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giovedì 16 aprile 2020

Accordo a metà sul greggio. Per ripartire bisogna aspettare la fine del lockdown

Nuovo tonfo del petrolio. Sul fronte delle materie prime si registra maggiore volatilità rispetto a ieri. A pesare sui prezzi sono le previsioni dell’Agenzia internazionale dell'Energia che ha stimato per quest’anno un calo record della domanda che dovrebbe diminuire di 9,3 milioni di barili al giorno a causa della pandemia.
L’agenzia ha dichiarato che questa flessione porterà i consumi mondiali al livello del 2012. Uno shock che non può essere compensato dal taglio di 9,7 milioni di barili deciso settimana scorsa dall'Opec+ per i mesi di maggio e giugno.
"Non esiste un accordo fattibile che possa tagliare l'offerta abbastanza da compensare tali perdite di domanda a breve termine” commenta l'Aie aggiungendo che “tuttavia, i risultati della settimana scorsa sono un solido inizio". L’agenzia stima che ci sarà una ripresa graduale durante la seconda metà del 2020.
Anche Morgan Stanley (NYSE:MS) si è espressa a riguardo. Secondo la banca d’affari americana l’accordo OPEC+ non fermerà del tutto l’incremento delle scorte nei prossimi mesi, ma dalla seconda metà dell’anno permetterà di ridurre gli stock. Da qui la necessità di rivedere le proprie stime sul terzo trimestre, periodo in cui la quotazione del WTI si attesterà in media intorno ai 27,5 dollari (dal precedente 22,5), mentre quella del Brent viaggerà sui 30 dollari (dal precedente 25). Per il quarto trimestre le previsioni sono state alzate di 5 dollari al barile per entrambi i benchmark del greggio.
In questo momento le quotazioni di Brent e Wti si muovono debolmente dopo aver chiuso, ieri, in ribasso rispettivamente del 7% e del 10%. La ricaduta è evidente anche sull'andamento dei titoli del settore. Non è una giornata facile per Saipem (MI:SPMI) che cede il 6,3%. Forti vendite anche su Eni (MI:ENI) che arretra del 3,8%.
In questo scenario, può essere proficuo approcciare il settore con un certificate e una barriera di protezione per estrapolare rendimento anche in caso di ribassi moderati in Borsa del titoli del comparto. Société Générale ha emesso un certificate Cash Collect con ISIN XS2112742809 sottostante Eni (MI:ENI).
Il prodotto stacca cedole trimestrali condizionate del 2% pari all’ 8% lordo annuo (sul valore nominale di 100 euro) e protegge l’investimento fino a un calo del 30% del titolo sottostante. Arrivato sul mercato lo scorso 7 aprile, il certificate oggi passa di mano sotto la pari a 96 euro. Vediamo insieme come funziona.
Il Cash Collect stacca una cedola trimestrale di 2 euro, con effetto memoria, pari a un rendimento annualizzato dell’8%, se alle date di valutazione trimestrali, Eni (MI:ENI) si troverà sopra il livello di barriera posto a 6,5275 euro (Eni in questo momento quota 8,8 euro, il +25,82% sopra la barriera).
Semplificando, tra poco meno di tre mesi, il prossimo 3 luglio 2020, è fissata la prima data di osservazione. Se a quell’appuntamento Eni (MI:ENI) si troverà sopra la barriera, ovvero non avrà perso circa il 26%, allora il certificate staccherà un premio lordo di 2 euro.
Le date di valutazione sono ogni tre mesi: 03 luglio 2020, 05 ottobre 2020, 04 gennaio 2021, 06 aprile 2021, 05 luglio 2021, 04 ottobre 2021, 03 gennaio 2022, 04 aprile 2022.
Un’altra caratteristica interessante è la possibilità di rimborso anticipato che scatta se, in una delle date di valutazione della liquidazione anticipata (05 ottobre 2020, 04 gennaio 2021, 06 aprile 2021, 05 luglio 2021, 04 ottobre 2021, 03 gennaio 2022), Eni (MI:ENI) dovesse trovarsi sopra il livello iniziale (9,325 euro).
In questo caso il certificate verrà ritirato anticipatamente a 102 euro: 100 euro di valore nominale più 2 di premio lordo, oltre ai premi non pagati in precedenza (effetto memoria).
Se invece, nell’arco di vita del prodotto, non fosse mai scattato il rimborso anticipato, allora il certificate arriverà alla scadenza naturale. Il 6 aprile 2022 gli scenari saranno due: con il titolo sopra la barriera, l’investitore incassa 100 euro di capitale investito e l’ultima cedola trimestrale oltre a quelle non ricevute nei periodi precedenti (effetto memoria).
Il caso sfavorevole lo abbiamo se il sottostante dovesse trovarsi a scadenza sotto la barriera. L’investitore riceverà un rimborso in linea con le performance del titolo rispetto al valore iniziale (9,325 euro).
Ad esempio, se alla data di osservazione finale del certificate, le quotazioni di Eni (MI:ENI) fossero appena sotto la barriera (70%), l’investitore riceverebbe poco meno di 70 euro. Il rendimento complessivo dell’investimento dipenderà dal numero di cedole incassate durante la vita del prodotto.
“Il presente articolo non costituisce sollecitazione, offerta, consulenza o raccomandazione all’investimento e, pertanto, qualsiasi decisione di investimento e il relativo rischio rimangono a carico dell'investitore. Société Générale (PA:SOGN) svolge il ruolo di partner economico per la redazione del presente articolo per cui Investing.com, direttamente o tramite collaborati terzi, si impegna a selezionare in completa autonomia uno o più prodotti facenti parte della gamma di prodotti di Société Générale legati al sottostante di volta in volta oggetto dell’analisi contenuta nel presente articolo. Société Générale non assume alcuna responsabilità per i contenuti del presente articolo e per l'eventuale utilizzo che il lettore potrà fare di tali contenuti.
L’ultima versione del Documento contenente le Informazioni Chiave (KID) e la documentazione d’offerta del prodotto descritto nel presente articolo potranno essere visualizzati e scaricati rispettivamente dal sito http://kid.sgmarkets.com http://prospectus.socgen.com, e sono altresì disponibili sul sito http://www.prodotti.societegenerale.it nonché disponibili gratuitamente su richiesta presso Société Générale (PA:SOGN), via Olona 2 Milano”

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