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giovedì 23 luglio 2020

Anteprima utili 2° trim. Intel: la domanda di chip dovrebbe spingere le vendite

  • Pubblicazione report sugli utili del secondo trimestre 2020 oggi, giovedì 23 luglio, dopo la chiusura dei mercati
  • Previsioni sulle entrate: 18,53 miliardi di dollari
  • Previsioni utili per azione: 1,11 dollari
Intel (NASDAQ:INTC), il più grande produttore di chip al mondo, che pubblicherà gli utili del secondo trimestre nel corso della giornata, è forse uno dei maggiori beneficiari della nuova normalità portata dal COVID-19. Gli investitori sono ottimisti che ciò risulterà evidente quando il report della compagnia rivelerà un’impennata della domanda di chip per laptop e server di cui le compagnie hanno bisogno per far lavorare i dipendenti da casa.
La compagnia di Santa Clara, California, ha affrontato l’attuale downturn economico meglio degli altri produttori di hardware, in quanto i clienti aziendali hanno comprato più portatili per permettere agli impiegati di lavorare da remoto.
Allo stesso tempo, i proprietari dei centri dati hanno risposto all’impennata delle video conferenze, dell’uso dei social e dei video in streaming facendo incetta dei costosi processori Intel per i server.
Questi trend hanno alimentato l’incremento del 14% delle vendite di chip per PC nel primo trimestre ed il balzo del 43% registrato dalla divisione centri dati della compagnia.
Questa inattesa spinta della domanda nel primo semestre è stata rispecchiata dalla corsa del titolo di Intel durante la pandemia.
Intel Weekly Chart
Intel Weekly Chart
Grafico settimanale Intel
Il titolo ieri ha chiuso a 61,05 dollari, con un’impennata di oltre il 40% dal minimo di marzo. Sull’intero anno fiscale 2020, finora, segna un rimbalzo del 2%.
È sostenibile il rialzo della domanda?
Guardando al futuro, tuttavia, non è chiaro quanto durerà questo aumento della domanda e se Intel dovrà affrontare o meno un rallentamento delle vendite nel secondo semestre, mentre governi e clienti aziendali dovranno fare i conti con la peggiore recessione dal 2008.
“Il quadro della domanda del secondo semestre è più incerto”, ha riferito agli analisti l’amministratore delegato Bob Swan ad aprile. Per quanto riguarda la divisione chip per PC di Intel, il rallentamento economico bilancerà la domanda derivante dal trend del lavoro da casa, ha spiegato la compagnia.
Sul prezzo delle azioni di Intel nel 2019 ha pesato soprattutto il fatto che la compagnia sia rimasta indietro nel lancio della sua nuova generazione di tecnologia chip, un qualcosa che molti analisti credevano sarebbe stato uno dei principali fattori di crescita.
I costanti ritardi in quest’area hanno consentito ai suoi rivali, come Taiwan Semiconductor Manufacturing (NYSE:TSM) ed Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD), di balzare in avanti lanciando i loro chip ad un costo inferiore e con una performance superiore.
Dopo aver speso una cifra record nel 2019 per tenere il passo con le tecnologie più avanzate al mondo, Intel si sta finalmente mettendo in pari. Sta incrementando la produzione in massa dei transistor più piccoli che abbia mai realizzato, che misurano appena 10 nanometri in lunghezza, meno di 10 millesimi dell’ampiezza di un capello umano, nelle aspettative che ciò possa far aumentare il suo vantaggio competitivo in questo segmento.
Tuttavia, la concorrenza da parte di AMD ed altri operatori continua a rappresentare una minaccia, soprattutto per il predominio di Intel sul mercato dei centri dati. Allo stesso tempo, alcuni dei maggiori clienti della compagnia stanno sviluppando dei processori internamente.
Apple (NASDAQ:NASDAQ:AAPL) il mese scorso ha annunciato che intende vendere dei computer Mac con processori progettati internamente, una mossa che potrebbe mettere fine ai 15 anni di collaborazione con Intel.
Ciononostante, ci sono molti motivi per consigliare le azioni di Intel. Con un multiplo P/E forward di 12,72, il titolo sembra ancora economico. L’ampio fossato di Intel e le sue massicce spese per R&S continuano a rendere le sue azioni una buona scommessa a lungo termine malgrado le pressioni della concorrenza.
Inoltre, il titolo paga un dividendo annuo di 1,32 dollari ad azione, con un rendimento attuale del 2,16%; il payout viene aumentato di circa il 7% all’anno, il che lo rende una scelta allettante per un portafoglio genera-entrate.
Morale della favola
Intel è ben posizionata per trarre vantaggio dai fondamentali alla base del mercato globale dei semiconduttori. La pandemia di COVID-19 ed il passaggio al lavoro da remoto ed alle videoconferenze hanno ulteriormente accelerato questi trend.

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