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giovedì 9 luglio 2020

3 titoli da dividendo per spingere le entrate fisse tra rischio e tassi bassi

In questo contesto di tassi di interesse bassissimi, sta diventando sempre più difficile per i pensionati ottenere ritorni decenti sui loro investimenti. Con l’aumento della corsa alla sicurezza durante la pandemia di COVID-19, alcuni degli asset più sicuri nonché generatori di interessi (come bond e conti di risparmio) stanno pagando quasi zero.
La realtà in questo ambiente di tassi perpetuamente bassi è che i pensionati o altri investitori che puntano ad entrate fisse hanno bisogno che una bella fetta del loro portafoglio sia legata a dei titoli azionari per guadagnare ritorni totali più alti.
Gli investitori conservatori che non vogliono aggiungere troppo rischio ai propri portafogli dovranno identificare titoli di buona qualità che siano in grado di riprendersi dai ribassi e che continuino a fornire entrate regolari.
Nel segmento di mercato che paga dividendi, a volte ha senso concentrarsi su quelle che alcuni trader potrebbero considerare delle noiose aziende della old-economy, come le compagnie di telecomunicazione, di fornitura di infrastrutture chiave o le banche, tutte compagnie che, negli alti e bassi dei mercati, restano costanti nel pagamento dei payout.
Di seguito, abbiamo scelto tre titoli azionari che rispettano questi criteri:
1. AT&T
AT&T (NYSE:T), il più grande operatore di telecomunicazioni d’America, potrebbe aver poco da offrire se si cercano massicci guadagni di capitale. Ma è uno di quei titoli a basso rischio che generano reddito e che vanno bene per qualsiasi portafoglio pensionistico.
T Weekly TTM
T Weekly TTM
Grafico settimanale T sui 12 mesi precedenti (TTM)
In effetti, il titolo rientra tra i primi 20 titoli di compagnie USA più posseduti dagli investitori istituzionali, soprattutto perché la compagnia con sede a Dallas paga un crescente flusso di entrate da 35 anni consecutivi. Questo aspetto rende AT&T una fonte ideale di entrate pensionistiche crescenti, in particolare a 30,46 dollari ad azione, prezzo di chiusura di ieri, con un rendimento che ora sfiora ben il 7%.
Guardando al futuro, AT&T sta consolidando ulteriormente la sua posizione di mercato sulla scia del recente accordo con un investitore attivista, Elliott Management.
Nell’ambito di un piano finanziario triennale, la compagnia intende continuare ad alzare il dividendo e ripagare il debito, puntando a raggiungere un indice di leva finanziaria compreso tra 2 e 2,5 nel 2022. AT&T sta inoltre lavorando sulla vendita di asset. La compagnia lo scorso anno ha accettato di vendere le sue operazioni a Porto Rico e nelle Isole Vergini USA alla Liberty Latin America Ltd. per 1,95 miliardi di dollari in denaro.
Per supportare il prezzo del suo titolo, AT&T ha speso 2 miliardi di dollari nel quarto trimestre per il riacquisto di 51 milioni di sue azioni ed ha allocato altri 4 miliardi di dollari al riacquisto di azioni a partire da gennaio. I dirigenti hanno dichiarato che la compagnia continuerà a spingere il prezzo del titolo riducendo la quantità di azioni ordinarie disponibili al pubblico.
2. NextEra Energy
Per i pensionati ci piacciono le compagnie di servizi per un semplice motivo: investono miliardi di dollari per costruire asset che generano solidi guadagni per i loro investitori. Fino a quando i clienti continueranno a pagare le bollette, i soldi continueranno ad arrivare.
In questo settore, ci piace in particolare Nextera Energy (NYSE:NEE), una compagnia della Florida che si è ingrandita fornendo energia pulita, un aspetto con cui i concorrenti faticheranno a rivaleggiare.
NEE Weekly TTM
NEE Weekly TTM
Grafico settimanale NEE sui 12 mesi precedenti (TTM)
NextEra è il principale fornitore USA di energia rinnovabile e genera elettricità dal vento e dal sole. Possiede inoltre una grande attività di gasdotti per il gas naturale nonché delle crescenti operazioni di immagazzinamento.
La grande differenza tra NextEra e le altre compagnie tradizionali è che la crescita non si è basata su una massiccia iniezione di debito. Al contrario, la compagnia ha saggiamente usato i sussidi governativi e gli sgravi fiscali offerti ai produttori di energia pulita. Perlopiù vende la produzione alle compagnie di servizi, molte delle quali devono procurarsi l’energia da fonti rinnovabili per rispettare i requisiti statali.
NextEra si sta espandendo oltre i suoi tradizionali clienti costruendo parchi eolici e solari direttamente per le grandi compagnie, che vogliono avere impianti ad energia rinnovabile per fini finanziari e di pubbliche relazioni. Tra i suoi clienti su questo fronte troviamo la compagnia madre di Google (NASDAQ:GOOGL), Alphabet.
L’insieme di attività di produzione di energia pulita e di conservazione della stessa ha ricompensato profumatamente gli investitori. Il titolo ha chiuso ieri a 253,27 dollari, dopo l’impennata del 145% negli ultimi cinque anni. Con un rendimento del dividendo del 2,27%, NextEra paga un dividendo trimestrale di 1,4 dollari ad azione dopo averlo aumentato del 12% ad aprile.
3. Toronto Dominion Bank
Le banche canadesi sono tra i più sicuri pagatori di dividendi in Nord America. Ciò che le differenzia dai rivali a sud del confine è una minore concorrenza, un ambiente normativo solido e la loro differenziazione.
Operano in una specie di oligopolio in cui la concorrenza è limitata. Le principali banche canadesi sono solite ricompensare gli investitori tramite dividendi in costante crescita, per i quali spendono circa il 40%-50% delle entrate.
TD Weekly TTM
TD Weekly TTM
Grafico settimanale TD sui 12 mesi precedenti (TTM)
Di questo gruppo ci piace in particolare il titolo di Toronto Dominion Bank (NYSE:TD), la seconda principale banca canadese. Ha una politica dei dividendi molto allettante, supportata da un forte slancio di crescita e da una significativa divisione di retail banking negli Stati Uniti. In effetti, TD ha più filiali retail negli Stati Uniti che in Canada, con una rete che si estende dal Maine alla Florida.
Nel complesso, TD genera circa il 30% delle sue entrate nette dalle operazioni retail USA. La banca possiede inoltre una partecipazione del 42% nella compagnia di servizi finanziari e di intermediazione TD Ameritrade (NASDAQ:AMTD) con un portafoglio di carte di credito in rapida espansione.
Dopo il selloff per il COVID-19, il titolo, che ieri ha chiuso a 44,63 dollari, rende un allettante 5,19%. Offre un payout trimestrale di 1,2975 dollari ad azione.
Morale della favola
Aggiungere dei solidi titoli da dividendo al portafoglio è un modo comprovato per ottenere ritorni maggiori e per costruire un costante flusso di entrate, un aspetto che diventa particolarmente importante negli anni della pensione.
La correzione di mercato innescata dalla pandemia di COVID-19 ha reso più allettanti molti titoli da dividendo rispetto all’anno scorso, offrendo agli investitori che puntano al reddito fisso l’opportunità di far aumentare i loro ritorni passivi.

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