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mercoledì 22 aprile 2020

Fitoussi, "bond perpetui non la migliore soluzione, servono eurobond"

Fitoussi, "bond perpetui non la migliore soluzione, servono eurobond"
I bond perpetui, che non richiedono il rimborso del capitale - anche se prevedono il riacquisto o il riscatto delle obbligazioni a discrezione dell’emittente - per il finanziamento del Fondo europeo per la ripresa "non sono la migliore soluzione. Non capisco perché non potremmo adottare la soluzione migliore per far fronte ad una crisi di una gravità estrema e inaudita che sarebbero gli eurobond che sarebbero acquistati sul mercato primario dalla Bce". Ad affermarlo all'Adnkronos è l'economista francese Jean-Paul Fitoussi, docente all'istituto di studi politici di Parigi e all'Università Luiss di Roma, alla vigilia del Consiglio Ue e commentando la proposta fatta tra gli altri da George Soros sui bond perpetui in modo da finanziare il Fondo Ue per la ripresa. 
Per Fitoussi "i bond perpetui, che non richiedono il rimborso del capitale e che prevedono il pagamento degli interessi con cadenza regolare, costerebbero relativamente caro. Non capisco molto quali potrebbero essere i vantaggi di un simile strumento. Perché dobbiamo far fronte ad un costo piuttosto che scegliere uno strumento che non costerebbe nulla. L'unico modo per non dover pagare sarebbe che la Bce, sul mercato primario, acquistasse gli eurobond emessi dal Fondo. Questa soluzione - osserva l'economista francese - non peserebbe sui budget". 
Fitoussi, che nei giorni scorsi ha firmato un appello con altri 100 economisti per criticare l'accordo raggiunto dall’Eurogruppo il 9 aprile scorso sugli interventi europei per fronteggiare la pandemia e le sue gravissime conseguenze economiche, giudicandolo insufficiente e soprattutto che non prendeva in conto "l'eccezionalità della situazione", ritiene necessario il finanziamento monetario di una parte rilevante delle spese da parte della Banca centrale europea. 
"Bisogna evitare che i mercati possano speculare e mettere in crisi alcuni paesi dell'Ue con un aumento dello spread. Ecco perché l'unica soluzione possibile a questo problema sarebbe un titolo unico del debito, gli eurobond. Si evita così la speculazione con la Bce che acquista sul mercato primario gli eurobond come prestatore di ultima istanza". Di fronte ad una crisi "senza precedenti", spiega Fitoussi, "abbiamo bisogno di un aiuto dello Stato e lo Stato ci deve essere": "servono politiche di bilancio espansioniste che non pesino sul debito dello Stato e proprio per questo serve il finanziamento monetario della spesa pubblica, quello che tra l'altro si faceva prima degli anni '90. Non è un'ipotesi aberrante".  
Per l'economista francese "la questione politica fondamentale da risolvere è chi deciderà. Chi gestirà l'attribuzione dei finanziamenti del Fondo?". Tecnicamente, spiega Fitoussi, "siamo passati da diverse proposte che prevedevano tra gli altri strumenti i coronabond, gli eurobond che al momento sono proposte respinte dai Paesi Bassi e dalla Germania. Pertanto si stanno cercando altre soluzioni. Si parla della creazione di un Fondo europeo per la ripresa ma è solo una proposta e anche la sua dimensione, mille miliardi di euro, non è stato ancora messa agli atti".  
Sul tavolo, rileva, "ci sono ancora molti nodi da sciogliere in vista dell'eventuale creazione di questo fondo: non sappiamo ancora da chi sarà gestito e che deciderà l'attribuzione deli finanziamenti che il Fondo raccoglierà. Si deciderà di attribuire i finanziamento prendendo in considerazione il numero degli abitanti oppure si deciderà a secondo dei bisogni degli Stati?". 
Per ora, aggiunge, "sono tutti temi che non sono stati risolti". Per Fitoussi per gestire il Fondo "servirebbe un'Autorità federale e fiscale europea". Ma non solo. "Bisogna creare lo Statuto del Fondo e la sua Governance. C'è molto da fare e attualmente mi sembra che ci stiamo perdendo nei dettagli".  
Un'eventuale Fondo da mille miliardi, comunque, per Fitoussi, "non sarebbe abbastanza massiccio. Siamo di fronte ad una crisi inedita, mondiale, esogena. E' la prima volta nella storia del mondo che è successo qualcosa del genere, almeno da quando esiste l'economia di mercato". Questa crisi, osserva, "avrà conseguenze molto pesanti già in questo primo anno. Ci sono già oltre 100 mila morti in Europa. Ma si muore anche di disoccupazione e di precarietà. Si stima che il pil in Italia registrerà una contrazione del 10% circa quest'anno, in Francia di circa l'8%. Se non facciamo nulla non capisco dove possiamo andare. Va supportata la popolazione, sostenute le imprese con molti soldi". Un Fondo Ue da 1.000 miliardi, quindi, "non è sufficiente. Basta guardare agli Stati Uniti che hanno annunciato misure per 2.000 miliardi come primo intervento. E la popolazione Usa è inferiore a quella Europea. La disoccupazione negli Stati Uniti sta crescendo in fretta ma non durerà molto. Succederà come per la crisi nel 2008. In Europa non avevamo ancora finito di risolvere i problemi della crisi del 2008 e ora abbiamo la crisi del Coronavirus". 
webinfo@adnkronos.com

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