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martedì 2 giugno 2020

Italia, l’ultimo treno per le riforme si chiama Recovery Fund

Italia, l’ultimo treno per le riforme si chiama Recovery Fund

Pictet AM analizza il Recovery Fund e parla di una “Next Generation EU”, una fase che offre all’Italia un’occasione unica per realizzare riforme strutturali senza gravare sulle finanze pubbliche

Il Recovery Fund da 750 miliardi di euro proposto dalla Commissione UE si andrà ad aggiungere alle manovre già concordate da 540 miliardi, che aggiungeranno il 4% al PIL dell’area colmando il gap con quanto fatto in USA e dando un impulso senza precedenti nella storia dell’Eurozona. L’insieme degli stimoli fiscali UE significano l’accesso a circa 85 miliardi a fondo perduto per l’Italia, che quando nel 2022 tornerà ad essere soggetta al Patto di Stabilità potrebbe ritrovarsi con un’esposizione di debito sul mercato inferiore ad oggi. Un’occasione più unica che rara di portare a termine fondamentali riforme strutturali senza gravare sulle finanze pubbliche.

CON IL RECOVERY FUND È NATA LA NEXT GENERATION EU

Lo afferma in un commento dal titolo ‘This is Next Generation EU’ Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset di Pictet AM, secondo cui l’Europa pare oggi ben più determinata ad impedire che la pandemia frantumi il progetto comunitario per divergenze economiche o disgregazione sociale. L’esperto di Pictet AM ricorda che nel contesto attuale fare previsioni sull’economia resta un esercizio complicato, ma la determinazione di molti Paesi di uscire dal lockdown e passare alla Fase 2 è evidente, mentre si sta anche imparando a gestire meglio il virus, anche se non si registrano novità mediche di rilievo.

IL VENTAGLIO DELLE MISURE EUROPEE ORA RISULTA RAFFORZATO

Delitala sottolinea però elementi comuni e assodati: lo shock sincrono di domanda e offerta nel primo semestre trascinerà inevitabilmente il mondo in profonda recessione, ma il crollo dell’attività economica sarà molto attenuato dalle ingenti misure fiscali e monetarie, che forniranno il propulsore per la ripresa già a partire dal secondo semestre ma soprattutto nel 2021. E ora in Europa il ventaglio delle misure risulta più confrontabile con gli altri Paesi sviluppati. La prima fase europea era stata gestita infatti con l’affrancamento dal Patto di Stabilità, che aveva aperto a manovre disomogenee che davano impulsi asimmetrici, con i Paesi più colpiti come Italia e Spagna, che erano anche quelli con minor margine di bilancio. L’Italia in particolare si trovava a dover fare già i conti con una mole di debito su livelli pericolosi.

LE DIFFICOLTÀ DI FRANCIA E SPAGNA HANNO SPINTO L’ASSE MERKEL-MACRON

Ma proprio il fatto che anche Spagna e Francia si siano affacciate a livelli di rischio del debito è stata la chiave per l’accordo Macron-Merkel che ha costruito la base politica che ha consentito alla Commissione di Ursula von der Leyen di lanciare il Recovery Fund. Delitala nota che un peso nel processo decisionale lo ha avuto anche la sentenza della Corte Costituzionale tedesca, che ha evidenziato come il compito di risolvere la divergenza tra Germania e resto dell’Eurozona non potesse essere addossato alla sola BCE, rendendo così ancor più necessaria una manovra di redistribuzione fiscale.

“Sarà una ripartenza a tinte verdi?”

“Sarà una ripartenza a tinte verdi?”

LE NUOVE FILIERE SARANNO MENO GLOBALI E PIÙ REGIONALI

Per l’esperto di Pictet AM, la ‘Next Generation EU’ va proprio nella direzione di supportare i Paesi più vulnerabili allo shock Covid nelle loro riforme economiche e strutturali, come il Green Deal o la Digitalizzazione, e ridurre così l’asimmetria fiscale tra gli Stati membri. Secondo Delitala inoltre un elemento importante che ha spinto l'Ue verso una maggior integrazione è legato al futuro delle filiere di approvvigionamento, che si organizzeranno su filiere regionali, una cino-asiatica, una europea e una nord-americana, più locali e vicine ai luoghi di consumo. E in quest’ottica, conclude l’esperto di Pictet AM, l’Europa si è data un’ulteriore spinta verso una maggior coesione. Per altri approfondimenti su investimenti e strategie a cura di Pictet Asset Management è possibile visitare il sito corporate e il blog di cultura finanziaria Pictet per Te.  
Virgilio Chelli

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