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martedì 28 aprile 2020

Prezzi materie prime possono scendere sotto lo 0. Perché succede e come difendersi

Questo articolo è stato scritto in esclusiva per Investing.com
  • I trader hanno imparato dal drammatico esempio del greggio
  • L’elettricità è andata in negativo ed il gas naturale potrebbe fare lo stesso
  • Il rapporto delle opzioni put-call per le materie prime può contribuire a proteggere i trader
Il Chicago Mercantile Exchange è il principale mercato al mondo dei future delle materie prime. Negli anni Cinquanta, circa il 20% dei volumi giornalieri del CME riguardava il mercato dei future delle cipolle. Nel 1958, i regolatori USA vietarono il trading delle cipolle per via della manipolazione del mercato che aveva causato problemi finanziari per i produttori ed i consumatori dell’ortaggio. Nel 1955, il prezzo delle cipolle scese sotto lo zero, il che probabilmente ne causò il delisting.
I prezzi delle materie prime di fatto possono scendere sotto lo zero, un concetto assurdo per molti operatori del mercato. Negli ultimi anni, ci siamo abituati ai tassi di interesse negativi, con le banche che fanno pagare i depositi. Poiché una materia prima è un asset, l’idea di pagare un altro operatore del mercato per prendere la consegna è strana, anche per i trader più esperti.
Ho iniziato la mia carriera sui mercati delle materie prime all’inizio degli anni Ottanta. Ho imparato ad aspettarmi l’impensabile quando valuto il rischio di una posizione long o short. Prima della scorsa settimana, il prezzo dei future del greggio NYMEX a scadenza più vicina non era mai sceso sotto il minimo del 1986 di 9,75 dollari al barile.
Molti operatori dei mercati erano convinti che il prezzo non sarebbe mai sceso sotto lo zero. Ma un trader esperto delle materie prime sa che non bisogna mai dire mai e che bisogna sempre assicurarsi di essere protetti.
Greggio: un altro drammatico esempio la scorsa settimana
Il prezzo dei future del greggio NYMEX con scadenza più vicina aveva raggiunto il massimo di 65,65 dollari al barile l’8 gennaio sulla scia delle ostilità tra USA ed Iran in Medio Oriente. Da lì, il prezzo è poi sceso.
Ad inizio marzo, il calo della domanda per via della diffusione del coronavirus, insieme alla decisione dell’OPEC e della Russia di abbandonare le quote di produzione, ha spinto il prezzo a poco meno di 20 dollari al barile per la prima volta dal 2002.
Il coma auto-indotto dell’economia mondiale ha fatto sì che le scorte di greggio salissero e la domanda si fermasse. L’OPEC, la Russia ed altri produttori mondiali, compresi gli Stati Uniti, hanno deciso di tagliare la produzione di 9,7 milioni di barili al giorno, ma non è stato sufficiente. Con l’avvicinarsi della scadenza del contratto NYMEX di maggio, il prezzo è sceso al di sotto del minimo storico precedente di 9,75 dollari al barile del 1986 il 20 aprile. Lo stesso giorno, il prezzo ha raggiunto lo zero.
Alcuni partecipanti dei mercati probabilmente hanno acquistato i future di maggio vicini allo zero, convinti di stare comprando ad un prezzo che rappresentava l’affare del secolo. Tragicamente, si sbagliavano.
Crude Light (Globex) Weekly 2017-2020
Crude Light (Globex) Weekly 2017-2020
Grafico settimanale greggio leggero (Globex) 2017-2020
Fonte di tutti i grafici: CQG
Il grafico settimanale mostra che il greggio è sceso al minimo di -40,32 dollari al barile il 20 aprile in un mercato che è diventato una patata bollente ribassista. Il problema sul mercato del greggio era (e continua ad essere) che non c’è alcun posto dove mettere la materia prima, in quanto i depositi di stoccaggio sono già strapieni.
Storicamente, i trader del greggio con accesso al capitale compravano i future più vicini e vendevano i contratti successivi quando il contango, per i future, era a livelli alti.
Oil Daily
Oil Daily
Grafico giornaliero del greggio
