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mercoledì 22 luglio 2020

L’euro schizza sopra 1,15 - Quanto ancora può salire?

Rassegna giornaliera sul mercato forex, 21 luglio 2020 

Analisi realizzata alla chiusura del mercato statunitense a cura di Kathy Lien, Direttrice di FX Strategy per BK Asset Management.

 I leader dell’Unione Europea hanno finalmente raggiunto un accordo da 2 mila miliardi di dollari per ricostruire le loro economie, spingendo l’euro al massimo di 6 mesi sopra 1,15. Questo storico accordo accontenta tutte le parti, con una combinazione quasi equa di prestiti e sussidi. Contribuirà non poco ad incoraggiare la crescita in una regione che si trova già sulla via della ripresa. Al contrario degli USA e di altri paesi/regioni, l’Europa è riuscita a mantenere basso il numero di casi di virus quando ha riaperto. L’economia della zona euro sta migliorando, i dati sono incoraggianti e questo pacchetto di stimolo fornirà un grosso cuscinetto alla ripresa. Con le prospettive economiche statunitensi sempre più incerte, queste misure per garantire una ripresa più solida continuano, e dovrebbero continuare, a far salire l’euro. Man mano che risultano più evidenti le differenze nella crescita, potrebbero emergere dei trend più forti delle valute. Detto questo, il cambio EUR/USD si trova in un persistente trend in salita da un mese e, ora che ha infranto il livello di 1,15, incontrerà una minore resistenza a 1,16 ed una resistenza più significativa sopra 1,17. In quanto valuta legata al rischio, dovrebbe beneficiare da qualunque notizia positiva su un vaccino e dalle voci di uno stimolo USA.

Il dollaro USA, invece, è sceso contro tutte le principali valute. Non sono stati pubblicati dati statunitensi e le borse sono schizzate ma gli investitori sono meno interessati a comprare dollari considerato il clima di apprensione per le prospettive economiche USA. La data di scadenza del 31 luglio dei bonus per la disoccupazione si avvicina rapidamente e, senza un piano chiaro per offrire ulteriore supporto all’economia statunitense, il dollaro potrebbe diventare meno allettante. La Casa Bianca vorrebbe un taglio delle imposte sul reddito e vi sono opinioni diverse circa il fatto che sia o meno il modo migliore per proteggere l’economia da un altro downturn. Le compagnie non stanno assumendo dipendenti per varie ragioni ed una riduzione delle imposte sul reddito potrebbe non incoraggiare altre spese ed assunzioni. Le vendite di case esistenti negli USA saranno pubblicate domani e ci aspettiamo una ripresa dell’attività del settore immobiliare.

Il dollaro australiano e quello neozelandese vanno alla grande, con l’aussie al livello più alto di oltre un anno (febbraio 2019 per la precisione). Sebbene la Reserve Bank ed il Governatore Lowe abbiano espresso apprensione per il mercato del lavoro e le restrizioni in Victoria, il governo ha comunque esteso il suo programma di sussidi salariali per altri 6 mesi a fine marzo. Il programma, che offre un pagamento quindicinale di 1.500 dollari australiani a più di 3,5 milioni di dipendenti delle aziende che faticano a mantenerli, è riuscito ad attutire il colpo per i consumatori e le imprese. Anche se i pagamenti per i prossimi mesi si ridurranno e saranno di 2 tipi a seconda delle ore di lavoro, la notizia è stata un sollievo per la RBA e per i trader dell’AUD. Il dollaro australiano resterà sotto i riflettori quando il Tesoro pubblicherà un aggiornamento economico e fiscale giovedì. Intanto, non ha sorpreso vedere un aumento delle spese di carte di credito in Nuova Zelanda nel mese di giugno. Il paese continua a trainare la ripresa della regione.

Le vendite al dettaglio in Canada sono positive ma l’aumento del 18,7% a maggio dopo il crollo del 25% di aprile è stato più debole del previsto. Ciononostante, il “loonie” è stato scambiato al rialzo sulla scia della debolezza del cugino statunitense. I dati sull’indice IPC canadese saranno pubblicati domani e sono previsti ulteriori miglioramenti con la ripresa dei prezzi del greggio. La sterlina resta indietro rispetto ad EUR, AUD e NZD, in quanto le finanze del settore pubblico sono risultate inferiori a giugno. La GBP ha sofferto inoltre per gli acquisti del cambio EUR/GBP

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