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mercoledì 17 giugno 2020

Allarme Cna: "Acconciatori ed estetisti hanno perso 1/3 attività"

Allarme Cna: "Acconciatori ed estetisti hanno perso 1/3 attività"
Lavorano due ore di più al giorno e hanno sei clienti in meno: questa la giornata tipo di un acconciatore o di un estetista rispetto a prima che scattasse la chiusura forzata. A fotografarla un’indagine condotta dal Centro studi Cna in collaborazione con Cna Benessere e sanità su un campione di titolari di centri di acconciatura e di estetica iscritti alla Confederazione.  
Meno di un quarto delle imprese intervistate ha incrementato i prezzi. E, mediamente, appena dell’1,5%. “Un’inezia rispetto ai costi che saloni e centri estetici hanno dovuto sopportare. Considerando, oltretutto, che sono state le prime attività a dover chiudere e le ultime a poter riaprire. Dall’analisi emerge infatti che acconciatori e estetisti hanno riversato sulle spalle dei clienti solo in modo molto contenuto gli oneri sostenute per le spese straordinarie”, spiega il Centro studi. 
I costi in più da sopportare non sono solo quelli per igiene e sicurezza. La doccia fredda, stando all’analisi del Cna, è stata veder aumentare anche il prezzo di prodotti standard, come shampoo e smalti. Quasi un’impresa su due (44%) lamenta tali aumenti. Sette acconciatori ed estetisti su dieci dichiarano, però, che la spesa è cresciuta non oltre il 5% nel periodo di chiusura forzata. Ben più pesante il conto dei dispositivi di protezione individuale (dpi) - mascherine, guanti, camici monouso e così via - denunciato dall’84,6% delle imprese intervistate. Con rincari superiori al 10% rilevati da un’impresa su due. 
Rispetto al periodo precedente il lockdown, il calo delle attività incide per un terzo sul totale. “Eppure- spiega ancora il Centro studi Cna- estetisti e acconciatori non sono rimasti a guardare ma hanno aumentato di oltre un quarto le ore lavorate: oggi circa due in più rispetto a prima che scattasse la chiusura forzata”. Serve soprattutto più tempo per gestire un singolo cliente, per informarlo sulle norme da rispettare all’interno dei locali, per prepararlo con i necessari dpi, per compilare l’elenco presenze. 
Se prima nei centri estetici e nei saloni entravano mediamente 18 clienti ogni giorno, oggi ne entrano sei in meno. Nonostante quasi sei titolari di centri di acconciatura e di estetica su dieci (57%) dichiarino di aver allungato gli orari e adottato turnazioni, non riescono a gestire quotidianamente più di dodici clienti. 
L’adeguamento dei locali è stato necessario per il 70% delle imprese. Di queste, per il 47% è costato nell’ordine dei 500 euro, per il 34% tra i 500 e i mille euro. Complessivamente, le spese per la messa in sicurezza dei locali, per la igienizzazione degli stessi e per i dispositivi di protezione individuale hanno prodotto un aggravio dei costi mensili calcolato intorno al 30%. Quasi il 90% delle imprese, però, continua a offrire gratuitamente alla clientela mascherine e guanti.

webinfo@adnkronos.com

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