Il grafico dei future del greggio NYMEX del giugno 2021 meno giugno 2020, sopra, evidenzia come lo spread a un anno sia salito a 13,80 dollari al barile il 20 aprile e abbia superato i 18 dollari alla fine della scorsa settimana. La teoria alla base del possedere il contratto più vicino e vendere quello più lontano è che coloro che sono in grado di conservare e finanziare la materia prima energetica non corrono rischi.
I possessori dello spread si difendono dal rischio con la vendita del contratto più lontano e possiedono quello fisico in caso di un mercato più teso. Allo stesso tempo, gli speculatori spesso sintetizzano il cash and carry trade usando future vicini e lontani senza la capacità di conservare la materia prima energetica, il che li ha messi decisamente nei guai quando il prezzo del contratto con scadenza più vicina (a maggio) è sceso ad oltre -40 dollari al barile il 20 aprile.
L’elettricità è andata in negativo ed il gas naturale potrebbe fare lo stesso: perché alcuni mercati vanno sotto zero?
I prezzi negativi per le materie prime non sono affatto una cosa nuova, in quanto anche altri materiali sono scesi a livelli in cui i venditori pagano i compratori per potersene”liberare. Mentre alcuni mercati hanno esperienza di prezzi pari a zero o negativi, altri non hanno mai fatto esperienza di questo fenomeno.
Oltre alle cipolle, un altro mercato dei future viene scambiato ad un prezzo pari o minore a zero. Il mercato dell’energia o dell’elettricità è un mercato in cui “ogni lasciata è persa”. L’energia elettrica corre lungo delle linee di trasmissione e, se non viene consumata da una parte che mantiene una posizione long, diventa senza alcun valore o può persino essere scambiata ad un prezzo negativo.”Il gas naturale è un altro mercato in cui la capacità di scorte può sparire, lasciando il prezzo con il potenziale di diventare negativo.
Il rapporto delle opzioni put-call per le materie prime: occhio alle inclinazioni
Tutti”i partecipanti dei mercati che detenevano posizioni put short OTC sul greggio legate ai future di maggio, il 20 aprile si sono ritrovati in una situazione che non avrebbero mai potuto immaginare. Chi riteneva che il rischio ribassista di una posizione put short fosse limitato a zero ha subìto un costoso shock quando il prezzo ha raggiunto i -40 dollari al barile.
Abbiamo imparato due lezioni grazie al mercato del greggio il 20 aprile. Innanzitutto, che la capacità di scorte è il fattore critico per qualunque partecipante dei mercati che detenga una posizione long su un contratto di future a scadenza più vicina. Senza la capacità di accettare la consegna e conservare la materia prima, il potenziale di prezzi negativi presuppone che il ribasso sia limitato allo zero, il che è un errore.
Ad aprile 2020, il minimo storico dell’era moderna per il contratto dei future del gas naturale sul NYMEX era di 1,02 dollari per mmBtu del 1992. Per i trader del gas naturale, la data del 20 aprile 2020 sul mercato del greggio potrebbe cambiare qualsiasi ipotesi futura per quanto riguarda il calcolo del potenziale ribassista per la materia prima energetica.
L’altra lezione che abbiamo appreso cambierà il modo in cui i trader misurano il rischio delle opzioni. In passato, le opzioni call spesso comportavano un sovrapprezzo leggermente maggiore rispetto alle put quando erano equidistanti dal prezzo strike.
Molti partecipanti dei mercati ritengono che il rialzo sia illimitato in quanto i prezzi possono salire all’infinito e che, al contrario, il ribasso sia limitato a zero. Dopo il 20 aprile 2020, i partecipanti dei mercati guarderanno le opzioni put short sotto una nuova luce per quanto riguarda il rischio. Senza la capacità di conservare e finanziare una materia prima, il rischio al ribasso è illimitato proprio come quello al rialzo.
Un prezzo negativo per una materia prima può sembrare irragionevole, ma ciò non significa che sia impossibile.

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