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venerdì 31 luglio 2020

Istat stima Pil trim2 a -12,4% su Covid, peggior calo di sempre ma meglio di attese

ROMA (Reuters) - Secondo i dati provvisori di Istat nel secondo trimestre del 2020, pesantemente segnato dal 'lockdown' imposto dalla pandemia, il Pil italiano ha registrato un calo congiunturale del 12,4% dopo il -5,4% del trimestre precedente.

Si tratta della flessione più ampia mai registrata nell'ambito della serie storica - che ha preso il via nel 1995 - ma si pone al di sopra delle previsioni dei 25 analisti sentiti da Reuters (-15,0%).

Su basa annua, il Pil nel primo trimestre segna una contrazione del 17,3% contro attese pari a -18,7%, dopo che nei primi tre mesi dell'anno era sceso del 5,5%.

La variazione acquisita per il 2020 è pari a -14,3%.

I dati del primo trimestre sono stati rivisti lievemente al ribasso dai precedenti -5,3% su trimestre e -5,4% su anno.

"Dopo la forte riduzione registrata nel primo trimestre, l’economia italiana nel secondo trimestre 2020 ha subito una contrazione senza precedenti per il pieno dispiegarsi degli effetti economici dell’emergenza sanitaria e delle misure di contenimento adottate", commenta Istat nella nota di diffusione dei numeri, osservando tuttavia che "la caduta del Pil si colloca all’interno di un contesto internazionale dove le principali economie registrano riduzioni di analoga portata a causa del diffondersi della pandemia".

Il secondo trimestre del 2020 ha avuto una giornata lavorativa in meno sia rispetto al trimestre precedente sia nei confronti del secondo trimestre del 2019, precisa l'Istituto centrale di statistica.

L'Italia ha osservato un rigoroso lockdown sino al 4 maggio scorso, data in cui ha cominciato gradualmente a riaprire. Non sono comunque esclusi per il futuro 'stop and go' a seconda dell'andamento della curva epidemiologica.

All'inizio di giugno Istat ha tagliato la stima per il Pil 2020 a -8,3% dal precedente +0,6% ipotizzato prima dell'epidemia. L'Istituto prevede un ritorno alla crescita nel 2021 con un +4,6%.

Il governo a fine aprile ha previsto una contrazione dell'8% del Pil quest'anno - contro il +0,6% stimato lo scorso settembre - ma ha successivamente piu' volte avvertito di probabili revisioni al ribasso. Vari economisti pronosticano cali ben superiori, fino al 13,1% ipotizzato da Bankitalia nel caso di uno scenario "severo".

L'esecutivo stimava una riduzione del Prodotto interno lordo ad aprile-giugno pari al 10,5%, ma vede un forte rimbalzo già nel terzo trimestre e una crescita significativa nel 2021, salva l'eventualita' di una seconda ondata di contagi.

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