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martedì 2 giugno 2020

Cosa comporta per Twitter l’acceso scontro con Trump

Ora che Twitter (NYSE:TWTR) ha cominciato a censurare i messaggi del Presidente USA Donald Trump, gli investitori si chiedono se questo scontro avrà o meno delle implicazioni finanziarie per la piattaforma di microblogging.
La scorsa settimana Twitter ha allegato dei link ad un paio di tweet del Presidente Trump secondo cui il piano della California di autorizzare il voto per posta è “sostanzialmente fraudolento” e le elezioni sarebbero “manipolate”. I link, parte degli sforzi della compagnia per controllare la veridicità delle affermazioni politiche, indirizzavano gli utenti ad una pagina che contestava le dichiarazioni di Trump.
“I controlli sulla veridicità indicano che non ci sono prove che le votazioni per posta siano legate ad una frode elettorale”, concludeva la compagnia, citando le notizie riportate dagli organi di stampa.
Poi, venerdì mattina, Twitter ha allegato la notifica ad un tweet di Trump riguardante gli scontri avvenuti a Minneapolis, affermando che il tweet violava le norme della piattaforma circa “l’esaltazione della violenza”.
Queste decisioni hanno causato la rapida risposta di Trump, secondo cui la censura sul social costituirebbe un affronto alla libertà di parola. La principale potenziale minaccia per Twitter, e per altre compagnie social, deriva dall’ordine esecutivo presidenziale emesso la scorsa settimana in risposta, tra le altre cose, al tentativo di controllo della veridicità operato da Twitter. L’ordinanza cerca di apportare grossi cambiamenti al modo in cui operano le piattaforme social.
Di fatto, punta a riformulare il Communications Decency Act (Sezione 230), che garantisce l’immunità legale alle piattaforme social dai contenuti postati dagli utenti sui loro siti.
Minacciate le entrate pubblicitarie
Sebbene gli esperti legali non credano che l’ordinanza abbia la possibilità di sopravvivere ad una battaglia in tribunale, la situazione potrebbe aumentare le pressioni sui colossi dei social, già sotto la lente d’ingrandimento per la diffusione di notizie false e incitamento all’odio.
Secondo un articolo del Wall Street Journal:
“Le controversie aumentano la partecipazione sulle piattaforme social, perciò le discussioni con il presidente non sono necessariamente un male per i risultati a breve termine di Twitter”.
“Ma la minaccia di un’azione legale da parte del governo potrebbe porre ulteriore pressione sui titoli social, andandosi ad unire ai timori esistenti per le indagini sulla privacy ed alle pressioni antitrust”.
Queste preoccupazioni contribuiscono a spiegare perché il titolo di Twitter è crollato di circa il 6% nell’ultima settimana.
TWTR Weekly 2017-2020
TWTR Weekly 2017-2020
Grafico settimanale TWTR 2017-2020
Tuttavia, ieri ha chiuso a 31,89 dollari, con un balzo di quasi il 3% sulla seduta, sebbene pressoché invariato sull’anno.
A parte le battaglie legali negli USA e le controversie politiche, Twitter non può restare selettivo nel suo approccio alla censura dei contenuti che reputa dannosi. Deve applicare la sua valutazione editoriale ad ampio raggio e a livello globale. Ciò significa ulteriori costi per la compagnia in un periodo in cui le entrate inserzionistiche si stanno prosciugando per via della pandemia di COVID-19.
E tutto questo sta succedendo mentre l’amministratore delegato Jack Dorsey continua a cercare di far funzionare il suo rapporto, e quello della sua compagnia, con l’investitore attivista Elliott Management Corp., noto per le sue mosse aggressive nel far fuori gli amministratori delegati poco efficienti. In effetti la posizione di Dorsey è stata minacciata all’inizio dell’anno prima che lui e l’agenzia raggiungessero un accordo a marzo che, secondo Bloomberg, “ha fissato obiettivi ambiziosi sugli utenti attivi giornalmente, ha accelerato la crescita delle entrate ed una maggiore partecipazione di mercato nelle inserzioni digitali”.
Nel report sugli utili del primo trimestre di Twitter, pubblicato il 30 aprile, la compagnia di San Francisco ha indicato le sue vendite trimestrali sono salite di solo il 3%, l’incremento minore in oltre due anni, in quanto le spese inserzionistiche sono state colpite dalla pandemia. Solo tra l’11 marzo e la fine del trimestre le vendite sono crollate del 27% rispetto all’anno scorso, ed un trend simile è emerso ad aprile.
Morale della favola
Quando il polverone si sarà posato, potrebbe non essere stato il governo Trump ad avere un impatto significativo su Twitter, anche se i suoi sforzi per ridisegnare il panorama dei social dovessero avere successo. Piuttosto, almeno sul breve termine, Twitter potrebbe dover affrontare maggiori controlli nonché un incremento dei costi nel tentativo di dimostrare che la sua politica di censura non è diretta solo a Trump.

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