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lunedì 20 luglio 2020

Tesla riprende fiato dopo il rally del 500%. È il momento di vendere?

Quando un titolo schizza di oltre il 500% in un anno, non è il momento sbagliato per pensare di uscire. Gli investitori di Tesla (NASDAQ:TSLA) potrebbero aver fatto questi calcoli ultimamente, dopo lo spettacolare rally del titolo del produttore di auto elettriche negli scorsi 12 mesi.
Dopo aver segnato il massimo storico di 1.794,99 dollari il 13 luglio, il titolo di Tesla è crollato di circa il 17%, alimentando le speculazioni che questo calo possa essere l’inizio di una correzione maggiore, dalla quale molti analisti avevano messo in guardia ultimamente. Tesla è scambiato a 1.484,57 dollari al momento della scrittura, giù di circa il 4% sulla giornata.
Daily Tesla Shares
Daily Tesla Shares
Grafico giornaliero Tesla
Il recente rialzo, che ha visto il valore del titolo più che raddoppiare in tre mesi, ha ricevuto un’ulteriore spinta da alcuni incoraggianti aggiornamenti offerti dall’amministratore delegato Elon Musk questo mese. 
Innanzitutto, i dati sulle vendite trimestrali della compagnia hanno rivelato che Tesla ha consegnato 90.650 auto ai clienti nei tre mesi terminati a giugno, superando la stima media degli analisti di circa 83.000 unità. Tesla è riuscita a registrare questa straordinaria performance nonostante la sua importante fabbrica in California sia stata chiusa per la pandemia per la maggior parte della primavera.
Dopo queste cifre sulle vendite, gli investitori si aspettano che Tesla riporti un altro risultato positivo quando annuncerà gli utili il 22 luglio, risultato che segnerebbe il quarto trimestre redditizio consecutivo. Se dovesse succedere, Tesla potrebbe avere la possibilità di essere incluso nell’indice S&P 500, l’indice più seguito al mondo. Tale possibilità ha scatenato un’altra folle corsa per accaparrarsi le azioni di Tesla prima che tutti coloro che seguono l’indice siano costretti a comprarle.
Almeno 1,6 mila miliardi di dollari di fondi comuni ed ETF seguono l’indice S&P, in base ai dati di Morningstar Direct. Una compagnia deve riportate profitti per oltre quattro trimestri consecutivi per essere inclusa nell’indice. I profitti di Tesla negli ultimi tre trimestri hanno registrato la serie di redditività più lunga finora.
Una frenesia speculativa?
Guardando al futuro, la grande domanda per i fan di Tesla è questa: quali altre notizie possono continuare ad alimentare il rally?
Secondo alcuni analisti, potrebbero includere: la notizia dell’entrata sul mercato indiano, il lancio di una mini-car elettrica ed il possibile debutto nell’indice S&P 500. Ma il problema è che queste possibilità sono già state messe in conto nell’attuale valutazione del titolo. Il titolo di Tesla ora è scambiato a 182 volte gli utili stimati su 12 mesi, contro le 10 volte di General Motors (NYSE:GM).
La recente impennata di Tesla le consente di avere un valore di mercato di oltre 275 miliardi di dollari, più di quello di Ford (NYSE:F), GM eFiat Chrysler (NYSE:FCAU) messi insieme.
Questi numeri mostrano chiaramente che Tesla si trova nella morsa di una frenesia speculativa e che una piccola sorpresa negativa potrebbe scatenare una forte mossa al ribasso. Andare short sul titolo di Tesla si è dimostrato essere il peggior incubo per molti investitori, ma c’è ancora molta gente che aspetta un calo del titolo. Il valore delle scommesse ribassiste contro Tesla è salito a quasi 20 miliardi di dollari.
Adam Jonas, il seguitissimo analista del settore auto di Morgan Stanley (NYSE:MS), questa mattina ha affermato che “i giorni del predominio virtualmente assoluto di Tesla potrebbero essere contati”. Ha un rating “underweight” sul titolo con un prezzo obiettivo di 740 dollari, il 52% in meno del livello a cui ha chiuso il titolo ieri.
Secondo noi, la valutazione di Tesla rimane impossibile da giustificare in base a qualunque metro standard e mostra chiaramente la mentalità da branco adottata sia dagli investitori retail che da quelli istituzionali. Non c’è dubbio che questa strategia non abbia prodotto enormi ricompense, ma è prudente mettere da parte un po’ di rischio e godersi i guadagni.
Morale della favola
Andare short su Tesla si è dimostrata essere una scommessa sbagliata quest’anno, ma gli investitori dovrebbero notare che il titolo al momento probabilmente è prezzato alla perfezione. Di conseguenza, non è una cattiva idea eliminare un po’ di rischio in vista degli utili del secondo trimestre della compagnia.
Ricordate: il viaggio di Tesla fino al livello attuale non è stato un cammino in linea retta. Dal 2018, ci sono state due ondate di vendite, ciascuna delle quali ha affondato gli investitori, con il titolo crollato di circa il 50% ogni volta.

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