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lunedì 15 giugno 2020

3 titoli difensivi consigliati con i mercati scossi da rischio seconda ondata

Ancora una volta, le pressioni sui mercati azionari aumentano. Sempre più analisti ritengono che la ripresa dal minimo del 23 marzo si trovi ora su un terreno traballante. Ulteriori rischi che vanno ad unirsi ai timori comprendono un’economia statunitense che si trova nella forma peggiore da un’intera generazione, oltre al fatto che molti stati si stanno preparando ad una seconda ondata della pandemia di coronavirus.
Gli investitori hanno visto questi timori prendere forma giovedì, quando l’indice S&P 500  è crollato del 6% nella giornata e sono stati cancellati quasi 2 mila miliardi di dollari di valore azionario. Le vendite di titoli ciclici sono state particolarmente intense, compresi quelli di compagnie aeree, produttori energetici e banche, le tipiche scommesse su una rapida ripresa economica.
Sebbene il tonfo sia ancora limitato rispetto all’avanzamento che aveva spinto l’indice S&P 500 su del 45% da fine marzo, ha messo comunque in luce la vulnerabilità dell’attuale rally. In questo contesto incerto, rimane una grande sfida per gli investitori: trovare titoli azionari che siano meno sensibili alle oscillazioni di mercato giornaliere e che possano essere comprati e conservati sul lungo termine.
A questo proposito, ecco la nostra lista di scelte: tre titoli azionari meno sensibili ai cicli economici e che hanno anche natura difensiva.
1. Nike
Il colosso dell’abbigliamento sportivo  Nike (NYSE:NKE)  è un ottimo candidato buy and hold nell’eventualità di un secondo forte selloff di mercato scatenato dalle paure per il COVID-19. La compagnia si trova in una posizione finanziaria solida ed è in grado di sopportare un periodo debole.
NKE Weekly 2017-2020
NKE Weekly 2017-2020
Grafico settimanale NKE 2017-2020
Ha chiuso il trimestre precedente con 3,2 miliardi di dollari di liquidità. La compagnia con sede a Beaverton, Oregon, ha solo poco più di 6 miliardi di dollari di debiti a lungo termine e prestiti nei suoi conti e non sono previste scadenze prima del 2023. Nike può liberare ulteriore liquidità se necessario sospendendo i riacquisti di azione (ha speso 957 milioni di dollari per i riacquisti nell’ultimo trimestre).
La forza del marchio e la resilienza del suo business model risultano evidenti dal successo della strategia di e-commerce di Nike durante la pandemia, quando la maggior parte dei suoi punti vendita erano chiusi. L’amministratore delegato John Donahoe ha riferito agli analisti a fine marzo che le operazioni di e-commerce restano “in modalità di crescita”, nonostante lo shock per la domanda rappresentato dalla diffusione del coronavirus.
“In un periodo in cui le persone sono confinate nelle loro case, ci siamo concentrati sullo sfruttare il nostro ecosistema di app digitali e la rete di allenatori esperti di Nike”, accelerando le iscrizioni alle app ed il coinvolgimento al programma di esercizi Nike Training Club, ha spiegato.
Scambiato a 96,43 dollari, il titolo di Nike ha visto una forte ripresa dal minimo di marzo di 60,58 dollari nel rally di mercato post-pandemia. Se il titolo dovesse indebolirsi durante un diffuso selloff, gli investitori potrebbero avere un buon punto d’entrata per comprare le azioni.
2. Home Depot
Le compagnia di fai-da-te sono andate meglio rispetto al mercato quest’anno, traendo vantaggio dagli ordini governativi di stare a casa che hanno spinto molti americani a dedicare più denaro alle riparazioni domestiche durante la quarantena.
Gli analisti si aspettano che questo trend continui. Si prevede che sempre più persone si sposteranno dalle grandi città dirigendosi nelle periferie meno affollate per via della crisi del COVID-19. La deurbanizzazione sarà un bene per i distributori di prodotti per il fai-da-te, in base ad una recente nota dell’esperta di strategie azionarie e quantitative di Bank of America Savita Subramanian.
HD Weekly 2017-2020
HD Weekly 2017-2020
Grafico settimanale HD 2017-2020
Poco prima dell’arrivo della pandemia, Home Depot (NYSE:HD)  raccoglieva i frutti della sua spesa da 11 miliardi di dollari per rimodernare i punti vendita, migliorare le opzioni digitali ed incrementare le offerte per i suoi clienti commerciali chiave. Grazie a questi aggiornamenti, ci sono buone probabilità che le vendite su base comparabile di Home Depot si riprendano rapidamente nell’era post-crisi.
Le vendite dalle sue piattaforme digitali sono schizzate di circa l’80% nel primo trimestre, in quanto le persone hanno preferito comprare online anziché di persona durante le serrate. Inoltre, Home Depot è uno dei distributori meglio posizionati per sopravvivere all’attuale recessione, il che lo rende un solido candidato difensivo da comprare quando arriverà la prossima correzione di prezzo.
Il titolo venerdì ha chiuso a 242,45 dollari dopo essere crollato di circa il 6% nella scorsa settimana di scambi. Persino dopo il tonfo di mercato di giovedì, il titolo continua a segnare un’impennata del 72% dal minimo di marzo.
3. General Mills
Le compagnie di prodotti di consumo sono una classica scelta difensiva in quanto meno legate al ciclo economico. Ecco perché ci piace il titolo di General Mills (NYSE:GIS), il produttore di marchi famosissimi come i cereali Cheerios, lo yogurt Yoplait e le barrette Nature Valley.
GIS Weekly 2017-2020
GIS Weekly 2017-2020
Grafico settimanale GIS 2017-2020
Scambiato a 60,15 dollari, il titolo è schizzato del 28% dai minimi di marzo e difficilmente mostrerà molta volatilità, neanche se il mercato dovesse collassare di nuovo. Altro vantaggio di possedere il titolo di GIS è il fatto che gli investitori ricevono un dividendo che rende un ottimo 3,24%. Si tratta di un buon ritorno che è anche affidabile, in quanto General Mills paga dividendi ininterrottamente da 120 anni.
Negli ultimi anni, General Mills ha cercato di diversificare la sua base di entrate al fine di supportare un’ulteriore crescita. La compagnia ha acquisito la Blue Buffalo Pet Products nel 2018, il suo accordo più grande in 18 anni.
L’acquisizione ha aggiunto una nuova linea di attività al portafoglio della compagnia, in un periodo in cui la sua divisione alimentare tradizionale si trovava sotto pressione per il rapido cambiamento delle abitudini dei consumatori, che cercano prodotti più freschi, più sostenibili e con meno zuccheri.
Il titolo di General Mills probabilmente avrà una performance inferiore su un mercato rialzista. Tuttavia, si tratta di un nome difensivo che andrà meglio sui mercati ribassisti.

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