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mercoledì 29 aprile 2020

Dov’è diretto l’oro? Dimenticate la Fed per ora, concentratevi sulle riaperture

Per la folla dell’oro che spera di leggere le foglie di tè dopo il vertice della Fed di oggi, ecco un probabile riassunto: con i tassi praticamente a zero, l’attenzione probabilmente si sposterà sui piani per i prestiti diretti alle compagnie, sull’eventualità che debba esserci o meno ottimismo per il secondo trimestre, e su quale sia il messaggio per il Congresso, se previsto.
Dopo il vertice di emergenza di metà marzo, la banca centrale degli Stati Uniti ha quasi camminato in linea con gli sforzi della Casa Bianca per uno stimolo per il coronavirus, con più di 2 mila miliardi di dollari di acquisti di asset, un aumento dei piani di prestito e delle linee di swap con le banche centrali estere. E promette di fare ancora di più. Tutto il deprezzamento del dollaro che ne conseguirà sarà un’ottima cosa per chiunque punti ad un prezzo dell’oro di 1.800 dollari ed oltre.
Dopo Powell, guardate le riaperture
Ma il fattore di innesco per l’oro a 1.800 dollari non è esattamente dietro l’angolo, o almeno non sembra esserlo. Perciò, dopo aver seguito le parole del Presidente della Fed Jay Powell oggi, concentratevi su quello di cui il metallo prezioso ha bisogno per restare al suo attuale livello di meno di 1.750 dollari e spostarsi sempre più su, o anche lateralmente.
Gold Weekly TTM
Gold Weekly TTM
Grafico settimanale oro sui 12 mesi precedenti (TTM)
La risposta sono le riaperture economiche negli Stati Uniti e nel mondo.
Ecco la situazione attuale degli stati USA che stanno allentando le serrate per il COVID-19:
  • Quattordici stati che contano oltre 95 milioni di persone hanno cominciato a far ripartire le loro economie o hanno annunciato piani di riapertura.
  • L’Alabama riaprirà da domani e sarà seguita dall’Ohio venerdì; la riapertura delle aziende e gli eventi sociali in Missouri saranno consentiti a partire dal 4 maggio e l’Iowa aprirà ristoranti, centri commerciali, palestre, librerie e negozi al dettaglio ad una capacità del 50% dal 1° maggio.
  • Gli ordini di restare a casa emessi dai governatori in tutti gli Stati Uniti e le successive decisioni di riaprire lentamente le economie dei singoli stati si sono trasformati in questioni politiche piuttosto scottanti.
  • Mississippi, Colorado, Montana, Tennessee, Georgia, Oklahoma, Alaska e Carolina del Sud faranno, o lo hanno già fatto, ripartire le loro economie dopo settimane di serrate obbligatorie.
  • Il Texas ha parzialmente riaperto la scorsa settimana ma il governatore ha annunciato lunedì che l’ordine di stare a casa scadrà il 30 aprile.
  • New York, epicentro della diffusione del COVID-19 negli Stati Uniti, ha un piano di riapertura in 12 fasi per assicurarsi che il virus non veda un altro picco.
  • Anche il New Jersey ha abbozzato degli indicatori che dovranno essere rispettati prima di poter annullare la quarantena, ma teme al contempo una “Armageddon” finanziaria che potrebbe impedirgli di pagare insegnanti, vigili del fuoco e poliziotti.
Il conto delle vittime USA per la pandemia, intanto, si avvicina a 60.000, mentre il numero dei contagi ha superato il milione. 
Possibilità di altri contagi con la riapertura
Le autorità sanitarie avvertono che l’aumento delle interazioni e dell’attività economica potrebbe causare ulteriori contagi, mentre le misure di distanziamento sociale sembrano permettere di mantenere l’epidemia sotto controllo. E il consigliere sanitario della Casa Bianca Anthony Fauci afferma che gli Stati Uniti “potrebbero essere destinati ad un brutto autunno” se i ricercatori non troveranno una cura efficace entro allora.
Tutto questo dimostra una cosa: non ci sarà niente di normale nella nuova normalità. Sebbene molti lo sospettino già, l’insistenza del governo Trump sul contrario ha consentito che l’indice Dow a Wall Street recuperasse gran parte del tonfo del 35% di quest’anno attestandosi a solo -15%.
“Penso che sia irrealistico pensare che saremo in grado di riaprire come prima. In effetti, non voglio che lo facciamo”, afferma Jonathan Caulkins, professore di ricerche sulle operazioni e politica pubblica della Carnegie Mellon University. “Ma la società può, e dovrebbe, fare dei cambiamenti ora per facilitare la transizione ed aiutare l’economia”.
Aggiunge Caulkins:
“Tuttavia, se andate in una cucina di un ristorante e in un impianto di produzione noterete che molti addetti alla cucina sono costretti a lavorare molto più a contatto tra loro rispetto ai lavoratori dell’impianto”.
Oro a breve termine a 1.700-1.720 dollari
Una lotta prolungata per riportare gli americani al lavoro e far riaprire l’economia probabilmente deluderà le speranze del governo Trump di evitare che nel terzo trimestre si verifichi quello che sembra quasi certo nel secondo: un PIL condannato.
È una delle migliori scommesse che la folla dell’oro come asset rifugio può fare al momento.
“Nel quadro generale, l’oro continua a segnare il passo nel range a lungo termine di 1640-1740 dollari l’oncia, con il range più a breve termine probabilmente confinato tra i 1700 ed i 1720 dollari l’oncia”, spiega Jeffrey Halley, analista senior dei mercati di OANDA, a New York.
Le riprese televisive mostrano ristoranti vuoti in molti stati USA che hanno riaperto le attività, con gli avventori preoccupati per la sicurezza. ”Gli affari sono crollati del 90%”, afferma Christopher Hartland, proprietario della Cool Springs Brewery a Franklin, Tennessee.
Un fenomeno globale
E non sta succedendo solo negli Stati Uniti.
In India, dove il governo centrale ha cominciato ad allentare le restrizioni in aree con pochi o nessun caso di COVID-19, i funzionari si ritrovano ad affrontare una nuova sfida: convincere i residenti preoccupati, ed i loro leader, a considerare una parziale riapertura.
Mentre gli stati indiani di Kerala e Gujarat hanno rapidamente riaperto i negozi, altri stati importanti come Tamil Nadu e Maharashtra hanno reso noto che manterranno le serrate almeno fino al 3 maggio, quando il Primo Ministro Narendra Modi deciderà se prorogare le chiusure o meno. Altri stati non hanno detto nulla.
In Italia, l’impatto economico delle serrate potrebbe far schizzare il rapporto debito pubblico/PIL all’astronomica percentuale del 155,7% (rispetto alle previsioni pre-COVID del 135,2%) ed il tasso di disoccupazione all’11,6%. Le stime indicano che 10 milioni di italiani, un quinto del numero totale degli adulti, cadranno in povertà, senza essere in grado di coprire le spese essenziali per cibo, medicine e per un tetto sulla testa.
Tutto questo promette bene per l’oro, l’asset rifugio per eccellenza.

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