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giovedì 9 aprile 2020

I titoli che vanno meglio di altri quando il futuro sembra incerto

Le previsioni di mercato si trovano dappertutto in questi giorni. Molti importanti analisti hanno opinioni piuttosto differenti sul futuro, mentre il mondo è alle prese con il contenimento della peggiore pandemia dei nostri tempi.
Il responsabile delle strategie azionarie di Goldman Sachs, David Kostin, ha messo in guardia gli investitori dall’entusiasmarsi troppo per il recente rally che ha fatto schizzare l’indice S&P 500 di oltre il 20% dal minimo di marzo di 2191,86 dollari.
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Grafico settimanale S&P 500
”I rischi al ribasso sono maggiori delle opportunità al rialzo dal punto in cui ci troviamo oggi”, ha riferito ieri Kostin a “Squawk on the Street” della CNBC. “Vorrei solo ricordarvi che nel 2008 nel quarto trimestre c’erano stati vari rally, che definisco rally del mercato degli orsi, alcuni dei quali con balzi di quasi il 20% a volte, ma il mercato non ha raggiunto il bottom prima del marzo del 2009”.
E ci sono motivi per credere che il rimbalzo dell’indice S&P 500 possa avere vita breve. Gli investitori devono ancora valutare i dati più negativi dovuti allo shock legato al coronavirus. L’economia si trova molto probabilmente già in profonda recessione, mentre le compagnie hanno davanti delle prospettive molto cupe, senza una strada chiara verso la ripresa.
Gli ottimisti, d’altro canto, vedono forti prove del fatto che il peggio sia passato ed il bottom sia stato raggiunto. E raccolgono indizi dai casi di coronavirus negli USA ed in Europa che secondo loro raggiungeranno il picco prima del previsto.
“Riteniamo che il picco dell’aumento di nuovi casi negli USA sia avvenuto 3-4 giorni fa, e le vittime raggiungeranno il picco fra circa una settimana, perciò ci aspettiamo una riapertura limitata dell’economia fra 1-2 settimane”, scrive in una nota ai clienti Marko Kolanovic di JPMorgan, dopo aver previsto un paio di settimane fa che i titoli azionari hanno raggiunto il bottom dopo il tonfo di oltre il 30% dal massimo di 52 settimane.
Titoli con crescita dei dividendi
Ovviamente, solo il tempo ci dirà chi ha ragione, ma riteniamo che la strategia più sicura per gli investitori consista nel focalizzarsi su titoli azionari che probabilmente riusciranno a superare la debolezza sia a breve che a lungo termine.
Una strategia comprovata per approfittare di questo enorme riaggiustamento dei mercati consiste nel comprare le azioni di compagnie che sono ricche di liquidità, che hanno dimostrato di saper gestire una recessione e che pagano dividendi regolari. In altre parole, comprare solidi titoli con dividendi crescenti è uno dei modi più sicuri per sfruttare questa debolezza per gli investitori avversi al rischio.
Le compagnie su cui focalizzarsi sono quelle che hanno alzato il dividendo almeno in ciascuno degli ultimi dieci anni, note come “dividend aristocrats”.
Prendiamo ad esempio McDonald’s Corporation (NYSE:MCD). A prima vista, probabilmente non sembra essere un buon momento per vedere di buon occhio la più grande di catena di fast food al mondo, con i consumatori chiusi in casa e l’economia congelata.
Il titolo di MCD è crollato di oltre l’11% quest’anno, chiudendo la seduta di ieri a 175,59 dollari. Questa debolezza rappresenta una buona entrata per gli investitori da reddito che stavano aspettando nelle retrovie. Il fattore più importante da considerare quando si sceglie un titolo da dividendo è la stabilità dei pagamenti. La compagnia ha alzato il payout ogni singolo anno dal 1976, quando ha cominciato a pagare i dividendi per la prima volta.
McDonald's Weekly Chart
McDonald's Weekly Chart
Grafico settimanale McDonald’s
Un altro candidato in questo gruppo è Johnson & Johnson (NYSE:JNJ) (NYSE:JNJ), il principale produttore mondiale di prodotti farmaceutici e di consumo. La compagnia ha alzato i dividendi ogni anno negli ultimi 57 anni, con almeno 50 anni consecutivi di aumenti del dividendo annuo. Il titolo di J&J è crollato di circa il 6% quest’anno, chiudendo a 137,48 dollari ieri.
Walt Disney Company (NYSE:DIS) (NYSE:DIS), uno dei titoli più colpiti in questo downturn, è un altro nome affidabile per quanto riguarda i dividendi. Le chiusure per il coronavirus in tutto il mondo hanno privato l’operatore dei famosi parchi tematici di una delle sue maggiori fonti di entrate. Ma Disney ha un’attività diversificata con una solida posizione di liquidità con cui continuerà a ricompensare i suoi investitori in questo periodo di debolezza che non durerà per sempre. Il titolo è crollato del 30% dall’inizio dell’anno, chiudendo la seduta di ieri a 101,24 dollari.
Morale della favola
I titoli con dividendi crescenti potranno registrare una performance migliore rispetto al mercato se dovessimo entrare in una grave recessione nel 2020.Diversificare il portafoglio con titoli difensivi che pagano dividendi in regolare aumento è sempre una buona strategia nei periodi di trambusto economico. Si tratta di compagnie globali ben gestite, con i mezzi e la forza necessari per emergere resilienti dalle attuali difficoltà.

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