minimo dal 2007, a 12,60 centesimi. I prezzi delle materie prime energetiche ed agricole sono inoltre stati incoraggiati dalla debolezza del dollaro.

Quanto successo nel 2008-2011 potrebbe indicare che un dollaro debole spingerà alle stelle i prezzi delle materie prime

L’insieme del dollaro in calo e dei livelli di stimoli monetari e fiscali senza precedenti da parte di banche centrali e governi crea un potente cocktail rialzista per la classe di asset delle materie prime.

DXY Quarterly 1988-2020
DXY Quarterly 1988-2020

Andamento trimestrale DXY 1988-2020

Il grafico mostra che l’indice del dollaro è sceso dal massimo di 89,71 all’inizio del 2009, subito dopo la crisi finanziaria globale, al minimo di 72,86 nel 2011. La maggior parte dei prezzi delle materie prime sono schizzati a massimi pluriennali o storici nel 2011 e nel 2012.

Sebbene l’andamento dell’indice del dollaro sia solo uno dei fattori che influenza i prezzi delle materie prime, un biglietto verde debole tende ad essere rialzista. Potremmo essere sul punto di assistere ad un considerevole rally della classe di asset delle materie prime, nei prossimi mesi ed anni.

Nel 2020, i livelli di stimolo sono di molto superiori a quelli della debacle finanziaria di una dozzina di anni fa. Allacciatevi le cinture: i prezzi delle materie prime potrebbero dirigersi molto più in alto di quanto molti analisti non ritengano possibile.

https://it.investing.com/

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