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mercoledì 8 luglio 2020

Sterlina sostenuta da notizie sulla Brexit, mini-finanziaria

Gli indici azionari USA si sono presi una pausa dopo il rally durato cinque giorni a New York, appesantiti da titoli finanziari, industriali ed energetici. In rialzo titoli del Tesoro USA e oro.
Le preoccupazioni per l’aumento di casi di Covid, le prospettive di ripresa accidentata e lenta dopo la crisi, cui si aggiungono le minacce di Donald Trump di introdurre altri ordini esecutivi contro la Cina, fra cui restrizioni alle importazioni, hanno occupato la scena, mentre si esauriva rapidamente l’euforia per il rally alimentato dal governo a Shanghai.
Le buone notizie sono state ignorate dagli investitori. I fondi USA per sostenere lo sviluppo di un vaccino per il Covid non hanno stuzzicato l’interesse degli investitori per i titoli del comparto salute.
Nel frattempo, i dati JOLTS hanno avuto un impatto limitato sull’umore del mercato, anche se a maggio si sono registrate 5,4 milioni di posizioni lavorative aperte, a fronte dei 4,8 milioni previsti dagli analisti.
Anche se riteniamo che il mercato abbia parecchie ragioni per ridimensionare la valutazione di gran parte delle azioni, le aspettative di ulteriori stimoli monetari e fiscali tendono a mitigare i venti contrari. Ultimamente non abbiamo trovato solidi catalizzatori per il mercato rialzista, fatta eccezione per le speranze di nuovi stimoli. I mercati, però, sono saliti a passo deciso.
L’aumento dei titoli tecnologici è ragionevole considerato il brusco aumento della domanda di servizi online, ma anche i prezzi di altre azioni sono saliti costantemente, nonostante il danno elevato alle loro attività di base.
Ecco perché crediamo che, se il mercato sarà disposto a proseguire il rally dell’azionario, troverà una ragione per farlo. A questo proposito, l’imminente stimolo da mille miliardi di dollari USA dovrebbe far tornare il buonumore e arginare la correzione ribassista dei corsi azionari.
In Asia il trading è stato contrastato, con i futures USA da piatti a negativi. L’ASX 200 (-1,10%) ha perso terreno, il Nikkei (-0,61%) ha ampliato le perdite e lo yen si è apprezzato. Il Composite di Shanghai ha guadagnato un altro 0,77% su quel che restava dell’ottimismo di lunedì, e l’Hang Seng (+0,14%) è rimasto quasi invariato, malgrado le voci secondo cui gli USA potrebbero minare il tasso di cambio fisso del dollaro di Hong Kong (HKD) per limitare l’acquisto di USD da parte delle banche di Hong Kong, un altro segnale di disapprovazione della nuova legge per la sicurezza nazionale della città.
L’attività sui futures britannici ed europei indica un avvio ribassista per la seduta di mercoledì.
L’indice dell’USD rimane quasi invariato, vicino la soglia dei 97 punti.
L’EUR/USD è sceso sotto quota 1,13; nelle ultime 48 ore, la moneta unica si è infatti imbattuta in una solida resistenza a 1,1350. Ma l’aspettativa che il pacchetto di salvataggio da 750 miliardi venga finalmente approvato al vertice dell’Eurogruppo di giovedì dovrebbe incentivare un po’ di interesse all’acquisto sui minimi intorno alla media mobile a 200 giorni (1,1250). L’opposizione iniziale alla proposta di aiuti fiscali dai quattro paesi “frugali” e l’incertezza sull’accordo finale mantengono viva la suspense, per cui notizie positive sul fronte fiscale non sono state messe del tutto in conto e potrebbero sbloccare il potenziale al rialzo dell’euro nei prossimi giorni. Una sorpresa negativa potrebbe però scatenare un’ondata di vendite. Il supporto chiave dell’attuale trend positivo si attesta al cruciale livello di Fibonacci pari a 1,1160.
Il cable consolida i rialzi vicino al livello a 1,2550, sostenuto dalla notizia che l’UE sarebbe disposta a fare delle concessioni sulla politica della pesca, uno dei punti in sospeso che impedivano alle parti di compiere progressi sull’accordo di divorzio dall’UE. Tuttavia, le prospettive di medio termine per la sterlina restano negative, perché non è detto che l’accordo sui diritti per la pesca risolva altri problemi, quali l’accesso di Londra ai mercati finanziari europei dopo l’uscita dall’EU e la questione dell’Irlanda del Nord, anche se un progresso concreto su uno di questi punti farebbe aumentare la probabilità di un accordo e sosterrebbe la sterlina nel breve termine.
Oggi il Cancelliere dello Scacchiere (ministro delle Finanze) Rishi Sunak presenterà una mini-finanziaria per sostenere il mercato del lavoro e la ripresa economica. In arrivo ci sono tagli dell’IVA e dei premi assicurativi, buoni e sospensione dell’imposta di bollo per stimolare la spesa in vari settori e incentivare l’attività per fronteggiare il rallentamento economico dovuto al Covid nel Regno Unito. Nonostante l’impennata del debito pubblico, ulteriori stimoli attenuerebbero i timori di recessione in Gran Bretagna e avrebbero un impatto positivo sia sul FTSE, sia sulla sterlina.
Per quanto riguarda le materie prime, il greggio WTI assiste a un calo dell’interesse vicino ai $40 al barile, perché l’aumento dei nuovi casi offusca le prospettive di ripresa post-Covid, e infatti i dati API riferiti alla scorsa settimana suggeriscono un incremento inaspettato delle scorte di petrolio USA. Oggi i dati dell’EIA, più ufficiali, potrebbero confermare l’aumento settimanale. Il binomio indebolimento della domanda e offerta in eccesso potrebbe innescare una correzione ribassista dei prezzi del petrolio, verso quota $38/35 al barile.
In chiusura, l’oro si sta avvicinando ai $1800 all’oncia sulla scia del deterioramento degli umori di mercato. S’intravedono solide offerte vicino e sopra questo livello.

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