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martedì 9 giugno 2020

L’impennata dell’80% di questo mese di Boeing è giustificata?

Per gli investitori che seguono da vicino il titolo del produttore di aerei in difficoltà, Boeing (NYSE:BA) è stato un mese piuttosto intenso. Il titolo del colosso dell’aviazione e della difesa con sede a Chicago è schizzato di circa l’80% nell’ultimo mese, dopo aver toccato il minimo dal 2013 di 95,01 dollari durante il tonfo di marzo.
BA Weekly TTM
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Grafico settimanale BA (TTM)
Il titolo ha registrato un’impennata del 12% a 230,50 dollari ieri, salendo per la sesta seduta consecutiva per un rialzo totale di oltre il 50%.
Il possente rally si registra nonostante questo conglomerato industriale debba ancora affrontare numerosissime difficoltà. Boeing deve ravvivare la domanda per i suoi aerei, prosciugatasi del tutto a causa della pandemia di COVID-19. Deve anche gestire il suo enorme debito ed ottenere l’approvazione dei regolatori per far tornare in attività i suoi 737 MAX dopo i due incidenti mortali dello scorso anno.
Al momento, gli investitori hanno scelto di ignorare questi problemi, concentrandosi invece sulla riapertura economica, uno scambio attualmente così potente da avere spinto l’indice S&P 500 ad un nuovo massimo storico ieri, cancellando tutte le perdite registrate dall’inizio della crisi sanitaria di coronavirus. In effetti, da quando l’indice di riferimento ha raggiunto il bottom a marzo, ognuno dei titoli in esso compresi ha registrato un ritorno positivo.
Segnale buy dal settore delle compagnie aeree
Per Boeing, il maggiore segnale buy arriva dal settore delle compagnie aeree, che sta vedendo i viaggiatori tornare più rapidamente del previsto.
American Airlines (NASDAQ:AAL) la scorsa settimana ha affermato che aumenterà i voli di luglio del 74% rispetto a giugno. I giorni più pieni il mese prossimo vedranno circa 4.000 voli, dagli attuali 2.300. Il dato di luglio equivale al 40% della capacità dello scorso anno, rispetto al 30% di giugno, ha spiegato giovedì la compagnia. La capacità è stata persino minore a maggio, dopo il devastante collasso dei viaggi dovuto alla pandemia di COVID-19.
Boeing ha inoltre beneficiato di alcune ipotesi rialziste lanciate dagli analisti di Wall Street. Nel fine settimana, Goldman Sachs ha alzato il prezzo obiettivo su Boeing a 238 dollari ad azione da 209, affermando che le compagnie aeree non taglieranno i piani di consegna di aerei tanto quanto si aspettavano i mercati.
E ieri l’agenzia di brokeraggio Seaport Global Securities ha cominciato a pubblicare ricerche su Boeing, consigliando agli investitori di comprarlo, con un prezzo obiettivo di 277 dollari ad azione. ”A meno che non ci sia un’altra ondata di Covid-19, pensiamo che il peggio sia ormai messo in conto”, afferma Seaport in un articolo del Wall Street Journal.
Continuano ad aleggiare incertezze
Nonostante tutto questo ottimismo, però, ci sono ancora numerose incertezze che potrebbero frenare questo rally. Nel caso di Boeing, è successo ripetutamente durante la crisi della compagnia in seguito ai due incidenti mortali che hanno coinvolto i suoi MAX l’anno scorso.
Boeing ha fermato la produzione dei MAX nella fabbrica di Seattle a gennaio, nell’incertezza su quando i regolatori avrebbero annullato il divieto di volo imposto al popolare modello nel marzo 2019. Il divieto globale sui voli aveva già pesato sulle vendite del modello più venduto della compagnia e ne aveva minato la reputazione.
Nel tentativo di gestire entrambe le crisi, Boeing ad aprile aveva detto agli investitori che, nell’ambito del suo piano di sopravvivenza, avrebbe tagliato migliaia di posti di lavoro e chiesto altri prestiti. La compagnia aveva già sospeso il dividendo e cancellato il previsto accordo con il produttore di aerei brasiliano Embraer SA (NYSE:ERJ) che sarebbe costato 4,2 miliardi di dollari.
Altra grande incognita: se l’economia dovesse riprendersi in fretta, le persone si sentiranno abbastanza sicure da riprendere a volare nei prossimi mesi? Le previsioni attuali delle compagnie aeree potrebbero essere troppo ottimistiche se dovesse verificarsi una seconda ondata di contagi ed i governi dovessero rimettere in atto le misure di confinamento.
In base alle previsioni di FactSet, le entrate combinate di Boeing ed Airbus (PA:AIR) non supereranno i livelli del 2018 prima del 2023. Le vendite sarebbero comunque il 7% al di sotto di quanto previsto dagli analisti qualche mese fa per il 2020.
Morale della favola
Il rapido rimbalzo del titolo di Boeing dimostra che gli investitori stanno diventando più fiduciosi circa la ripresa del settore delle compagnie aeree sulla scia di alcuni dati economici positivi. Ma non è certo se questo scenario rialzista sarà sufficiente a migliorare le vendite di Boeing, soprattutto quando quasi ogni compagnia aerea in tutto il mondo sta affrontando una crisi di liquidità. E, ovviamente, il mondo è ancora alle prese con il coronavirus, che non è ancora stato sconfitto.

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