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mercoledì 29 aprile 2020

L'Eurostoxx50 arranca ancora rispetto allo S&P500

 
Piazza Affari prosegue la risalita alla volta dell'appuntamento ciclico di maggio. Difficile una definitiva inversione di tendenza prima di allora. Lo sforzo degli indici MIB ed Eurostoxx delle ultime settimane è classificare tuttora come correttivo.
La prolungata pausa delle passate settimane cede spazio ora ad un recupero più convinto. Gli indici raggiungono nuovi massimi di periodo: l’Eurostoxx50 sale ai livelli più elevati dal 10 marzo, e ora il 30% delle 120 società quotate nel MSCI Euro si colloca al di sopra della propria media mobile a 50 giorni: un dato comunque tuttora vistosamente minoritario.
Nella circostanza la sorte meno brillante spetta ieri agli indici americani. Lo S&P500 entra in contatto con l’orbita della media mobile a 200 giorni, prima di ripiegare. Un comportamento per ora fisiologico, in assenza di segnali di inversione di tendenza. Tutte le correzioni successive al minimo di marzo sono state contenute dal supporto giornaliero: il 1° e il 21 aprile. Stando così le cose è insensato confidare in un ripristino del downtrend, prima di conseguire una chiusura (al momento) inferiore ai 2790 punti.
A Piazza Affari gli indici proseguono la loro risalita alla volta dell'appuntamento ciclico di maggio. Non è detto affatto che si salga fino ad allora, ma allo stesso tempo è difficile che prima una definitiva inversione di tendenza. Il punto qualificante è che, a differenza delle borse americane, non si fa fatica nel classificare tuttora come correttivo lo sforzo messo a segni dagli indici italiano ed europeo nelle settimane più recenti.
L’Eurostoxx50 ad esempio si è mosso per tanti anni all’interno di un canale inclinato verso l’alto. Ad un certo punto lo scorso anno c’è stata una certa esuberanza che ha condotto al superamento della resistenza dinamica in essere per tutta la seconda metà del passato decennio; ma si è trattato di un fuoco di paglia: un falso segnale, una trappola per Tori pagata ad un prezzo molto elevato. Inevitabile l’abbattimento della parete inferiore del canale.
La caduta delle quotazioni si è interrotta, a favore di un rimbalzo che allo stato attuale ha ritracciato complessivamente il 42% del precedente ribasso: molto meno del 60% ritracciato a ieri dallo S&P500; come detto alle prese con una soglia decisiva come la media mobile a 200 giorni.
Sotto questa prospettiva è evidente che per le borse europee non si possa che parlare di rally correttivo; e di sottoperformance, che tale resterà fino a quando il dollaro non mollerà la leadership che da anni lo contraddistingue.

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