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giovedì 2 aprile 2020

Francia propone fondo europeo di rilancio post crisi economica

Roma, 2 apr. (askanews) - Interventi a più livelli nell'immediato in grado di contenere le ricadute della pandemia da coronavirus, ma poi anche un nuovo strumento di medio e lungo termine con l'obiettivo specifico, e a scadenza, di spingere il rilancio delle economie una volta superata la fase di crisi. E' la proposta messa sul tavolo dalla Francia, tramite il ministro dell'Economia Bruno Le Maire che ha voluto tenere una videoconferenza stampa via social a cui sono stati invitati a partecipare giornalisti da tutta l'Europa, nel pieno dibattito sulle risposte comuni all'emergenza.
Sulle misure da prima linea Le Maire propone tre diversi interventi. Primo, l'attivazione del Mes, il fondo salva stati con "condizionalità leggere" che evitino l'effetto "stigma" (marchio negativo) sull'eventuale Paese beneficiario e su questo "ci si potrebbe accordare già all'Eurogruppo della prossima settimana", ha detto. Secondo, 200 miliardi di euro nuovi finanziamenti della Banca europea degli investimenti. Terzo, creazione di un meccanismo europeo di sussidi di disoccupazione, come quello proposto dalla presidente della Commissione Ursula Von Der Leyen, con una dotazione di 100 miliardi di euro.
Ma la proposta più rilevante riguarda quello che il ministro francese ha chiamato "un fondo europeo temporaneo e e straordinario", allo scopo di aiutare tutti i Paesi dell'Unione europea a perseguire il rilancio dell'economia post crisi in maniera coordinata.
Fatto rilevante poi è che Le Maire si sia mosso apparentemente dopo aver superato, o quantomeno sondato, il maggiore ostacolo su questa strada, la Germania. L'idea, ha infatti rivelato lo stesso ministro francese, che parla fluentemente tedesco, è stata discussa a inizio settimana con il ministro Olaf Scholz. Ora "stiamo per consultare Spagna, Italia e la presidenza dell'eurogruppo. Vedremo la prossima settimana se è possibile trovare un terreno comune su questo approccio".
"Evitiamo dibattiti ideologici su coronabond o eurobond, ci sta una sola domanda: dobbiamo stare assieme o no? Affrontiamo assieme le conseguenze drammatiche di questa crisi, o dobbiamo dare la triste immagine di un continent diviso"? Perché "o adesso l'Unione ritrova le sue radici, oppure se cederà al panico e agli egoismi sparirà", ha avvertito Le Maire.
"Dobbiamo stare assieme, per questo la Francia propone di creare un fondo con un obiettivo strategico: coordinare gli stimoli necessari per riavviare l'economia finita la crisi". Avrebbe una durata limitata di 5 o 10 anni e potrebbe emettere bond garantiti in comune, sarebbe gestito dalla Commissione Ue e andrebbe a finanziare programmi per far ripartire l'economia, in un quadro "coerente con il green deal". I Paesi beneficierebbero del fondo a seconda dei danni subiti dalla pandemia. "Per evitare qualunque confusione con i negoziati su bilancio europeo pluriennale sarebbe fuori bilancio".
Infine, ma non ultimo "le obbligazioni comuni emesse dal fondo potrebbero essere ripagate sul lungo termine grazie a risorse eccezionali come una imposta (su scala europea) di solidarietà o contributi degli Stati membri". Ed è forse questo un aspetto su cui Le Maire potrebbe aver fatto leva per vincere le "riserve della Germania" (come le aveva definite Von Der Leyen) sulle emissioni comuni: prevedere fin da subito delle entrate certe e vincolanti con cui ripagarle.
Voz

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