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martedì 12 maggio 2020

Borse Ue giù, Milano -0,33%, analisti temono "la seconda ondata"

Roma, 11 mag. (askanews) - Tornano nervosismo e debolezza nelle Borse europee, mentre si moltiplicano le messe in guardia degli analisti sulle attuali quotazioni dei mercati rispetto al quadro effettivo dell'economia. I crolli delle passate settimane, e i successivi recuperi, lasciano gli indici a valori che secondo diversi esperti sono di fatto "sganciati" dalla realtà. Che è quella di una ricaduta catastrofica della pandemia di Coronavirus, e dei conseguenti lockdown, sull'economia reale.
C'è chi, come Esty Dweek, direttore della strategia sui mercati globali di Natixis Investment parla di "un eccesso di ottimismo" degli investitori sulla situazione. E avverte che prima o poi si verificherà un ritorno di volatilità.
Oggi, in particolare, a pesare sugli indici sembra esser stato il crescente allarme sul rischio di una seconda ondata di contagi, a cui gli sviluppi in vari Paesi in Asia sembrano dare concretezza. In Corea del Sud son state richiuse diverse attività pubbliche, sebbene particolarmente "non essenziali", come potrebbe ritenere qualcuno, ad esempio i locali notturni e le discoteche. La Cina, intanto, sui cui dati permangono diffusi scetticismi, ha riportato i primi nuovi casi di contagi dopo settimane a Wuhan, che molti ritengono esser stata l'epicentro della Pandemia.
A fine contrattazioni a Piazza Affari l'indice Ftse-Mib segnava un meno 0,33%, laddove in mattinata aveva aperto gli scambi con discreti guadagni. Francoforte ha chiuso al meno 0,73%, Parigi con un meno 1,31%, Londra invece ha puntato un più 0,06%.
Secondo Ulrich Leuchmann, di Commerzbank, le cosiddette "fasi 2", anche in Europa, potrebbero preludere a una nuova ondata di contagi che rischia di finire per portare a nuovi lockdown, del tutto analoghi e dannosi dei primi, da cui si spera di uscire.
Uno scenario che viene evocato anche da Doug Ramsey, capo degli investimenti al gruppo Leuthold, secondo cui i ribassi delle Borse rispetto all'ultimo picco sono inadeguati: "La punizione dei mercati - dice - non è stata commisurata al crimine. Ma mi attendo che lo sia". In altri termini, gli indici dovranno prima o poi riflettere una crisi che è un evento catastrofico ben più di quanto abbiano fatto finora.
Basti pensare che lo S&P 500, uno degli indici più osservati di Wall Street ha ceduto circa un 20% dall'ultimo picco, al netto dei dividendi. Mentre nei crolli del 2001-2002 aveva perso un 30-40%. Negli scambi pomeridiani, proprio a Wall Street, l'indice Dow Jones cala dello 0,60%, lo S&P 500 cede lo 0,23% mentre il Nasdaq tenta una risalita dello 0,47%.
Vincent Chaigneau, direttore della ricerca economica a Generali Insurance Asset Management. Mete invece in guardia dalla portata dell'attesa ripresa economica. Le speranze di un recupero a forma di V sono, tuttavia, fuori luogo - afferma - Le fasi a forma di 'V' sono simmetriche: la produzione, l'occupazione e gli utili aziendali (tutti crollati a un ritmo record) non torneranno invece presto ai livelli pre-crisi".
A testimonianza d quanto sia diffuso il timore della "seconda ondata", basti riportare che è stato menzionato di recente anche dalla presidente Bce, Chirstine Lagarde. L'euro, infine, torna a indebolirsi nel pomeriggio e cala a 1,0808 dollari.

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