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lunedì 11 maggio 2020

Lockdown o no, i future del succo d’arancia danno freschezza ai portafogli

Le serrate potrebbero essere finite, ma non per il succo d’arancia.
Il succo d’arancia, già il prodotto preferito per la colazione dagli americani, insieme a uova, pane e prosciutto, ha conquistato anche il cuore degli investitori delle materie prime sulla scia delle misure sullo stare a casa che gli hanno permesso di battere facilmente greggio, rame e granturco registrando rialzi a doppia cifra sull’anno.
Ma, con la maggior parte del paese che ha riaperto e le persone che hanno ripreso a lavorare in ufficio, nei negozi o per le strade, i future di succo d’arancia concentrato congelato (noti comunemente come OJ) non hanno perso un colpo: si avviano a chiudere la settimana con un’impennata del 9%.
E questo la renderà la migliore settimana del mercato dopo il balzo del 12% della settimana terminata il 22 marzo, la prima settimana intera in cui la maggior parte dei 50 stati USA avevano chiuso le attività non essenziali, i parchi, altre strutture pubbliche e luoghi di intrattenimento per mettere in atto le severe misure di distanziamento sociale nel tentativo di limitare la diffusione del coronavirus.
Orange Juice Futures Weekly Chart
Orange Juice Futures Weekly Chart
Grafico settimanale future succo d’arancia
Se gli americani hanno sempre amato il succo d’arancia, non dovrebbe sorprendere vedere la materia prima continuare a schizzare ora. Tuttavia, non è sempre stato così per gli OJ.
Dopo un balzo del 18% a marzo, il migliore in quattro anni, i future del succo d’arancia hanno improvvisamente perso il 10% ad aprile quando le scorte nei congelatori dei magazzini sono terminate, contrariamente a quelle nei negozi. La differenza è stata in parte dovuta alle dislocazioni delle filiere di produzione che sono diventate ben note durante la pandemia. Il clima sfavorevole nel principale stato coltivatore, la Florida, e la domanda da parte di una popolazione prevedibilmente diventata più preoccupata per la propria salute, ha inoltre reso difficile ai coltivatori stare al passo.
Consumi ancora in salita dopo le serrate
Nel mondo delle materie prime, di solito, quando finiscono le scorte di qualcosa molto richiesto, il prezzo arriva alle stelle. Tuttavia, nel caso degli OJ ad aprile, gli speculatori long sulla materia prima sull’ICE Futures USA hanno semplicemente liquidato le loro redditizie posizioni di marzo, innescando il tonfo del prezzo.
Ma la produzione in Florida è migliorata nelle ultime due settimane ed essere rialzisti sugli OJ è tornato di moda.
“I trend sono ancora in salita sul mercato”, afferma Jack Scoville, analista del Price Futures Group di Chicago, commentando il fatto che i future hanno raggiunto i 119,78 dollari la libbra mercoledì, il massimo dal picco di marzo di 1,2255 dollari, che era un massimo di 11 mesi.
E aggiunge:
“Il supporto arriva dai continui effetti del coronavirus che stanno spingendo le persone a continuare a bere succo d’arancia. La domanda dagli alimentari è rimasta forte in risposta all’aumento della domanda dei consumatori. Le scorte disponibili sul mercato si sono in qualche modo ridotte. Le scorte nei depositi freschi restano solide, perciò ce ne sarà abbastanza da soddisfare la domanda”.
Indicatori tecnici: i future OJ sono “Strong Buy”
Quindi, vale la pena aprire nuove posizioni long sul succo d’arancia?
Sì, secondo le previsioni tecniche giornaliere di Investing.com, che definiscono il contratto OJ di luglio “Strong Buy”.
L’indicatore tecnico ha una resistenza massima di 1,2352 dollari per gli OJ di luglio, che hanno chiuso gli scambi di ieri a 1,2040 dollari. E questo potenzialmente lascia spazio ad un altro balzo di 3 centesimi, o del 2,5%, sebbene in realtà possa essere di più. I future sono già schizzati del 24% sull’anno in corso.
Il massimo di Scoville per il contratto di luglio è 1,27 dollari, con un rialzo di 7 centesimi, o quasi del 6%. La sua stima si basa sul fatto che il consumo di succo d’arancia resterà relativamente alto e che il clima continuerà ad essere di supporto in Florida.
Il clima in Florida è stato misto nelle ultime settimane: molto caldo e secco a sud, dove si trova la maggior parte delle coltivazioni di arance, e umido a nord.
“Il raccolto di arance di metà stagione sta diminuendo”, spiega Scoville. “Le irrigazioni sono state usate numerose volte a settimana in moltissime aree. Si riportano sfumature cromatiche nelle varietà tardive. Ci sono anche ulteriori segnali di una fioritura anticipata e si registrano nuove crescite sugli alberi”.
Secondo gli ultimi dati disponibili di Nielsen, le vendite al dettaglio di succo d’arancia sono schizzate del 33,5% nelle otto settimane terminate il 18 aprile, rispetto ad un anno fa.
I consumi di succo d’arancia hanno segnato il picco nel 1998, superando i 6,1 galloni pro-capite, in base ai dati del Servizio di Ricerca Economica del Dipartimento per l’Agricoltura USA. Al 2017, i consumatori bevevano il 60% di succo di arancia in meno, dopo anni di conseguenze negative legate alla questione circa i veri benefici per la salute ed all’aumento della varietà di opzioni per quanto riguarda succhi e frullati.
Il recente balzo dei consumi è stato interpretato dagli analisti come a significare che le serrate dovute al coronavirus hanno spinto gli americani, costretti a stare a casa, a fare colazioni più complete (che comprendono il tipico bicchiere di succo d’arancia), rispetto all’abitudine di prendere qualcosa da mangiare andando al lavoro.
Se il consumo di succo d’arancia resterà alto mentre gli americani torneranno ad una vita normale, vorrà dire che, che stiano a casa o siano di corsa, il succo la mattina è diventato un must.

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