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giovedì 21 maggio 2020

Sentimento, speranza e notizie alimentano entusiasmo del greggio. Ecco la realtà

La versione originale di questo articolo, in inglese, è stata pubblicata il giorno 21.05.2020
“Entusiasmo” è la parola della settimana tra le notizie sul mercato del greggio. Secondo quanto ha scritto lunedì il Wall Street Journal, “il futuro del greggio appare luminoso”.
Ed è straordinario, visto che solo qualche settimana fa su altre pubblicazioni si leggeva che il settore petrolifero era un “incubo”, il suo futuro era “incerto” ed il mercato era in “subbuglio”.
Sia il Brent che il WTI sono al rialzo dal 13 maggio, sebbene i guadagni di questa settimana non siano tanto netti quanto quelli della scorsa.
Tuttavia, è importante ricordare che nonostante il WTI abbia guadagnato 23 dollari ed il Brent 15 dollari negli ultimi 30 giorni, entrambi i riferimenti hanno ancora un prezzo nel range di 30 dollari. Sebbene il greggio a 30 dollari sia migliore che a 10 o a 20, e questa variazione sembri significativa sul grafico, la realtà è che un prezzo inferiore a 50 dollari è insostenibile per la maggior parte dei produttori di scisto USA ed un livello inferiore a 40 dollari è un problema per il secondo produttore mondiale, la Russia.
WTI Crude Futures Weekly Chart
WTI Crude Futures Weekly Chart
Grafico settimanale future WTI
Ci sono segnali reali del fatto che la produzione petrolifera stia scendendo ed alcune indicazioni di un aumento della domanda, ma sembra che siano sentimento, speranze e notizie a trainare la maggior parte del recente movimento di prezzo. Ma il solo sentimento può essere volubile. Vediamo nel dettaglio:
Scorte
La produzione petrolifera è scesa in tutto il mondo, ma ci sono segnali misti circa l’eventualità che resti bassa o continui a scendere nel secondo semestre del 2020.
I produttori del Golfo come Arabia Saudita, Kuwait ed EAU hanno implementato i tagli promessi a maggio e si sono impegnati a togliere persino più greggio dal mercato (ben 1,2 milioni di barili al giorno) a giugno.
Tuttavia, la maggiore sorpresa positiva è stata la Russia. Dopo anni di mancato rispetto della parola data sui tagli alla produzione, i dati indicano che la produzione petrolifera russa è scesa drasticamente a maggio. Secondo Reuters, la Russia ha prodotto 9,42 milioni di barili al giorno di greggio tra il 1° maggio ed il 19 (compreso gas condensato). Escludendo il gas condensato, che non viene conteggiato nella quota ufficiale russa in base all’accordo stretto con l’OPEC+, la produzione si attesta a 8,72 milioni di barili al giorno. Si tratta solo di 320.000 barili al giorno in più rispetto alla quota prevista, il che è sorprendente.
La produzione negli Stati Uniti continua a scendere intanto. L’EIA stima che la produzione per la settimana terminata il 15 maggio sia scesa a 11,5 milioni di barili al giorno ed il numero di impianti di trivellazione di greggio e gas negli USA è il più basso da quando sono cominciate le rilevazioni dell’agenzia, nel 1987.
Questi tagli alla produzione hanno alimentato il recente aumento dei prezzi del greggio, ma ci sono segnali del fatto che le scorte possano riprendere a crescere sul breve termine. Alyeska Pipeline (la compagnia che gestisce la Trans-Alaskan Pipeline) controlla tutta la produzione in Alaska ed ha appena deciso di ridurre il suo piano di ripartizione dei tagli. Ad aprile, Alyeska aveva annunciato che avrebbe ridotto la produzione nella North Slope del 10%, ma ora ha deciso di diminuirla solo del 5%.
Alcuni produttori nella regione dello scisto hanno indicato di essere pronti ad aumentare la produzione quando i prezzi raggiungeranno una certa soglia. Diamondback (NASDAQ:FANG) e Parsley Energy (NYSE:PE) hanno reso noto che, quando il WTI raggiungerà i 30 dollari al barile, cominceranno a prendere in considerazione l’idea di aumentare la produzione e persino aprire nuovi pozzi. Il WTI ora ha superato i 30 dollari.
Per quanto riguarda l’OPEC+, Iraq e Kazakistan non hanno ancora rispettato i tagli concordati. L’Iraq, in particolare, ha tagliato meno di 200.000 barili al giorno sul milione previsto. Questi paesi devono negoziare i tagli con le compagnie petrolifere internazionali (IOC) che gestiscono alcuni giacimenti, quindi il processo non è semplice come in Arabia Saudita o EAU. È probabile che Iraq e Kazakistan finiscano per procedere a rilento con i tagli per trarre vantaggio dai prezzi leggermente più alti ed ottenere i maggiori ricavi possibili.
Domanda
Con le economie che cominciano a far ripartire le attività, la domanda di greggio sta salendo. Secondo GasBuddy, che segue l’utilizzo della benzina negli Stati Uniti, la domanda di benzina sta lentamente salendo dai minimi di inizio aprile. La domanda di benzina è ancora quasi il 20% inferiore al livello della seconda settimana di marzo ed il 25% in meno rispetto al maggio 2019, ma sta crescendo gradualmente.
L’indicatore più significativo dell’aumento della domanda di greggio arriva dalla Cina. La domanda petrolifera cinese è tornata a 13 milioni di barili al giorno, in base alle notizie di Bloomberg. A febbraio, la domanda cinese era scesa del 20% per via delle serrate dovute al coronavirus. Ci sono indicazioni del fatto che la domanda di benzina arriverà a livelli superiori a quelli precedenti alla pandemia. L’indice TomTom Traffic mostra che il traffico a Pechino è superiore al normale, il che potrebbe essere dovuto ad un numero maggiore di auto in strada dal momento che le persone preferiscono guidare anziché utilizzare i mezzi pubblici.
È possibile che assisteremo a questa tendenza anche in altre città, sebbene sia ancora troppo presto per dirlo. È sempre più probabile che in posti come Londra e New York i lavoratori non tornino in ufficio e i pendolari saranno costretti ad usare bici o a camminare.
Sentimento
I dati che mostrano che la domanda petrolifera sta salendo sono più deboli di quelli che segnalano un calo della produzione. Tuttavia, i prezzi del greggio, come i titoli azionari, sono fortemente influenzati dal sentimento (alimentato in gran parte dalle notizie). Questa settimana sembra esserci la crescente sensazione che le cose miglioreranno man mano che le economie ripartiranno, ma questo succede questa settimana.
I movimenti e le attività in molte importanti città sono ancora fermi e i viaggi aerei restano sottotono, persino in regioni dove non ci sono più restrizioni. Non sappiamo come la paura del virus colpirà l’attività economica una volta messo fine alle restanti serrate. Inoltre, il calo del PIL globale peserà fortemente sulla domanda petrolifera persino quando saranno annullate le restrizioni su viaggi e attività commerciali. Di conseguenza, ci sono ancora troppe incognite sul futuro della domanda.

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