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venerdì 19 giugno 2020

Il dollaro torna a mostrare i muscoli

La storica rivalità tra euro e dollaro può essere apprezzata sotto diverse sfaccettature assumendo, conseguentemente, connotazioni diverse a seconda di cosa ci interessa qualificare.

Un’immagine associata potrebbe essere quella di un poliedro che restituisce diverse immagini da diverse angolazioni.

Nei mercati internazionali non vi è dubbio che il dollaro sia il dominus incontrastato ed è bene che ciò sia tenuto nella giusta considerazione quando si fanno valutazioni sulle prospettive della valuta immaginando le dinamiche commerciali in un confronto tra blocchi economici o singoli stati.

Le commodities sono scambiate in dollari, le riserve degli stati sono primariamente in dollari, il debito societario e governativo è soprattutto in dollari considerando anche le emissioni in c.d. valuta forte che opportunisticamente gli emittenti in giro per il mondo effettuano.

Gli strumenti finanziari inseriti in fondi e sicav, anche se denominati in valute diverse, in grande quantità sono in dollari.

Questo aspetto pervasivo della valuta americana è bene che si tenga presente perché influisce eccome negli equilibri sia contro l’euro che altre valute, esiste insomma una sorta di zoccolo duro di domanda di dollari.

Nei confronti dell’euro, ad esempio, è in atto da 2 anni una estenuante fase laterale/ribassista (inclinata di soli 8°) che coincide con la sostanziale navigazione tranquilla dell’economia americana (famosi “goldilock”) con crescita moderata e inflazione sotto controllo.

Una “shakerata” è arrivata giusto col Covid-19 e si è tradotta in un picco in area 1,15, allorché gli operatori vendevano tutto pur di racimolare liquidità necessaria per tappare falle da altre parti, ed una successiva escursione in area 1,06 allorché il dollaro è tornato a fare il mestiere di bene rifugio beneficiando di acquisti diffusi.

Nel frattempo, al ribasso, si è formata una importante linea di tendenza che ormai conta ben 5 appoggi in due anni. In effetti quanto più tempo dura e quanti più appoggi fa segnare tanto più cresce di autorevolezza agli occhi degli operatori e più significativo diventa il relativo movimento dei prezzi in occasione di una sua violazione.

Restando sul grafico weekly, si nota la resistenza opposta dalla sma200 che ha respinto il movimento al rialzo 3 volte. Inoltre nella scorsa ottava è comparso un pattern shooting star che potrebbe preannunciare un movimento quantomeno di mean reversion verso la classica sma20 delle bande di Bollinger (linea rossa)

Inoltre i prezzi nel recente movimento al rialzo di marzo hanno violato la ema50 con una chiusura settimanale per la prima volta negli ultimi 2 anni, posizione persa la settimana successiva con il rientro dei prezzi sotto la stessa media.

Ora si ripresenta la situazione con la formazione del pattern di inversione su detto. Mi aspetto quantomeno il test di area 1,10 che rappresenta sia la trendline discendente che la sma20 e la ema50. Un bel groviglio.

Non sorprenderebbe un ritorno al test della trendline che unisce i minimi decrescenti degli ultimi due anni in area 1,06.

Un altro indizio a supporto del quadro prospettato ci viene dall’osservazione Dollar index dove sul settimanale troviamo un quadro simile al cambio EURUSD

E dove sul daily è possibile apprezzare un canonico 1-2-3 lower di J. Ross in completamento ormai

Riguardo all’Eur index invece apprezziamo una chiara divergenza negativa che, non sempre accade, mette d’accordo CCI ed RSI nel segnalare la situazione di disaccordo

Ovviamente, al solito, una violazione non necessariamente in chiusura, del massimo della candela del  8 giugno invaliderebbe l’analisi ed occorrerebbe seguire gli sviluppi grafici per valutare se si tratti di un semplice rinvio della prospettiva ribassista.

Da tenere in considerazione anche una interessante prospettiva opposta e cioè di rafforzamento di medio termine per l’euro che potrebbe scaturire da una eventuale tenuta di area 1,10 e ripresa del movimento al rialzo con decisa formazione di nuovi massimi relativi oltre 1,15

Infatti il movimento verrebbe qualificato come pull-back sulla ema50 e sulla parte alta del canale ribassista di medio termine

Ma questo è, evidentemente, un altro film che si vedrà in seguito.
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